Un boulevard, un giardino invernale, un lago artificiale: ecco come sarà il parco monumentale della Reggia di Rivalta

La giunta del Comune di Reggio Emilia ha approvato, lo scorso 26 febbraio, il progetto di fattibilità tecnica ed economica in base al quale si darà nuova vita al Giardino segreto e al Parco della Reggia di Rivalta. Il progetto è stato elaborato da Openfabric, da F&M Ingegneria e da Alessandro Parodi e Fabrizio Polimone (Casana Architettura Paesaggio), dopo aver vinto il concorso di progettazione conclusosi lo scorso ottobre e bandito dal Comune.

«La deliberazione di giunta consente ora di proseguire, con l'alta sorveglianza della Sovrintendenza, nel percorso di realizzazione del progetto esecutivo e di arrivare alla gara d'appalto dei lavori», fa sapere il Comune con una nota. Come previsto, infatti, già dal bando del concorso di progettazione, una volta approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica (ex preliminare), si passa direttamente all'esecutivo.

Con l'approvazione del progetto entra concretamente nel vivo il percorso per la rinascita di un pezzo della storia emiliana. Oggetto di recupero è infatti l'area (in tutto 26 ettari) su cui sorgeva il parco annesso al Palazzo di Francesco III d'Este e di Carlotta Angle d'Orleans, ispirato alle grandi regge dell'epoca. Del parco e dei suoi fasti restano solo delle tracce, ossia: il belvedere, il giardino segreto, il muro di cinta, le vasche, le grotte, che saranno oggetto di restauro.

Il progetto, di interesse nazionale, è finanziato dal Miur con 6,8 milioni di euro e si inserisce nel più ampio piano per la valorizzazione del sistema dei beni culturali estensi.

Il progetto

Le tracce tangibili e intangibili sedimentatesi nel tempo vengono considerate dal progetto come un patrimonio da riproporre e valorizzare. Il recinto murario, importante testimonianza del passato, sarà restaurato e andrà a delimitare un nuovo percorso: un boulevard perimetrale, pensato come un percorso lineare attrezzato, caratterizzato da un doppio filare di pioppi neri e aceri campestri.

L'area centrale sarà suddivisa in grandi quadranti delimitati da un incrocio di percorsi lineari: uno spazio flessibile e riconfigurabile facilmente a seconda delle esigenze. 

Il sistema delle acque diventa un elemento unificante. «Nel Parterre - si legge ancora nella nota del Comune - l'acqua acquisisce una valenza architettonica, arricchendo il giardino. Nella Vasca ovale, unica vasca sopravvissuta nella parte bassa del parco, l'acqua diventa cornice per osservare e apprezzare specie botaniche acquatiche dall'alto valore scenografico e visivo, come ninfee e fiori di loto. Nel Lago naturale, l'acqua che negli altri ambiti ha finalità scenografiche, diventa un'esperienza naturalistica». Il bio-lago, di forma circolare, dal diametro di circa 50 metri, sarà caratterizzato da una ricca vegetazione che ne depurerà le acque.

Il parterre - un'area di circa 21mila metri quadri - si ispira al progetto originale del 1726. Le geometrie barocche sono formate da siepi di bosso, al cui interno sono racchiuse superfici fiorite di bulbose. I percorsi per il pubblico sono in terreno ‘stabilizzato', cioè permeabile, come negli altri ambiti del Parco. Le due storiche fontane ovali, oggi non più esistenti, sono riproposte come specchi d'acqua, completando il repertorio originario e diventando un'attrazione estiva per i visitatori.

Accanto al parterre, è previsto un giardino invernale di circa 6mila metri quadri, pensato come attrazione anche per i mesi più freddi.

Il sindaco Luca Vecchi: «Il Parco forte attrattore»

«Intuizione e coerenza progettuale nel percorso di riqualificazione del Parco e del Giardino segreto di Rivalta si sono associate all'ascolto dei cittadini e all'accoglimento di loro valutazioni e proposte - afferma il sindaco Luca Vecchi - sia nel percorso partecipato a monte del progetto, sia nel confronto successivo dopo la scelta del progetto attraverso il concorso internazionale. Otteniamo così un arricchimento complessivo».

«L'esito - continua il primo cittadino - sarà uno spazio che riuscirà a proporre recupero, rispetto e citazioni dell'identità storica del luogo e nello stesso tempo sensibilità e vocazione ai bisogni dei frequentatori di oggi. Uno spazio in cui sono presenti lo spirito del luogo e quello del tempo. Un Parco che si appresta a diventare un forte attrattore di persone dalla nostra e da altre città, uno spazio aperto alla creatività, alla cultura, allo svago, al riposo e alla riflessione, immerso in una storia e in un paesaggio inconfondibili, quali sono quelli della fascia precollinare reggiana, guardando al futuro».

di Mariagrazia Barletta

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