Dopo le precedenti esperienze asiatiche, rispettivamente in Giappone un gruppo e in Australia e Nuova Caledonia l'altro, il viaggio atterra in Nord America proseguendo divisi nelle medesime formazioni. Il gruppo 1 - Valentina, Eirinaios e Paul Antoine - si dirige verso San Francisco, Boston, Exeter e New Heaven, mentre il gruppo 2 - Andrea, Raúl, Lukas - si sposta prima a Los Angeles e San Diego, per poi virare in Texas, a Houston, Fort Worth e infine Dallas.

Negli USA i due gruppi sono stati dal giorno 23 al giorno 34 del loro fittissimo itinerario, un cammino lungo miglia sviluppatosi principalmente sulla West Coast, conclusosi proprio in questi giorni con una reunion nell'East Coast, a New York City. Un numero esorbitante di aerei, voli interni, check in, check out e quaderni moleskine pieni zeppi di schizzi li accompagnano. La stanchezza inizia a farsi sentire, ma il sogno americano è pur sempre il sogno americano!

LA - San Diego - LA

Welcome Los Angeles! La città più-non-città d'America accoglie i ragazzi con le sue highways, le palme e le architetture scintillanti. Il tour inizia proprio da un edificio - under construction - simbolo dell'industria che ha fatto di questo posto la città che tutti conosciamo: la mecca del cinema. Andrea, Raúl, Lukas visitano infatti il cantiere dell'AMMP - Academy Museum of Motion Pictures - situato direttamente accanto al LACMA, sempre opera di RPBW. Il progetto consiste in un edificio esistente del 1838 a cui si annette la nuova sfera sopraelevata di Piano: ospita due teatri, il più grande dei quali si trova al centro della sfera che è tagliata superiormente e rivestita da una copertura in vetro che si apre alla vista sulle colline di Hollywood.

Raúl nel cantiere della Academy Museum of Motion Pictures | progetto RPBW

Noleggiare un'auto e buttarsi nel traffico di Los Angeles fino a San Diego? Fatto! I tre decidono che è necessario passare a dare uno sguardo al Salk Institute di Louis Kahn. Progettato in stretta collaborazione con Jonas Salk per incarnare la filosofia del centro di ricerca, consiste in due strutture a specchio che fiancheggiano un grande cortile. Ogni edificio è alto sei piani e contiene laboratori e uffici. Al centro dello spazio aperto, che si apre direttamente verso l'oceano, tra gli edifici scorre il "fiume della vita". Inoltre, sempre a San Diego, i ragazzi hanno potuto osservare più da vicino la vicina Geisel Library, progettata da William L. Pereira & Associates, un edificio brutalista che, con la sua particolare forma - simile a mani che tengono pile di libri - è diventato l'edificio più riconoscibile del Campus di UC San Diego.

 

foto di Raúl che fotografa Lukas che fotografa il Salk Institute di Louis Kahn

Tornati in città, si fa tappa nella nascosta Eames House, conosciuta anche come Case Study House 8, una delle 25 costruite come parte del programma The Case Study House. Progettata dalla coppia di designer per essere la loro abitazione per il resto della vita, l'edificio è una combinazione di due volumi modulari, la casa e lo studio, assemblati e arredati utilizzando solo parti di serie ordinate da cataloghi. Iconiche le facciate geometriche che, con i montanti neri e i pannelli colorati, assomigliano, omaggiandola, ad un'opera d'arte del pittore olandese Piet Mondrian. Ancora oggi, un esempio abitativo di incredibile attualità. Così come la casa di Gehry a Santa Monica, realizzata dall'architetto nel lontano 1978 utilizzando materiali di recupero e elementi che sarebbero piano piano diventati tipici della sua poetica plastica.

Eames House | Case Study House 8

Così scrivono quando è tempo di ripartire: "Il nostro ultimo giorno a Los Angeles, un nostro amico ci ha guidati per i diversi quartieri, mostrandoci le migliori architetture nascoste di questa giungla urbana. In centro abbiamo dato un rapido sguardo alla Walt Disney Concert Hall prima di salire sulle colline per ammirare il panorama dall'Osservatorio Griffith. Nel pomeriggio abbiamo continuato il nostro tour attraverso Hancock Park e Santa Monica. Abbiamo assaporato dei gustosi taco di strada, un must-have a Los Angeles. Ci vediamo domani in Texas!"

Frisco

Valentina, Eirinaios e Paul Antoine, invece atterrano a San Francisco. L'iconico ponte, la baia, le strade ripidissime del centro, i tanti musei. Il grand tour americano, per loro, inizia dall'Accademia delle scienze della California, opera di RPBW, con una visita guidata di Cameron Cooper, che ha preso parte a diverse fasi del complesso progetto: sostanzialmente un tetto erboso che ricopre, ricucendolo, il volume a pianta aperta composto da quattro nuclei ortogonali, due emisferi e una piazza pubblica che inonda di luce e aria l'interno, permettendo all'intero spazio di respirare.

