Riqualificazione Napoli Est 2.0: il concorso internazionale va al team di Tecnosistem

Nel team S.I.A. Servizi per Ingegneria e Ambiente e Pasquale Miano

Si è concluso il concorso internazionale di progettazione, indetto da Invitalia per conto del Comune di Napoli, per individuare i progettisti dell'intervento di infrastrutturazione e riqualificazione di Napoli Est. A vincerlo è la cordata di progettisti guidata da Tecnosistem S.p.A. di Napoli, di cui fanno parte S.I.A. Servizi per Ingegneria e Ambiente S.r.l. e il professore e architetto Pasquale Miano. La proposta vincitrice prevede la realizzazione di un vero sistema di trasporto pubblico locale Brt - Bus rapid transit. Si tratta, cioè, di una sorta di metropolitana di superficie che collegherà il nodo di piazza Garibaldi con l'Ospedale del Mare.

L'intervento oggetto del concorso è parte integrante del Patto per lo sviluppo della città di Napoli, siglato ad ottobre 2016 tra l'allora premier Renzi e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, finanziato con le risorse del Fondo Sviluppo e coesione. L'obiettivo è realizzare un percorso di trasporto pubblico locale, tipo green-way che da piazza Garibaldi, la piazza ridisegnata da Dominique Perrault, giunga all'Ospedale del Mare, la cittadella ospedaliera sorta nel periferico quartiere di Ponticelli. Un tragitto che andrebbe tra l'altro ad intersecare il Centro direzionale, dove tra l'altro sta nascendo la nuova fermata delle stazione dell'arte firmata dallo studio Embt di Benedetta Tagliabue, e diversi interventi di trasformazione urbanistica di iniziativa pubblica e privata.

Riqualificare e ridare identità ai luoghi attraversati, puntando su una nuova immagine di infrastruttura, un'asse verde attrezzato, è una delle finalità prioritarie che l'amministrazione si pone. Il nuovo sistema trasportistico andrà ad intercettare aree in trasformazione, come l'ex manifattura Tabacchi su cui è stata sottoscritta un'intesa con Cdp Immobiliare lo scorso dicembre per l'avvio degli interventi previsti dal piano attuativo.

Un nuovo concetto di mobilità per cambiare il volto di Napoli Est

«La sfida proposta è complessa ed entusiasmante al tempo stesso», affermano i progettisti di Tecnosistem, che declinano i tre principali focus: «cambiare il volto della città ed il modo di viverla, innestandovi un nuovo concetto di mobilità; collegare il caotico centro città con l'Ospedale del Mare, attraversando un'area "informe" ad oggi tristemente periferica ma che al tempo stesso detiene il potenziale di sviluppo maggiore dell'intero territorio comunale; infine consentire ad ogni cittadino di aumentare, in maniera diretta e/o indiretta, la qualità del suo vissuto quotidiano».

«Accettare una sfida così grande - continuano - non è stato facile; troppo alto il rischio di non riuscire a raggiungere obiettivi tanto ambiziosi tutti insieme. Eppure, l'amore per questa città e la conseguente voglia di contribuire fattivamente a renderla migliore ci hanno spinti a provarci. Nel farlo, abbiamo usato il coraggio che occorre per immaginarsi un futuro diverso, pensando largo e senza lasciarsi influenzare dalla paura di osare. Ebbene, sostenuti da quel coraggio, abbiamo utilizzato tutte le migliori competenze, saperi ed esperienze accumulati nell'ambito della pianificazione dei trasporti nel corso di molti decenni».

«Il Bus rapid transit (Brt) - chiariscono da Tecnosistem - è, per definizione, un sistema di trasporto pubblico che consente di erogare servizi ad elevata frequenza e regolarità, percepiti dalla clientela alla pari di servizi tramviari o metropolitani leggeri di superficie. I ridotti costi e la elevata velocità di realizzazione, uniti ad una semplicità di esercizio e manutenzione, fanno del Brt una soluzione implementabile rapidamente e con effetti rilevanti di breve periodo sulla mobilità cittadina».

