Legambiente: 113 anni ancora per rendere sicure le scuole in aree ad alto rischio sismico

Nel rapporto annuale Ecosistema scuola 10 best practice da imitare

Legambiente individua 10 best practice, 10 scuole modello da imitare, inserite nel rapporto annuale che fotografa lo stato di salute dell'edilizia scolastica italiana. Secondo l'indagine il 43,8% delle scuole necessita di manutenzioni urgenti.

up-to-date

Patrimonio vecchio e di scarsa qualità, anche se non mancano buone pratiche da imitare. Una scuola su due non ha il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi. Inoltre, il 43,8 per cento delle scuole necessita di manutenzioni urgenti. È la fotografia scattata da Ecosistema scuola, il rapporto con cui annualmente Legambiente fa il punto sullo stato di salute dell'edilizia scolastica italiana. La XVIII edizione dell'indagine è stata presentata ieri, 17 ottobre, nel corso del secondo Forum Scuola Innova, organizzato dall'associazione ambientalista insieme a Kyoto Club e Editoriale La nuova ecologia.

Novità di quest'anno: il rapporto individua 10 best practice tra edifici di nuova costruzione e scuole nate dal recupero ed adeguamento dell'esistente. Dieci esempi italiani di grande qualità ed interesse. Molti ultimati quest'anno.

Polo scolastico di Collecchio (Parma), inserito tra i 10 casi modello, da imitare secondo Legambiente

La ricerca condotta su più di 6mila edifici

La ricerca è stata condotta su 6.029 edifici (scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado) di 92 capoluoghi di provincia (sono stati esclusi Ascoli Piceno e Taranto per insufficienza di dati). Il rapporto punta il dito anche contro «le mancate promesse dell'anagrafe scolastica».

«L'Anagrafe - si legge nel rapporto - è incompleta, imprecisa e di difficile interpretazione: se gli edifici in Italia risultano essere 42.408, nel Portale unico dei dati della scuola del Miur, aggiornato all'anno scolastico 2015/2016, questi risultano essere 50.804 di cui ben 14.711 registrati nel sistema due volte, con gli stessi dati». I dati certi - si rileva nel dossier - si riferiscono solo a 36.093 edifici. La classificazione delle zone sismiche, inoltre - viene rimarcato nell'indagine - fa riferimento alla normativa in voga fino al 2003. «Da qui la difficoltà di valutare dove e come intervenire prioritariamente per salvaguardare la sicurezza di studenti e personale scolastico».

«L'anagrafe dell'edilizia scolastica va completata rapidamente - ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni - insieme al finanziamento delle diagnosi statiche ed energetiche di tutti gli edifici, con l'obiettivo di avere entro il 2020 il fascicolo di fabbricato per ogni scuola d'Italia. Occorre ridurre e semplificare le linee di finanziamento per la riqualificazione edilizia e stabilire priorità precise d'intervento basate sull'obiettivo, sull'età dell'edificio e sulla situazione di rischio dell'area su cui la scuola insiste».

Il 41% delle scuole è in zona sismica 1 e 2

Secondo l'indagine, realizzata incrociando i dati dell'anagrafe con quelli della nuova classificazione sismica presenti nella banca dati sul sito della Protezione civile, il 41 per cento delle scuole (15.055 strutture) si trova in aree classificate a rischio sismico 1 e 2 e il 43,4 per cento di queste è stato costruito prima del 1976 e, dunque, prima dell'entrata in vigore della normativa sismica. 

Dal questionario inviato agli enti locali emerge, inoltre, che il 43,8 per cento degli edifici del campione necessita di manutenzioni urgenti.

Maglia nera per efficientamento energetico

Solo lo 0,3 per cento degli edifici indagati è in classe A e solo il 4,2 per cento rientra nelle prime tre classi energetiche (A, B, C), mentre la metà degli edifici si trova in classe G. Mentre, le fonti rinnovabili sono utilizzate solo nel 18 per cento degli edifici.

9,5 miliardi di investimenti messi in moto dal 2014. Servono 113 anni per mettere in sicurezza le scuole in aree ad alto rischio sismico

 I dati non sono solo negativi. «Le linee di finanziamento messe a disposizione dal 2014 ad oggi sono cospicue soprattutto in confronto al passato», si legge nel rapporto. «Dall'analisi dei finanziamenti risulta una cifra di 9,5 miliardi di investimenti messi in moto con linee di finanziamento diverse, di cui alcune in esaurimento e altre non ancora attivate in pieno, come quella dei Fondi strutturali 2014-2020».