California Academy of Sciences | by RPBW

Proprio di fronte continua poi con il De Young Museum, di Herzog e de Meuron, la cui torre si impone sullo skyline del parco, anche grazie al suo particolare rivestimento, un involucro forato in rame che avvolge una moltitudine di spazi espositivi. "Uno degli aspetti più interessanti dell'edificio - raccontano nel loro diario di viaggio - è il paesaggio, i vari giardini e i diversi percorsi tra gli spazi, che riescono a sfumare il limite tra interno ed esterno."

Avanti poi con il Museo Ebraico Contemporaneo di Daniel Libeskind, il quale, fedele al suo stile decostruttivista, aggiunge la forma di due grandi oggetti cubici in acciaio inox blu che sporgono dal vecchio edificio. Il trio si dirige poi allo SFMOMA di Mario Botta e Snøhetta. Aperto al pubblico nel 1995 nel South of Market, l'edificio di Botta si presenta come un punto di riferimento nel landmark urbano, a cui, nel 2016, si è aggiunta una significativa annessione progettata da Snøhetta per raddoppiare gli spazi del museo. Il diverso flusso pensato per questo edificio propone una distribuzione lineare che collega tutti gli spazi espositivi e, allo stesso tempo, offre al visitatore un dialogo diretto con la città.

Texas

Il caldo Texas accoglie Andrea, Raúl, Lukas. Prima tappa: la Menil Collection, nei sobborghi residenziali di Houston, museo realizzato da RPBW per ospitare la corposa collezione d'arte privata dei coniugi Menil. Completato nel 1987, il fabbricato resta uno degli esempi insuperati per quanto riguarda l'architettura museale: non tanto per gli esterni - semplici volumi geometrici raccordati da una pensilina sagomata - quanto, piuttosto, per gli interni, dove le gallerie sono animate da "luce viva" grazie ad un sistema di appositi elementi frangisole in ferrocemento che filtrano la luce proveniente da nord, creando un'illuminazione naturale che varia a seconda del tempo, dell'ora del giorno e della stagione.

Si prosegue con Fort Worth, al Kimbell Art Museum, museo costituito da un corpo originale progettato da Louis Kahn (sede della collezione permanente) e un padiglione progettato da RPBW nel 2013, che ospita le mostre temporanee. Divisi da un giardino di olmi e querce rosse, i due edifici dialogano, funzionando come un unico museo. Nel pomeriggio poi sono tornati a Dallas, per visitare il Nasher Sculpture Center: RPBW ha progettato questo spazio ispirandosi alle rovine romane, che evocano l'immagine di un reperto archeologico in mezzo al centro di Dallas.

direzione New York

Il percorso di avvicinamento - e reunion - tra i gruppi procede spedito, senza pause. Dopo San Francisco, Valentina, Eirinaios e Paul Antoine proseguono direzione costa orientale, nel New Hampshire: Exeter e New Heaven. Qui hanno modo di mettere il naso in un grande classico dell'architettura, la Phillips Exeter Academy Library, biblioteca progettata da Kahn e completata nel 1972. Un anonimo contenitore scatolare in mattoni racchiude interni suggestivi in legno e cemento, inondati di luce zenitale e immaginati come un vero e proprio tempio per l'apprendimento in cui le proporzioni tra le geometrie sono il fulcro della composizione.

Next stop l'Harvard Campus a Boston, dove i ragazzi hanno incontrato l'architetto Justin Lee all'Harvard Art Museum. La ristrutturazione di RPBW del 2014 e l'ampliamento dell'edificio esistente, ha permesso di riunire le varie collezioni sotto un unico tetto. Rimanendo sempre in tema campus universitario, da Harvard si passa a Yale, a spasso tra le opere di Louis Kahn, Paul Rudolph, Eero Saarinen e Philip Johnson, tra gli altri. Si inizia con la Rudolph Hall; oggi sede della facoltà di Architettura dell'Università.

Boston, Harvard Art Museum | by RPBW

E poi, ancora, due lavori di Kahn: la Yale Art Gallery, costruita nel 1953, 4 livelli di spazio espositivo "brutalista" e flessibile, il cui unico elemento planimetrico fisso è un nucleo centrale che contiene gli spazi di servizio, per esigenze tecniche e funzionali. Un concetto simile si ritrova nel Centro d'Arte Britannica di fronte, una delle ultime opere di Kahn completate nel 1974, organizzato intorno a due spazi vuoti centrali che attraversano tutta l'altezza dell'edificio, creando un cortile interno separato su cui insistono spazi espositivi in successione, un reticolo strutturale a maglia quadrata.

and finally... The Big Apple!

