Firmato il decreto Bim: obbligo dal 2019 per gli appalti di grandi opere

Il Dm - firmato da Delrio - disciplina l'ingresso obbligatorio del Bim negli appalti pubblici e fissa scadenze temporali che permetteranno allo strumento elettronico di modellazione di fare ingresso in modo graduale nel mondo degli appalti, a partire dal 2019.

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Il ministro Graziano Delrio ha firmato il decreto che scandisce i tempi e fissa le modalità per l'introduzione del Bim (Building information modeling) negli appalti pubblici. Si tratta del Dm previsto dall'articolo 23 comma 13 del Codice degli appalti (DLgs 50 del 2016) che era stato sottoposto, a partire dallo scorso giugno, a consultazione pubblica.

Il Dm, tra le altre cose, sulla scorta degli importi posti a base di gara e della complessità dei lavori, fissa scadenze temporali che permetteranno al Bim di fare ingresso in modo graduale nel mondo degli appalti, a partire dal 2019. È già prevista l'adozione del Bim in via facoltativa, mentre l'obbligo scatterà a partire dal 1° gennaio 2019 per opere da 100 milioni e oltre, per poi essere allargato, gradualmente, alle opere di minore importo.

Il decreto è frutto del lavoro avviato da una Commissione appositamente istituita dal Ministro e composta da rappresentanti del Mit, di Anac, Agid, delle Università degli Studi di Brescia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, del Politecnico di Milano, della Rete delle Professioni Tecniche. Viene inoltre prevista l'istituzione di una commissione di monitoraggio, con l'obiettivo di tenere sotto osservazione le dinamiche evolutive della digitalizzazione e della gestione informativa, così come accade in altri paesi.

BIM - Building Information Modeling [mit.gov.it]
È un modello per ottimizzare, tramite la sua integrazione con metodi e strumenti elettronici specifici, la progettazione, realizzazione e gestione di costruzioni nei settori dell'edilizia e delle infrastrutture. Tramite esso tutti i dati rilevanti di una costruzione e presenti in ogni fase del processo devono risultare disponibili in formati digitali aperti e non proprietari.

Graduale introduzione dell'obbligo

«Il decreto - riferisce il ministero con una nota - prevede, già dall'entrata in vigore, l'utilizzo facoltativo dei metodi e degli strumenti elettronici specifici per le nuove opere e per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, da parte delle stazioni appaltanti che abbiano ottemperato agli adempimenti preliminari».

L'obbligo all'utilizzo dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione decorre dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro. L'obbligo viene via via esteso per importi minori a partire dagli anni successivi al 2019 fino alle opere di importo inferiore a 1 milione di euro, per le quali il termine decorre dal 1° gennaio 2025.

Piano formativo e di investimento per le stazioni appaltanti

Le stazioni appaltanti dovranno prepararsi alla novità, per questo il Dm disciplina per esse specifici adempimenti. Le stazioni appaltanti, infatti, dovranno adottare un piano di formazione del proprio personale, un piano di acquisizione o di manutenzione di hardware e software di gestione dei processi decisionali e informativi e un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti.

Utilizzo di piattaforme interoperabili per le stazioni appaltanti

«È previsto - informa il ministero in una nota - l'utilizzo di piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari da parte delle stazioni appaltanti ed è definito l'utilizzo dei dati e delle informazioni prodotte e condivise tra tutti i partecipanti al progetto, alla costruzione e alla gestione dell'intervento».

 Mariagrazia Barletta

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