Bandito lo scorso anno dall'Agenzia del Demanio - Direzione Regionale Sardegna, il concorso di idee richiedeva un ri-disegno integrale che riqualificasse e riconvertisse l'ex complesso carcerario, nel centro di Oristano a piazza Manno, quest'ultima recentemente rinnovata su progetto di apb architetti.
Il progetto di Politecna Europa di Torino, con PAN Associati, POLEIS Società Cooperativa e Agro Service - vincitori del concorso - si basa sull'idea di edificio come soglia urbana, un edificio riconoscibile e aperto alla città. Alla base vi è dunque un cambio di senso di interpretazione: da luogo nato per allontanare dalla vita comunitaria (tipico della pena detentiva), a spazio capace di accogliere, orientare e mettere in relazione.
Lavorando per sottrazione, il progetto libera il complesso dalle aggiunte incoerenti e restituendo leggibilità ai tre corpi principali - Palazzo Giudicale, Ala Detentiva e Casa Vecchia - dentro una visione che tiene insieme memoria, funzioni civiche e trasformazione contemporanea.

Render © Politecna Europa
Una nuova visione tra memoria storica e contemporaneità
A guidare l'intervento sono quattro azioni principali - ampliare, connettere, completare, innovare - accomunati da un punto fisso: il rapporto con la città. La proposta ricuce, così, il complesso con piazza Manno e via Solferino, riportando alla luce la traccia dell'antica cinta muraria e trasformandola in occasione di spazio pubblico.
La prima azione di progetto prevede la reinterpretazione del dislivello tra piazza e complesso, con le tre passerelle di accesso, lette come segni leggeri nel tessuto storico, che disegnano una sequenza di attraversamenti e affacci che accompagnano il visitatore dentro una nuova esperienza del luogo. Il nuovo giardino, a sua volta, acquisisce la funzione di luogo di connessione, sosta e contemplazione, configurandosi come un importante dispositivo urbano per la collettività.
All'interno, il progetto organizza la nuova Prefettura come un sistema di ambienti differenti ma complementari.
Il Palazzo Giudicale accoglie le funzioni più rappresentative e aperte, con una corte interna pensata come spazio di soglia e di incontro. L'Ala Detentiva, invece, viene risignificata attraverso un grande vuoto centrale attraversato dalla luce, che trasforma l'impianto severo originario in uno spazio più aperto e contemporaneo.
La Casa Vecchia, infine, introduce una dimensione più raccolta e domestica, in rapporto con il giardino interno, integrando anche lo spazio mussale dedicato alla memoria del luogo, che rafforza la dimensione pubblica dell'intervento e rende il racconto storico parte integrante del nuovo complesso.

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La sostenibilità come strategia di progetto
Più che aggiungere tecnologia come immagine, la proposta costruisce una sostenibilità misurata, legata al paesaggio, al benessere degli utenti e alla capacità del complesso di tornare a essere parte viva della città.
L'aspetto della sostenibilità è trattato, infatti, come una strategia chiave di progetto, a partire dall'attento riuso dell'esistente che riduce, infatti, l'impatto complessivo dell'intervento, valorizzando il patrimonio costruito.
La luce naturale, infine, gioca un ruolo chiave, insieme alla permeabilità del suolo, alla vegetazione, e all'ombreggiamento e gestione dell'acqua, orientate e guidate verso il miglioramento del comfort e della qualità ecologica degli spazi.

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Graduatoria definitiva
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- 1° classificato: Politecna Europa - PAN Associati Srl - Poleis Società Cooperativa e Agro Service
- 2° classificato: abp architetti
- 3° classificato: Superspatial
- 4° classificato: SPERI Società di ingegneria e di architettura
- 5° classificato: Giulia Chiatante
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