Lettera di motivazione per architetti: una struttura in 3 tempi per superare la sindrome da foglio bianco

il metodo VOI - IO - NOI

A tutti è capitato almeno una volta di trovarsi di fronte al difficile compito di dover affrontare una lettera di motivazione e non sapere da dove cominciare. Le cose da dire sono tante e non si sa mai come organizzarle per mettersi in risalto al meglio.

Quello che vi propongo di seguito è un metodo molto utilizzato in Francia, Germania e Svizzera che vi permetterà di gerarchizzare le informazioni in modo conseguente e darà al vostro interlocutore tutto il materiale di cui ha bisogno per giudicare il vostro profilo.

La formula prevede di strutturare la propria lettera in tre paragrafi, riassumibili nel trittico Voi - Io - Noi, una composizione in tre tempi quindi in cui le prime due parti possono essere invertite a seconda delle circostanze. 

Come premessa è tuttavia doveroso ricordare che qualsiasi sia la struttura o l'ordine utilizzato in una lettera di motivazione l'essenziale è trovare le parole giuste per risvegliare la curiosità del lettore.

In questo senso l'introduzione è vitale, sono le prime righe a dare il ritmo a quello che segue e a disegnare il ritratto di chi scrive.
Frasi brevi e corte che incuriosiscono il lettore danno dell'autore un'immagine dinamica, al contrario frasi lunghe e arzigogolate dipingono una persona altrettanto complessa.

Per questo, senza cadere negli eccessi, dedicate del tempo a trovare il miglior equilibrio che vi rappresenti.

Il metodo Voi - Io - Noi

VOI | Perché mi interessate

È stato riscontrato come la maggior parte delle lettere di motivazione affrontino in realtà solo due dei tre paragrafi Voi - Io - Noi, il candidato non parla quasi mai dello studio a cui si sta rivolgendo.

Il paragrafo dedicato al datore di lavoro è invece fondamentale perché personalizza la vostra candidatura, mostra che vi siete interessati a cercare informazione sulla struttura e convalida la vostra motivazione a una futura collaborazione.

Questo tuttavia non significa si debba tradurre in una lode cieca, che lo studio sia il leader incontrastato del mercato ha in realtà poco interesse rispetto alla vostra candidatura, quello che invece è necessario sottolineare è come la loro attività sia strettamente connessa con le vostre capacità.

Alcuni esempi:

  • Ho avuto modo di approfondire la vostra ricerca sull'xlam durante la stesura della mia tesi di laurea sulle costruzioni in legno.
  • Apprezzo la vostra capacità di affrontare progetti a diverse scale, anche nel mio percorso ho sempre cercato di affiancare all'ambito delle ristrutturazioni alcuni concorsi di progettazione di più ampio respiro.
  • Ho avuto modo di ascoltare il vostro intervento sulle costruzioni in terra cruda durante il festival xxx, è un argomento che mi appassiona, ho infatti frequentato su questo tema i workshop xxx e xxx.

IO | quello che posso offrire

Ci sono decine di modi di parlare di se stessi in una lettera, in questo caso, anche se spesso si è tentati, non si tratta di parafrasare il proprio curriculum vitae, recitare le proprie esperienze in modo cronologico non proverà che voi siate il candidato ideale.

Il paragrafo è piuttosto dedicato a offrire prove concrete di quello che volete dimostrare, ovvero che il vostro profilo corrisponde perfettamente con quello richiesto.

Per questo se l'annuncio chiede qualcuno di motivato, efficace, rigoroso, dinamico e comunicativo non sarà sufficiente ripetere gli aggettivi per dimostrare di esserlo, sono necessarie prove tangibili, quindi per ogni affermazione è opportuno precisare i risultati ottenuti in quell'ambito.

Alcuni esempi:

  • Grazie ad alcune esperienze di studio e lavoro in xxx ho sviluppato una naturale capacità di inserimento in contesti internazionali.
  • Durante i xxx anni di lavoro come capo progetto presso lo studio xxx ho acquisito un'autonomia per quanto riguarda l'ideazione e la realizzazione di un progetto architettonico.

NOI | quello che potremo fare insieme

Nel terzo paragrafo della lettera il candidato spiega perché pensa di poter occupare il posto proposto e conferma la sua motivazione nell'entrare a far parte del team, parlando della "coppia" che spera di formare con lo studio e descrivendo le opportunità che potrebbero nascere da questa collaborazione.

In questa parte l'unica astuzia da applicare è quella di stuzzicare la curiosità del lettore per fargli venire voglia di organizzare un colloquio, evocando un metodo o una strategia che potrebbe essere messa in pratica insieme.

Alcuni esempi:

  • In conclusione sono seriamente motivato a collaborare con voi, mettendo a disposizione le mie capacità di renderista all'interno del team concorsi del vostro studio.
  • ... completando con le mie competenze di redattore il settore comunicazione del vostro studio.
  • .... sviluppando all'interno della vostra realtà nuove strategie di gestione del cantiere.

Saluti e proposta di colloquio

Infine non bisogna dimenticarsi dell'obiettivo principale: ottenere un colloquio.
Per questo è consigliabile accompagnare alla formula di saluto una proposta di un incontro in un tono sincero, che non sia di supplica ma comunque entusiasta.

Voi - Io - Noi o Io - Voi - Noi?

I primi due paragrafi della lettera possono essere invertiti a seconda delle circostanze e dell'ispirazione e preferenza del candidato.

Nella scelta dell'ordine da utilizzare è importante tenere presente due considerazioni:

  • spesso, per mancanza di tempo, i datori di lavoro leggono solamente l'inizio e la fine della lettera, di conseguenza potrebbe essere più conveniente prediligere una struttura Io - Voi - Noi, in cui si mette maggiormente in valore la vostra esperienza piuttosto che quella dello studio.
  • decidete in funzione della situazione, se si risponde ad un annuncio può apparire più facile incominciare con la propria presentazione (Io) in risposta ai requisiti richiesti, mentre se si fa una candidatura spontanea si può incominciare parlando dello studio ed evidenziando i bisogni supposti (Voi). 

di Elisa Cavaglion

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