Come preparare un portfolio di architettura. Consigli ed errori da evitare secondo Carlo Ratti

La redazione del portfolio è, insieme alla lettera di motivazione, tra i progetti più delicati da elaborare per un architetto, perché racchiude in poche pagine la propria storia, le proprie ambizioni e le proprie capacità.

Per dare un supporto a chi si sta confrontando con questa sfida, abbiamo incontrato l'architetto e ingegnere Carlo Ratti che ha condiviso con noi alcuni preziosi consigli derivanti dalla sua esperienza di fondatore dello studio CRA (Torino e New York) e di direttore del Senseable City Lab al MIT di Boston.

Delle sue risposte abbiamo preparato una piccola guida all'elaborazione del portfolio che sintetizza cosa si deve comunicare e come strutturarlo al meglio per essere apprezzati dall'esaminatore.

A fine articolo, per i più curiosi, Carlo Ratti ha raccontato brevemente come funziona il processo di selezione nello studio CRA e che ruolo riveste il portfolio.


Studio Carlo Ratti Associati | © Pier Luigi Vona

Carlo Ratti: "Il Portfolio è come un bel romanzo"

"Non c'è una formula perfetta di portfolio", afferma Carlo Ratti, "molto dipende anche dal ruolo per cui si sta facendo domanda e dall'esperienza maturata. In generale, un buon portfolio deve essere considerato come un bel romanzo, la cui voglia di leggerlo cresce mano a mano che si scorrono le pagine... Insomma, il racconto delle proprie esperienze e capacità professionali.

Importante, quindi, che i progetti siano collegati tra loro secondo un filo logico.

E se è vero che "un libro non si giudica dalla copertina", è importante che il portfolio sia esteticamente ben presentato".

Capacità da evidenziare: estetica, tecnica e scrittura

Pur essendo tra gli strumenti più antichi di presentazione di un architetto, secondo Carlo Ratti "Il portfolio riveste ancora una funzione centrale nella scelta di un candidato, in quanto è lo strumento che al meglio descrive le capacità e potenzialità di un professionista.

Grazie al portfolio, è possibile (ed essenziale) mettere in evidenza tanto la componente estetica quanto quella tecnica (ad esempio, la capacità di utilizzare strumenti di modellazione parametrica).

La componente testuale ricopre un ruolo altrettanto di rilievo: scrivere e disegnare sono entrambi, infatti, veicoli importanti per comunicare un progetto".

Scelta del materiale: privilegiare le proprie competenze

Secondo Ratti, "la regola generale da seguire è privilegiare ciò che maggiormente illustra le proprie capacità", in questo senso, quando si seleziona il materiale da presentare, si può tenere presente che agli occhi dell'esaminatore, un progetto personale "può colpire per l'originalità e la cura", mentre un progetto realizzato per terzi "può mettere bene in evidenza le proprie competenze".

Forma e contenuti del portfolio: cosa fare e cosa evitare

A seguire, in forma schematica, i suggerimenti pratici di Carlo Ratti per elaborare un portfolio efficace:

3 consigli da mettere in pratica

  • Raccontare l'esperienza professionale e di studi.
    In modo sintetico e partendo dal liceo.
  • Avere un mix equilibrato di testo e immagini.
    La comunicazione è anche visiva.
  • Fare riferimento ai progetti e/o alla visione dello studio.
    Il portfolio non deve essere un semplice "allega, inoltra"; deve essere cucito sulla visione dello studio a cui si sta proponendo la propria candidatura.

3 errori frequenti da evitare

  • Peccare di eccessiva originalità.
    Talvolta, la ricerca estrema di virtuosismi grafici va a danno della fruibilità e chiarezza del portfolio stesso.
  • Eccessiva quantità di contenuti per descrivere un progetto. 
    È importante ricordare che il disegno è una forma di comunicazione e quindi dovrebbe veicolare in modo chiaro e immediato un messaggio, senza troppe spiegazioni.
  • Mancanza di personalizzazione.
    Il portfolio è un po' come la storia di quella persona e le storie sono personali.

La struttura ideale

  • Lunghezza
    10-15 pagine massimo.
  • Ordine dei progetti
    Cronologico, dal più recente al meno recente.
    CV meglio separato dal portfolio.
  • Formato
    In generale, è bene prediligere formati compatibili con la stampa e di facile visualizzazione a schermo (il formato A4 orizzontale è sicuramente il migliore).
  • Digitale vs Cartaceo
    Digitale: permette una più semplice archiviazione e condivisione interna.


Studio Carlo Ratti Associati | © Pier Luigi Vona

Carlo Ratti Associati: il processo di selezione dei candidati

Infine l'ultima domanda sull'esperienza CRA, come avviene la selezione nel vostro studio, il portfolio è uno strumento determinante per la vostra scelta?

"Tutti i CV e portfoli sono gestiti attraverso una piattaforma online. Potenzialmente, tutti i componenti del team di CRA potrebbero guardare i diversi profili e votarli. Il team delle risorse umane si occupa poi di selezionare i candidati, che accederanno ad un primo colloquio conoscitivo telefonico o via Skype. Nel caso in cui si decida di portare avanti la candidatura, si passa al secondo colloquio - questa volta di persona - in cui si valutano, attraverso una prova, le competenze tecniche. Per ultimo, vi è un terzo breve colloquio con Carlo Ratti".

di Elisa Cavaglion

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