Dopo quattro anni di ricerca e scavi, ieri - 17 marzo - è stato tagliato il nastro che inaugura una nuova fase della piazza antistante il Colosseo, precisamente l'area degli ambulacri meridionali, di fronte al Parco del Celio.
L'intervento di valorizzazione e riqualificazione su progetto di Stefano Boeri Interiors - sotto la direzione tecnica e scientifica del Parco archeologico del Colosseo - è stato realizzato grazie alla delibera CIPE n. 67 del 2019, "che ha destinato i fondi di compensazione delle opere della Metro C al Parco archeologico del Colosseo come soggetto attuatore", restituendo all'Anfiteatro Flavio, la cui immagine si era modificata nei secoli, il perimetro perduto
L'area, infatti, resa poco leggibile nel suo complesso dalla precedente sistemazione ottocentesca che ne nascondeva sia il piano originale di calpestio che le poche strutture rimaste della pavimentazione antica, torna finalmente ad essere restituita al pubblico, dopo un accurato lavoro di scavo archeologico e di restauro delle superfici antiche.
"Al termine di quattro anni di cantiere il Colosseo ritrova la percezione della sua originaria geometria - ha commentato Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione culturale, già Direttore del Parco archeologico del Colosseo - Gli scavi archeologici hanno permesso di riportare alla luce un settore del monumento dimenticato da quindici secoli, quello da cui nell'antichità l'Imperatore faceva ingresso nell'Anfiteatro con il suo seguito, consentendo di approfondire diversi aspetti della costruzione e del funzionamento del Colosseo finora solo ipotizzati, a partire dal suo efficiente sistema idraulico. La nuova sistemazione, che lascia parte dell'area archeologica visibile al pubblico, restituisce infine questo spazio alla città, che da oggi potrà vivere una parte di Colosseo di cui finora era inconsapevole".
Grazie alla riproposizione dei suoi elementi fondamentali - pavimentazione in travertino, crepidine e pilastri - l'intervento offrirà al pubblico un aspetto rinnovato, contribuendo a far comprendere, anche dall'esterno, l'assetto originario di uno dei monumenti più visitati al mondo.
Il diario di scavo
→ colosseo.it
"Attraverso l'astrazione architettonica dei pilastri di sostegno degli ambulacri mancanti - spiega infatti l'architetto Giorgio Donà - l'intervento rievoca il sistema dei passati accessi agli spazi interni del monumento. Un'azione corale arricchita da una molteplicità di voci, sostenuta dai contributi di archeologi, ricercatori, architetti e partner tecnici. Un progetto che vuole restituire alla città, alla comunità internazionale e ai visitatori una nuova piazza e un punto di vista di prossimità: un modo, del tutto inedito, di interagire con il monumento e la sua storia."
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foto: © Simona Murrone
Tra restituzione e interpretazione, da ieri a oggi: in cosa consiste l'intervento appena inaugurato
La storia di questo settore del Colosseo è particolarmente complessa.
Il fronte meridionale, noto come accesso dell'Imperatore, compreso tra gli attuali speroni Stern e Valadier e costruito su un terreno instabile, iniziò a mostrare segni di crollo già tra il VI e il VII secolo d.C. a causa di terremoti e cedimenti strutturali. Nei secoli successivi, lo spazio fu progressivamente riutilizzato e trasformato, i materiali della pavimentazione vennero asportati, mentre le strutture superstiti furono adattate a usi diversi, come ricoveri, stalle e recinti, fino alla fase di livellamento e spianamento dei restauri ottocenteschi.
Questi processi hanno prodotto una stratificazione molto densa, che le recenti indagini - condotte tra il 2021 e il 2024 - hanno permesso di documentare in modo sistematico, contribuendo anche a chiarire aspetti costruttivi rilevanti.
L'innesto contemporaneo di Stefano Boeri Interiors si misura con questa complessità attraverso un approccio che combina restituzione e interpretazione.
La nuova pavimentazione in travertino, posata alla quota originaria, riprende il disegno antico sulla base delle tracce conservate, dichiarando apertamente la sua natura di elemento contemporaneo. Allo stesso modo, alcuni dispositivi architettonici suggeriscono in forma semplificata la presenza delle strutture perdute, senza ricorrere a ricostruzioni mimetiche.
Il progetto si fonda inoltre su criteri di reversibilità e compatibilità materica, garantendo il rispetto delle preesistenze.
Il risultato è uno spazio nuovamente accessibile, che consente ai visitatori di comprendere meglio la configurazione originaria del Colosseo e, al tempo stesso, di leggere le trasformazioni che ne hanno segnato la storia.
Pur mantenendo l'immagine asimmetrica ormai consolidata nell'immaginario, l'intervento restituisce continuità e profondità alla percezione del monumento, rafforzandone la comprensione sia dal punto di vista architettonico che archeologico.
"Progettare lo spazio prospiciente la facciata sud del Colosseo - commenta Stefano Boeri - è stata un'esperienza straordinaria [...]. La riforma del piazzale sud dell'Anfiteatro Flavio ha finalmente restituito la percezione della dimensione originale del monumento e della sua quota di calpestio, offrendo al contempo al pubblico la possibilità di avvicinarsi alle sue mura e di immaginare il ritmo e la sequenza degli ambulacri e dei fornici oggi perduti. Un progetto rispettoso e insieme utile che completa la ricerca portata avanti con intelligenza e cura dagli archeologi del Parco archeologico del Colosseo".

Schema progettuale di Stefano Boeri Interiors
Le fotografie di Simona Murrone









Crediti del progetto
Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale: Alfonsina Russo
Direttore del Parco archeologico del Colosseo: Simone Quilici
Direttore Amministrativo: Aura Picchione
Segreteria del Direttore: Gloria Nolfo · Luigi Daniele · Fernanda Spagnoli · Ilaria Cataldi
Responsabile archeologo dell'Anfiteatro Flavio, Arco di Costantino e Meta Sudans: Paola Quaranta
Responsabile architetto dell'Anfiteatro Flavio, Arco di Costantino e Meta Sudans: Barbara Nazzaro
Responsabile Unico del Progetto: Federica Rinaldi
Direttore dei Lavori: Barbara Nazzaro
Direttore operativo per gli aspetti di restauro: Angelica Pujia
Direttore operativo per gli aspetti archeologici: Federica Rinaldi · Elisa Cella · Astrid D'Eredità
Segreteria tecnica: Valentina Mastrodonato
Supporto al Responsabile Unico del Progetto e al Direttore Lavori: Lorenzo Magno (Ales)
Assistenza archeologica durante lo scavo e il nuovo allestimento: Maria Rosaria Borzetti · Dario Rose · Margherita Zannini Supporto al RUP, direzione operativa architettonica e contabilità dei lavori: A. Palmieri Ingegneri e Architetti associati
Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione: SQS Ingegneria Srl
Impresa esecutrice: RTI Impresa · Ing. Mario e Paolo Cosenza Srl · Es Srl Progetti e Sistemi
Direttore tecnico di cantiere: Ing. Paolo Cosenza
Assistenti tecnici di cantiere: arch. Guido Cortese · arch. Marco Pierazzi · dott. Davide De Giovanni
Capo cantiere e Preposto: Leone Faiola
Studio di progettazione: Stefano Boeri Interiors
Sponsor materiali: MAPEI
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