Il rapporto riporta, inoltre i dati (aggiornati al 3 ottobre) del sito cantieriscuole.it di #Italiasicura.scuole: 12.271 gli interventi di edilizia scolastica finanziati in questi ultimi anni attraverso 21 linee di finanziamento, per un importo complessivo di quasi 4,2 miliardi di euro. Risultano, però, solo 6.157 cantieri conclusi. Un dato che secondo Legambiente conferma la difficoltà dei Comuni e delle Provincie a portare a termine gli interventi finanziati e ad accedere alle linee di finanziamento. 

Inoltre, solo il 45,9 per cento degli interventi - secondo quanto riportato nel dossier - è stato realizzato nei territori più vulnerabili (aree 1 e 2 della classificazione sismica). Tali interventi hanno impegnato risorse per quasi 2,3 miliardi di euro.

Quanto alle nuove edificazioni, queste sono 437, di cui 245 già concluse. Quelle finanziate nei Comuni ricadenti in aree a rischio sismico 1 e 2 sono 171 ma solo 87 cantieri sono conclusi.

«Se si dovesse continuare di questo passo - stima Legambiente - occorrerebbero ancora 113 anni prima di riuscire a intervenire sugli edifici nelle zone a rischio sismico 1 e 2, ossia quelle dove davvero il pericolo di un terremoto è forte o fortissimo».

«Se invece ragioniamo sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, continuando di questo passo ci vorrebbero 160 anni per riuscire a realizzare un miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici scolastici in Italia, con i conseguenti vantaggi che si avrebbero in termini di minore spesa pubblica, inquinamento e emissioni di gas serra».

10 best practice

Per la prima volta il rapporto di Legambiente passa in rassegna dieci esperienze positive, innovative e sostenibili, che possono essere replicate e fungere da stimolo. Da Nord a Sud, nel Paese, spiccano infatti alcuni casi di scuole nuove e innovative, sicure, realizzate secondo criteri di bioedilizia e di efficientamento energetico. Alcuni esempi sono molto recenti, come la scuola dell'infanzia Sandro Pertini di Bisceglie (Brindisi), un edificio ad energia quasi zero inaugurato ad agosto, con una corte centrale che è come un'aula a cielo aperto a forma di grembo materno, progettata dall'ingegnere Luca Peralta con 3TI Progetti Italia.

La scuola è frutto di un concorso, bandito nel 2009 nell'ambito del programma Sensi Contemporanei - Qualità Italia, che fu promosso dai ministeri dello Sviluppo Economico e per i Beni e le Attività Culturali, dalla Fondazione La Biennale di Venezia, con alcune Regioni del Sud d'Italia. L'obiettivo era promuovere lo strumento del concorso per dar vita ad architetture di qualità.

I casi-scuola citati nel rapporto sono tutti degni di nota. Figurano il nuovo polo scolastico di Terento (Bolzano), anch'esso completato quest'anno, e progettato dallo studio austriaco Feld72,la scuola dell'infanzia e primaria Don Filippo Rinaldi a Roma (anno 2009), progettata da Cosmo Antonello Magliozzi (con Simona Ruggeri, Valerio Hinna Danesi, Claudio Maroni, Giuseppe Pascucci e Attilio De Rossi), la scuola Rita levi Montalcini a Felino (Parma) dello studio Marco Contini (anno 2009), la scuola media Vivenza ad Avezzano (L'Aquila), consegnata ad inizio anno, finanziata con i fondi per la ricostruzione del post-terremoto del 2009, la cui progettazione preliminare è dell'ingegnere Enrico de Cristofaro; autore della progettazione definitiva ed esecutiva è il team guidato dall'architetto Nicola Guglielmi (capogruppo) e composto dagli architetti Vincenzo Presutti e Michela Spina e dagli ingegneri Tonino Antoniani e Giuseppe Caccavelli.

Recentissimo anche il polo scolastico di Collecchio (Parma), la cui progettazione è stata curata dall'architetto Cristian Ferrarini dell'ufficio tecnico del Comune. E poi, il liceo musicale Augusto Passaglia a Lucca, ricavato nell'ex convento Sant'Agostino, il cui progetto è stato curato dall'architetto Francesca Lazzari, dirigente della provincia di Lucca. Ed ancora: la scuola di agraria in parte interrata e in parte realizzata all'interno del castello di a Burgusio, frazione di Malles (Bolzano), il progetto, molto noto, è di Werner Tscholl; l'asilo nido comunale di Andria (Bat), progettato dall'architetto Pino Cimino, la colorata scuola dell'infanzia Poetro Nenni a Bagnolo Mella, firmata dall'architetto Simone Firmo.

Mariagrazia Barletta

IL TESTO
XVIII Rapporto Ecosistema scuola di Legambiente

pubblicato in data: