Il decreto Genova è legge: novità in vista per la ricostruzione del ponte Morandi. Meno poteri derogatori al commissario

Limite alla possibilità, da parte del commissario, di derogare alle leggi antimafia. Esclusione dalla ricostruzione di Autostrade per l'Italia (che però dovrà sostenere i relativi oneri) e non più di tutti gli operatori economici che abbiano partecipazioni, dirette o indirette, in società concessionarie di strade a pedaggio. Sono alcune delle modifiche apportate al decreto "Genova". Il testo è stato approvato oggi in via definitiva dal Senato.

Il provvedimento, arricchito con diverse misure (tra cui la riapertura del condono a Ischia, che resta invariata), è nato, come è noto, per fronteggiare il delicato tema della ricostruzione del viadotto sul Polcevera, a Genova, meglio conosciuto come ponte Morandi, crollato tragicamente lo scorso 14 agosto.

Tra le altre cose, viene definito il ruolo del commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, individuato lo scorso 4 ottobre nella persona di Marco Bucci (il Dpcm di nomina ancora non c'è), sindaco di Genova, che dunque deve garantire tutte le attività per «la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per la progettazione, l'affidamento e la ricostruzione dell'infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario». Avrà una squadra di massimo 20 tecnici, scelti tra dipendenti di amministrazioni centrali e enti territoriali, cui vanno ad aggiungersi due eventuali sub-commissari.

Limite alla retribuzione del commissario

In sede di conversione, è stato introdotto un limite al compenso del commissario. A fissare la retribuzione deve essere un decreto del ministero dell'Economia, sentito il ministero delle Infrastrutture, ma il Parlamento ha messo dei paletti: la parte fissa del compenso non potrà superare i 50mila euro annui (l'incarico dura 12 mesi ed è rinnovabile); stesso limite anche per  la parte variabile, strettamente correlata al raggiungimento degli obiettivi ed al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi legati allo speciale incarico.

Stretta sui poteri derogatori del commissario

Soprattutto, vengono ristretti i poteri derogatori attribuiti al commissario. Nel decreto era stabilito che per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per la progettazione, l'affidamento e la ricostruzione dell'infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario, il Commissario straordinario operasse «in deroga ad ogni disposizione di legge extrapenale, fatto salvo il rispetto dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea».

Nel passaggio alla Camera il testo cambia e viene stabilito che il Commissario operi in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia (D.Lgs. 159/2011), e il rispetto dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Dopo il campanello di allarme "suonato" dal numero uno dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone, dunque, una correzione sui poteri derogatori è arrivata.

Con un emendamento approvato sempre alla Camera si rimanda ad un decreto del Ministro dell'Interno, da adottare entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, che individui speciali misure amministrative di semplificazione, volte al rilascio delle documentazione antimafia, anche in deroga alle relative norme. 

Resta la garanzia pubblica di 360 mln

Come già stabilito dal decreto, deve essere Autostrade per l'Italia a far fronte alle spese di ricostruzione del viadotto sul Polcevera e di ripristino del connesso sistema viario. Con una modifica al testo si stabilisce che il concessionario faccia fronte anche agli oneri connessi alla tutela del diritto all'abitazione. Entro 30 giorni dalla richiesta, Aspi dovrà versare le somme necessarie nelle Casse (contabilità speciale) del Commissario. Nel caso in cui Aspi non provveda a versare tali somme, il Commissario può individuare un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario.

Resta la garanzia dello Stato di 360 milioni di euro

Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del concessionario delle somme dovute, a garanzia dell'immediata attivazione del meccanismo di anticipazione è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro annui dall'anno 2018 all'anno 2029.

Procedura negoziata per gli affidamenti

Resta quanto già stabilito nel decreto: gli affidamenti per la progettazione e per i lavori sono affidati dal Commissario attraverso procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara.

Per la ricostruzione è esclusa Autostrade per l'Italia 

Il decreto affidava «la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, a uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali».

Questa disposizione, con la legge di conversione, viene mutata e viene previsto che l'attività di ripristino dell'opera non possa essere affidata ad Autostrade per l'Italia e nemmeno a società o soggetti controllati da Aspi, o ad essa collegati. Salta, dunque, il riferimento a tutte le società concessionarie di strade a pedaggio, come invece previsto dal Dl, in quanto tale misure finiva con l'escludere numerose imprese dalla ricostruzione.

di Mariagrazia Barletta

IL TESTO DEFINITIVO

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