Inoltre, «perché si possa parlare di Brt, è necessario che di fatto l'intero percorso della linea sia protetto, attraverso corsie riservate lungo le strade e con l'adozione di opportuni sistemi di prioritizzazione semaforica "intelligente" in corrispondenza delle intersezioni/rotatorie. Solo così, infatti, l'esercizio può avvenire con frequenze molto elevate e con estrema regolarità».

Un vero sistema Brt con percorso interamente protetto

«Se anche qualche centinaio di metri del percorso non fossero protetti, l'intero sistema non potrebbe qualificarsi come Brt», chiarisce ancora la società vincitrice del concorso. Dunque i vincitori non prevedono una corsia protetta solo per una parte limitata del tracciato, come era invece prospettato nella proposta a base di gara, bensì «un vero sistema Brt, ossia una metropolitana lean di superficie, che, inserendosi sul territorio e sulle infrastrutture in sede totalmente protetta, rappresenti una vera opportunità di rilancio di Napoli Est, garantendo elevate prestazioni in termini di frequenza e di velocità. Un sistema in grado di divenire una "solida" spina dorsale di un più ampio sistema plurimodale, capace di integrare il trasporto su gomma (Brt e tram), su ferro (Circumvesuviana, Linea 2, Linea 1, Ferrovie dello Stato) e i parcheggi di interscambio».

Il nuovo sistema diventerebbe «un elemento affidabile di accessibilità primario per grandi attrattori lungo il tracciato (Ospedale del Mare, centri commerciali, ...) e che rappresenti una reale cucitura di tutti gli interventi urbanistici lungo le aree del tracciato stesso».

Una sfida ingegneristica e architettonica che non dimentica la sostenibilità ambientale e le nuove tecnologie

«Non vi è dubbio che dedicare al Brt una corsia protetta lungo l'intero percorso abbia rappresentato una notevole sfida ingegneristica ed architettonica, con rilevanti e complessi nodi da risolvere, soprattutto nella parte di maggior penetrazione urbana, laddove la larghezza della sede stradale impone una riduzione dello spazio a disposizione (e dunque della capacità) per le autovetture. In tal senso, si è lavorato efficacemente per mitigare gli effetti dell'inserimento del Brt, proponendo, laddove necessario, minime modifiche puntuali di circolazione rispetto allo scenario attuale», riferiscono ancora da Tecnosistem.

Dunque, una sfida architettonica e ingegneristica, che, tra l'altro, ha ben chiari gli obiettivi della riqualificazione urbana, della sicurezza viabilistica, della sostenibilità ambientale, predisponendo al contempo il nuovo sistema alle imminenti innovazioni tecnologiche, come il 5G e la guida autonoma.

«La proposta progettuale risultante, in grado di soddisfare l'inviluppo integrale della combinazione di tutti i singoli obiettivi di cui sopra, è un sistema Brt vero che abbiamo battezzato B(r)est», concludono i progettisti.

I prossimi "step"

I partecipanti erano stati chiamati a redigere un documento di fattibilità delle alternative progettuali. Il vincitore deve ora perfezionare la proposta presentata, completando il progetto di fattibilità tecnico economica e la stazione appaltante potrà anche affidare ai vincitori gli approfondimenti che gli stessi hanno previsto nel Piano delle indagini, Piano che potrà essere modificato su richiesta della committenza. Ai vincitori va un premio di 150mila euro. Inoltre, come da bando, la stazione appaltante si riserva la facoltà di affidare ai vincitori «l'incarico per la redazione della progettazione definitiva ed esecutiva, con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando».

L'intervento finanziato con le risorse (nazionali) del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 - 2020

«Si tratta di un importante intervento - commenta l'assessora al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani Alessandra Clemente - per dotare delle infrastrutture di trasporto Napoli Est, elemento essenziale per consentire la prossima trasformazione e riqualificazione urbanistica dell'area industriale di Napoli. L'opera, considerata strategica per quest'amministrazione, è contenuta all'interno del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) approvato dalla Giunta nel maggio 2016. L'intervento non prevede solo la realizzazione di un'infrastruttura ma è anche l'opportunità per una riqualificazione urbana e ambientale con la realizzazione di una greenway, alberature e percorsi ciclabili e pedonali. L'intervento è interamente finanziato con risorse Fsc del Patto per Napoli ed ha un valore complessivo di 40 milioni di euro».

di Mariagrazia Barletta

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