Europan 18, per Polignano vince il progetto che connette il tessuto urbano col paesaggio naturale e agricolo

Il progetto vincitore per la città pugliese · L'Italia trionfa in altri tre siti: Bregenz (Austria), Lisbona e Lucerna

di Mariagrazia Barletta

Nuovi polmoni verdi che collegano la città con il suo sistema agricolo; mobilità sostenibile e poi la valorizzazione e il potenziamento degli spazi pubblici e della mobilità sostenibile e, non per ultimo, residenze che integrano aree di coworking, laboratori di quartiere, sale comuni e porticati per attività condivise, tutti progettati per favorire una vita comunitaria inclusiva e attiva. È questa - in estrema sintesi - la strategia di rigenerazione per Polignano a Mare con cui il team di giovani architetti Josephine Saponaro, Jacopo Leccia e Daniele Russo si aggiudica, con i 3d designer David Kevin Longo, Teo Morel e Alfred Peci, Europan 18, il concorso europeo che coinvolge diverse città del vecchio continente chiamate a bandire simultaneamente concorsi di progettazione accumunati da uno stesso filo conduttore.

Quest'anno l'attenzione era tutta incentrata sul tema ecologico come veicolo di rigenerazione. Dunque, al centro dei ragionamenti ci sono strategie di rigenerazione che mettano insieme cultura e natura per abbandonare le vie dell'inquinamento e del consumo di suolo.  804 i progetti presentati per 47 siti distribuiti in 12 paesi europei e 45 vincitori, 47 "runner up" e 61 menzioni speciali con un montepremi di 822mila euro.

L'Italia è ben rappresentata

Team italiani hanno vinto per i siti di Bregenz (Austria), Lisbona e Lucerna e conquistato il secondo gradino del podio per le competizioni lanciate da Barcellona, La Nive (Francia), Miramas (Francia) e Roa (Norvegia), cui si aggiungono quattro menzioni speciali per le sfide proposte ad Amersfoort (Olanda), Trondheim (Norvegia), Turku (Finlandia) e Malmo (Svezia).

Questi i numeri del maxi-concorso, cui l'Italia ha partecipato candidando Polignano a Mare che aveva lanciato la sfida per la progettazione di un sistema di residenze, servizi per la comunità e infrastrutture capaci di creare nuove dinamiche urbane per la comunità di cittadini e di turisti. I siti di progetto sono stati definiti nell'ambito della collaborazione tra il Comune di Polignano e FS Sistemi Urbani per la rigenerazione urbana di aree ex ferroviarie (Lepore, Trieste, Marconi) che si trovano in posizione strategica e nodale nel tessuto cittadino. 

Il progetto vincitore Rewilding Grounds è stato premiato dalla giuria - si legge nel verdetto - «per la sua strategia complessiva di connessione del tessuto urbano di Polignano a Mare con il suo paesaggio naturale e agricolo, evidenziando così il legame tra il mare e l'entroterra rurale. La visione urbana è degna di nota, con il suo sistema di tre parchi urbani interconnessi, situati nelle aree Lepore e Marconi/Trieste, e il riuso flessibile di Villa Pinocchio. Questo sistema, definito come un corridoio "verde-blu" lungo la linea ferroviaria Bari-Lecce, rappresenta un'opportunità per connettere sistemi ecologici e paesaggi frammentati». 

LA CLASSIFICA PER POLIGNANO A MARE
• Vincitore: Rewilding Grounds
Autori: Saponaro Josephine (IT), Leccia Jacopo (IT), Russo Daniele (IT) Collaborators: Longo David Kevin (IT), Morel Teo (CH), Peci Alfred (CH);
• Runner up: Learning from Polignano
Autori: Sara Barera (IT), Silvia Lanteri (IT), Sara Marzio (IT), Maicol Negrello (IT), Giulia Barone (IT), Margherita Oberto (IT), Maria Vittoria Nicastro (IT), Martina Mazzotta (IT)
• Menzione speciale: Polymnia futura
Autori: Micaela Colella (IT), Maurizio Barberio (IT), Angelo Figliola (IT), Khaled Gamal Abdelnaser Ahmed Mohamed (KW)
• Menzione speciale: complemetary colours
Anna Vittoria Zuliani (IT)
I progetti sul sito di Europan [europan-europe.eu/]

Il progetto vincitore

La riconnessione col paesaggio naturale e agricolo al centro della strategia

Il progetto, in effetti, punta a ricollegare il tessuto urbano di Polignano a Mare con il suo paesaggio naturale e agricolo, ristabilendo legami sia fisici che percettivi tra il lungomare e l'entroterra rurale. La mancanza di un porto urbano funzionale (gran parte delle attività marittime è concentra nel vicino borgo di San Vito) ha suggerito ai progettisti la necessità di ripensare l'accessibilità e l'uso del suolo non solo lungo la costa, ma anche nell'entroterra. Integrando la campagna nello sviluppo urbano, il progetto punta a ripristinare l'equilibrio tra l'identità costiera e quella rurale di Polignano. 