Dopo 23 giorni di distanza, i due gruppi si riuniscono per l'ultimo tratto del viaggio che inizia a New York. Scrivono "New York ci ha accolto con il suo incredibile skyline e con un clima incredibilmente caldo. Oggi è il primo giorno in cui ci siamo riuniti con Renos, Paul-Antoine e Valentina, e d'ora in poi continueremo il nostro viaggio tutti insieme ancora una volta!"

Valentina, Paul Antoine, Andrea, Raúl e Eirinaios e The Vessel 

E qui è tutto un fiorire, le cose da vedere tantissime, la città è in fermento, disseminata da grattacieli e cantieri, appena conclusi o in progress "New York, New York, New York, così tanto da vedere in questa città". Il sestetto si lancia allora senza esitazione a scoprire alcune tra le migliori realizzazioni d'architettura, di cui molte che lo studio RPBW ha portato avanti qui (dove il suo stile soft tech, elegante e tutto italiano è considerato inarrivabile).

Si parte con uno dei rari interventi residenziali dello studio, l'elegante condominio 565 Broome Soho, torri di vetro simmetriche con spigoli arrotondati, in compagnia di Toby Stewart. Per poi proseguire, passando da SoHo, verso Harlem, dove la firma ha curato il masterplan di sviluppo dell'area e recentemente terminato la fase 1 del New Manhattanville Campus della Columbia University + il Center of the Arts, il Science Center e il Forum tutti in cemento, acciaio e vetro (gentilmente accompagnati da Serge Drouin). Ma anche l'ampliamento della Morgan Library o l'edificio del New York Times.

The New York Times Building | RPBW

Sempre alternando moderno e contemporaneo, i ragazzi proseguono l'appassionante tour visitando sia MoMA PS1 Warm Up, un ex edificio scolastico pubblico a Long Island oggi sede di eventi e performance artistiche, che quel gioiello museale che era, è e sempre sarà il Solomon R. Guggenheim di Frank Lloyd Wright, inaugurato nel 1959 sulla Fifth Avenue. L'iconica morfologia a spirale che accompagna la rampa espositiva (una vera e propria promenade architecturale) pur dando diversi problemi a livello allestitivo ha reso il museo un capolavoro insuperato. E così avanti, passando dalla struttura scalare del MET Breuer a quella "impilata" del New Museum of Contemporary Art dei giapponesi SANAA (Kazujo Sejima e Rue Nishizawa) nella lower Manhattan.

Ma anche il Lincoln Center for the Performing Arts e il Seagram Building di Mies Van der Rohe.

Immancabili, infine, risalendo lungo il fiume Hudson: il complesso residenziale di BIG, Via 57 West, una piramide a cui è impressa una torsione dinamica per permettere a tutti la medesima vista sull'acqua. O anche l'edificio-scultura di escheriana memoria The Vessel, piattaforma panoramica altamente instagrammabile a firma di Heatherwick Studio, che lo ha realizzato utilizzando esclusivamente carpenterie italiane provenienti da Monfalcone. Sul percorso della High Line super interessante tutta l'espansione (la più grande operazione immobiliare che la città ricordi, dopo il Rockfeller Center) di Hudson Yards, inclusa la struttura The Shed by Diller Scofidio + Renfro, un contenitore semimobile per arti performative.

Continuando a camminare, poco più giù, il 9/11 Memorial on Ground Zero, cuore ferito della città e punto focale del viaggio (per la sua idea di rinascita attraverso l'architettura contemporanea) in cui hanno potuto vedere il World Trade Center, il Fulton Center e Oculus aka the White Dove, progettato da Santiago Calatrava. Spazi della condivisione pensati per non dimenticare.

"Abbiamo avuto la fine migliore della nostra giornata camminando lungo il ponte di Brooklyn durante il tramonto, e dando uno sguardo indietro alla città sotto il cielo stellato."

di Giulia Mura

Presto notizie dall'Uganda!

Architetture RPBW visitate

SAN FRANCISCOCalifornia Academy of Sciences [2000 - 2008]
HOUSTON • The Menil Collection [1982 - 1986]
CAMBRIDGE • Harvard Art Museums [2006 - 2014] 
FORT WORTHKimbell Art Museum [2007 - 2013] 
DALLASNasher Sculpture Centre [1999 - 2003] 
NEW YORK
565 Broome SoHo [2014 - 2019]
Manhattanville Campus Plan [2002 - 2007]
Lenfest Center for the Arts [2010 - 2017]
• Jerome L. Greene Science Center for Mind Brain Behavior [2007 - 2016]
The Forum [2011 - 2018]
The Morgan Library [2000 - 2006]
The New York Times Building [2000 - 2007]

Il viaggio prosegue...
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RENZO PIANO WORLD TOUR 2019
promosso da Fondazione Renzo Piano, Stavros Niarchos Foundation, Fundación Botín, Selvaag Gruppen, Vitra Design Foundation, Taschen Publications, in collaborazione con ProViaggiArchitettura, Habitat 2020, Lettera22 e professionearchitetto.it

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#RPWT.2019 - Renzo Piano World Tour Award 2019

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