Inarcassa: iniziano a crescere i redditi dei professionisti ma per gli architetti la ripresa è più lenta

Inversione di tendenza per i redditi degli iscritti, che iniziano a crescere dopo anni di calo. Ma, per gli architetti, il cui lavoro è legato in maniera più stretta al settore delle costruzioni, la crescita è più lenta. Al Sud e nelle Isole i redditi restano più bassi, nonostante una ripresa netta. I dati del bilancio consuntivo 2016 della Cassa.

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Stabile il numero di iscritti, pari a 168.402 unità nel 2016 (erano 168.385 nel 2015). In crescita stabile (dell'8,5 per cento rispetto allo scorso anno) il numero di pensionati iscritti, ossia gli architetti e ingegneri titolari di prestazioni previdenziali che continuano a svolgere attività professionale. Aumentate le cancellazioni, che dal 2014 hanno raggiunto gli stessi livelli delle iscrizioni. Infine, dopo anni di calo costante dovuto alla crisi ed ai suoi effetti, aumentano redditi e volumi d'affari. È quanto si legge nel bilancio consuntivo 2016 di Inarcassa, approvato dal Comitato nazionale dei delegati nelle riunioni del 20 e 21 aprile scorso.

Aumenta il reddito medio dei professionisti

«Il reddito medio e il monte redditi degli iscritti sono tornati a crescere nel 2015, rispettivamente dopo 7 e 4 anni di calo consecutivi; anche i volumi d'affari sono aumentati, ma in misura più contenuta», si legge nel bilancio della Cassa. Si ferma a 4 miliardi e 61 milioni il monte redditi (era di 3 miliardi e 934 milioni nel 2014) mentre il reddito medio passa dai 23.932 euro del 2014 ai 24.564 euro del 2015

Ma, il reddito degli ingegneri (+3,8% per il monte redditi e +2,8% per il reddito medio) cresce di più rispetto a quello degli architetti (+2,4% per il monte redditi e +2,2% per il reddito medio). Secondo la Cassa e sulla scorta dello scenario macroeconomico «i redditi degli architetti evidenziano una più stretta correlazione con il settore costruzione, la cui dinamica rimane ancora debole; l'attività degli ingegneri è invece più diversificata e i redditi riflettono soprattutto le dinamiche dell'attività produttiva dell'intera economia».

Immagine tratta dal bilancio consuntivo 2016 di Inarcassa

Al Sud il reddito medio è cresciuto di più, registrando un +10,7 per cento, ma resta comunque inferiore rispetto alla media del Paese. Lo stesso vale per le Isole dove il reddito medio è cresciuto del 7,4 per cento. Al Centro si è registrata, invece, una leggera flessione (-0,9 per cento in media), con una punta negativa mentre al Nord l'aumento si è concentrato più al Nord Ovest (+2,2 per cento) che al Nord Est (+0,2 per cento).

In crescita il numero di pensionati

In un anno è cresciuto dell'8,2 per cento il numero di pensionati che a fine 2016 ha raggiunto quota 29.902 unità. Aumentano anche i pensionati iscritti: erano 11.171 nel 2015 e passano a 12.117 nel 2016.

Con l'aumento dei pensionati e la stabilizzazione del numero degli iscritti il rapporto iscritti/pensionati decresce, fermandosi a 5,6 nel 2016 contro il 6,1 dell'anno precedente.

Aumento delle entrate contributive per effetto di sanzioni e ricongiunzioni

La differenza tra entrate ed uscite (saldo della gestione previdenziale) cresce rispetto allo scorso anno, attestandosi intorno ai 513 milioni di euro. Aumentano, dunque, le entrate contributive, per effetto delle ricongiunzioni e dei maggiori proventi da sanzioni. Le uscite per prestazioni previdenziali sono passate da 534,9 milioni di euro del 2015 a 576,1 milioni di euro del 2016.

Il "peso" dei crediti verso i professionisti

Ammontano a 883 milioni i crediti verso i professionisti. Di questi - si legge nel bilancio - «circa 300 milioni di euro sono crediti non scaduti alla data di chiusura del bilancio e sono riconducibili anche all'effetto delle dilazioni e delle rateizzazioni concesse ai professionisti. Sulla rimanente quota di circa 580 milioni di euro, risultano avviate, in base alla procedura interna di gestione recupero del credito, azioni per circa 236 milioni di euro, pari al 41% dell'importo dei crediti scaduti».

Il patrimonio cresce a 9,5 miliardi

Come rileva una nota della Cassa: «L'anno si è chiuso con un avanzo economico di 696 milioni di euro: un risultato superiore di 196 milioni rispetto al budget e più elevato per 91 milioni di euro in confronto a quello del 2015. Il soddisfacente risultato economico ha consentito una rilevante crescita del patrimonio sia in valore assoluto - 9,5 miliardi di euro, contro gli 8,8 dell'esercizio precedente - sia in rapporto agli iscritti, il cui patrimonio pro capite è aumentato da 48,7 migliaia a 52,2 migliaia di euro tra il 2015 e il 2016. Il rendimento lordo del patrimonio a valori di mercato è stato pari al 3,57%».

+ info: www.inarcassa.it

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