Il sistema di parchi proposto si sviluppa lungo la linea ferroviaria Bari-Lecce, identificata come un corridoio strategico che collega la città con i centri abitati vicini, i villaggi dell'entroterra e le riserve naturali costiere. Reinterpretato come un'infrastruttura "verde-blu", questo corridoio diventa un'opportunità per ricollegare sistemi ecologici e paesaggi frammentati. Portare il paesaggio agricolo nel cuore urbano contribuisce ad ampliare lo spazio pubblico accessibile, a sostenere la biodiversità e a promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e resiliente, radicato nell'identità locale..

Per attuare questa visione, il piano è strutturato attorno a tre strategie urbane interconnesse: una rigenerazione ecologica, che prevede un ampio programma di i silvicoltura urbana e la creazione di infrastrutture verdi continue con la valorizzazione dei parchi, per mitigare gli effetti di isola di calore e incrementare la biodiversità; la valorizzazione degli spazi pubblici con interventi di agopuntura urbana e creazione di nuovi poli urbani inclusivi e attraenti; e mobilità sostenibile che prevede, tra l'altro, la creazione di un hub intermodale nei pressi della stazione ferroviaria e il potenziamento delle piste ciclabili.

Il parco urbano per riconnettere due aree divise dalla ferrovia

Il progetto ambisce a ricollegare i quartieri Trieste (nord) e Marconi (sud), attualmente divisi dalla ferrovia, trasformando questa barriera fisica in un elemento unificante all'interno di uno spazio verde continuo e funzionale. Il parco risultante funge da polmone urbano vitale e da hub di mobilità intermodale con aree di parcheggio flessibili e permeabili integrate nel paesaggio del parco, collegate a percorsi pedonali, piste ciclabili, parcheggi per biciclette, un sistema di bike sharing e un trasporto pubblico locale potenziato.

A sud della ferrovia, è previsto un parco urbano su due livelli, con la possibilità di un ponte pedonale per ricollegarlo al lato Trieste, creando continuità spaziale e funzionale lungo il corridoio. All'interno di questo ampio sistema verde, caratterizzato da giardini tematici sequenziali, i progettisti immaginano di collocare un frutteto urbano e stagni di fitodepurazione attivati ​​dall'acqua piovana

E poi un edificio, nato da un'operazione di riuso, che si apre sul parco e ospita una serie di funzioni orientate alla comunità: un auditorium, gallerie espositive, spazi di partecipazione culturale e un centro culinario che celebra la produzione alimentare locale a chilometro zero. Un giardino pensile trasforma ulteriormente la struttura, creando una piazza pubblica sopraelevata che si collega agli spazi pubblici vicini e alla stazione ferroviaria, risolvendo le attuali disconnessioni fisiche e percettive nel tessuto urbano della zona.

 

Sperimentazioni per nuove residenze nel parco

L'altro parco, in zona Lepore, viene pensato come una zona di transizione strategica che collega il centro storico con l'entroterra rurale e la costa, rafforzando il continuum paesaggistico dal mare alla campagna. Nel parco multifunzionale si prevede l'integrazione con unità residenziali sperimentali ospitate in strutture leggere e trasparenti immerse nel verde, con ampie logge, balconi e ampie vetrate che dissolvono i confini tra spazi interni ed esterni. Al piano terra, ogni edificio comprende una varietà di spazi pubblici e semi-pubblici: aree di coworking, laboratori di quartiere, sale comuni e porticati per attività condivise, tutti progettati per favorire una vita comunitaria inclusiva e attiva. Le unità residenziali sono modulari e adattabili, spaziando da monolocali a duplex e micro-unità aggregabili, in grado di ospitare un'ampia gamma di utenti: soluzioni di co-living, residenze artistiche, lavoratori stagionali, giovani coppie o residenti anziani indipendenti.

Il parco include orti urbani condivisi, bacini di raccolta dell'acqua piovana, aree gioco per bambini, zone tranquille per il relax e una rete di sentieri ombreggiati. Intrecciando alloggi, natura e infrastrutture comunitarie, il progetto crea un ambiente resiliente, inclusivo e vivace che rimane attivo durante tutto l'anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il: