Concorso Sud: dopo il flop in arrivo un altro bando per coprire tutti i posti vacanti

pubblicato il: - di Mariagrazia Barletta

Sono i numeri a descrivere l'insuccesso del concorso bandito per assumere profili ad alta specializzazione al Sud con ruolo di coordinamento nazionale nell'ambito degli interventi previsti dalla politica di coesione dell'Unione europea e nazionale. Il concorso Coesione (bandito il 6 aprile) è stato il primo ad essere sbloccato in seguito alla pubblicazione di norme ad hoc emanate per conciliare le cautele imposte dall'emergenza Covid con l'inevitabile gestione di prove ad alta partecipazione di candidati.

Ieri, 14 luglio, il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha risposto al question time alla Camera dei deputati (autrice dell'interrogazione, la deputata M5S Vittora Baldino), annunciando l'apertura di un nuovo bando di selezione. «Stiamo rilanciando un concorso per coprire tutti i posti disponibili, lo faremo nei prossimi giorni con risultati tra settembre e ottobre», ha annunciato il ministro.

L'offerta non è stata ritenuta così appetibile, vista la scarsa partecipazione alle prove. Ma ecco i numeri: per i 5 profili di esperti messi a bando sono risultati idonei complessivamente 1.484 candidati su 2.800 posti disponibili, per una copertura dei posti del 53%. È stato proprio il concorso per funzionari tecnici (FT/COE), ossia per architetti e ingegneri, ad ottenere il peggiore risultato: a fronte di 1412 posti a bando, sono risultati idonei 167 candidati, con una copertura del 11.8%.

Per il profilo di funzionario esperto amministrativo giuridico (FA/COE), 169 posti a bando, sono risultati idonei 766 candidati, con una copertura del 453%. Per il profilo di esperto in gestione, rendicontazione e controllo (FG/COE), 918 posti a bando, gli idonei sono stati 196 (21,4%). Per il profilo di funzionario esperto analista informatico (FI/COE), a fronte dei 124 posti a bando, sono risultati idonei 112 candidati, con una copertura del 90,3%. Il profilo di funzionario esperto in progettazione e animazione territoriale (FP/COE), 177 posti a bando, ha totalizzato 243 idonei, con una copertura del 137,3%.

Il concorso - va ricordato - era stato svolto dapprima sulla base di una selezione per titoli ed esperienza che aveva portato all'ammissione alle prove di 8.582 candidati e poi, in una seconda fase, è stato aperto agli altri candidati che avevano presentato domanda di partecipazione e per i quali era stata già effettuata la valutazione dei titoli. Secondo i dati pubblicati da Formez Pa che ha gestito la procedura, sono stati convocati complessivamente 102.155 candidati, con una presenza effettiva presso le sedi concorsuali di 37.009 candidati, con un'affluenza del 36,2%.

Brunetta: «Dovremo cambiare modo di offrire occasioni di lavoro, tipologie e specializzazioni»

Dalle parole del ministro, pronunciate alla Camera per rispondere alle critiche e alla richiesta di delucidazioni circa i prossimi passi da compiere per coprire i posti rimasti vacanti, si capisce che con il nuovo bando qualche correzione di rotta inevitabilmente ci sarà.

 «Sul concorso Sud occorre un po' di chiarezza e un po' di precisione. Il Governo precedente aveva finanziato e voluto questo concorso per specifiche professionalità tecniche. Nulla per i giovani neolaureati, nulla per i disoccupati. Noi abbiamo attuato nella sua interezza l'impianto voluto dal ministro Provenzano. Abbiamo unicamente realizzato il concorso in termini digitali, come prevedeva la riforma contenuta all'articolo 10 del decreto 44/2021, e ci siamo impegnati per concluderlo in 100 giorni, cosa che puntualmente è avvenuta. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: non si sono coperti tutti i posti messi a concorso» ha detto Brunetta rivolgendosi alla deputata M5S autrice dell'interrogazione.

«Un flop? Si potrebbe anche dire che il concorso è stato serio, rigoroso, e che ha dato origine alla copertura di quasi la metà dei posti disponibili. Le do una notizia: stiamo rilanciando un nuovo concorso per coprire tutti i posti in autunno».

«Dovremo cambiare modo di offrire occasioni di lavoro, tipologie e specializzazioni», ha aggiunto il ministro. «Ricapitolando: concorso sbloccato, digitale e rigoroso, che ha selezionato professionisti, perché professionisti erano previsti dal bando di concorso, come voluto dal Governo giallorosso. Dire che abbiamo escluso i giovani e i disoccupati è semplicemente un falso, perché non erano previsti né i giovani né i disoccupati. Una domanda, invece, da porsi in quest'Aula: era corretto prevedere l'assunzione di tecnici con esperienza e poi offrire loro un posto a termine con retribuzione medio-bassa? La scopertura maggiore è avvenuta proprio sui profili tecnici, sugli ingegneri, sulle specializzazioni», ha sottolineato Brunetta.

«La riflessione che ho già fatto al Senato e che sollecito anche in quest'Aula - ha aggiunto - è che molto probabilmente dovremo cambiare modo di offrire occasioni di lavoro, tipologie e specializzazioni, anche alla luce del Pnrr prossimo venturo, proprio per incontrare una domanda che attualmente non c'è. Non solo per questo concorso. Tutti i concorsi che si stanno svolgendo in Italia in questo momento stanno avendo risultati simili: bassa affluenza e bassa idoneità». 

Ricorso collettivo al Tar

Intanto è stato presentato ricorso al Tar per chiedere il ripristino delle previsioni originarie del bando, a causa dell'apertura del concorso, nella seconda fase, a tutti i candidati. «Il ministro ha lasciato agli atti, inoltre, il testo dell'ordinanza collegiale n. 3833/2021 del Tar Lazio, pubblicata ieri, che - nel respingere la richiesta cautelare di annullamento della modifica del bando del concorso Sud presentata a corredo di un ricorso collettivo - ha confermato la legittimità dei provvedimenti impugnati, con particolare riferimento sia ai criteri che hanno indotto il Dipartimento della Funzione pubblica a modificare il bando, riconosciuti pienamente aderenti ai principi meritocratici, sia alla precisazione che la modifica non ha leso i diritti dei partecipanti», fa sapere il ministero della Pa in una nota.

Secondo i giudici - si legge nell'ordinanza alla quale si rimanda - «nella scelta dell'Amministrazione non sembra ravvisabile alcun profilo anti-meritocratico, stante il mantenimento di entrambi i criteri selettivi così come originariamente concepiti (punteggio per i titoli; superamento della prova scritta a risposta multipla) e corrisponde all'evidente interesse pubblico di evitare, per quanto possibile, che posti messi a bando vadano dispersi, con dispersione di risorse pubbliche»