Bandito lo scorso anno dal Comune di Nuoro, il concorso di progettazione, chiedeva ai partecipanti un intervento di "valorizzazione architettonica e funzionale dell'area, mediante proposte orientate al coinvolgimento degli involucri degli impianti, degli edifici pubblici esistenti, integrando un sistema di arredo urbano per rendere piacevole la dimensione dello stare".

È qui che la proposta di Magnete - fondato a Roma da Matteo Lauriola e Claudia Miconi - trova l'equilibrio per convincere la giuria: una nuova "porta urbana" al Monte Ortobene, capace di segnare l'ingresso al patrimonio naturale, storico e culturale del sito sia da un punto di vista formale che metaforico.

L'intervento propone una nuova relazione tra la città e il monte, trasformando un'area oggi dominata dal traffico veicolare in una sequenza continua di spazi pubblici accessibili, verdi e inclusivi. Percorsi pedonali, piazze e belvederi diventano così luoghi di incontro quotidiano, pensati per accogliere residenti, visitatori e attività collettive.

Nel suo insieme, l'intervento si configura come un motore di rigenerazione ambientale e sociale, in linea con le strategie di Sardegna 2030. Così, ricucendo il rapporto tra il Monte Ortobene e il centro storico di Nuoro, il progetto costruisce un sistema di spazi aperti accessibili, riconoscibili e vissuti, un'infrastruttura urbana capace di migliorare la qualità della vita quotidiana e di promuovere una fruizione consapevole e sostenibile del territorio, restituendo alla comunità un luogo centrale della propria identità.

Una successione di piazze per rafforzare la vita comunitaria

Lungo via Valverde, in continuità con il tessuto urbano esistente, il progetto disegna una successione di piazze articolate su più livelli.

La piazza panoramica introduce alla sottostante piazza del teatro, ricavata dall'area di un ex campetto da calcio e concepita come spazio aperto a usi diversi: spettacoli all'aperto, concerti, lezioni e momenti di socialità. La presenza dell'acqua, attraverso una nuova fontana che raccoglie e riutilizza le acque piovane, contribuisce a rendere lo spazio più vivibile e riconoscibile.

Accanto a questi spazi si sviluppa la piazza polifunzionale, pensata come un parco urbano affacciato sulla valle. A

ree verdi, spazi gioco, luoghi per mercatini, attività sportive leggere e didattiche all'aperto favoriscono una fruizione quotidiana e intergenerazionale, mentre i padiglioni integrati ospitano funzioni culturali, informative e di servizio, e l'orto urbano diventa un dispositivo di partecipazione attiva, educazione ambientale e cura condivisa dello spazio pubblico. 

La riconfigurazione dell'area della Chiesa della Solitudine nella nuova piazza del Monte rafforza il legame simbolico tra Nuoro e il suo paesaggio: da qui prendono avvio percorsi escursionistici, passeggiate e itinerari culturali, resi più accessibili da una rete di connessioni pedonali che mette in relazione i diversi livelli dell'area e valorizza i punti di vista sul territorio. 

La riorganizzazione della mobilità riduce, inoltre, il traffico di attraversamento, migloiorando la sicurezza, introducendo attraversamenti protetti, spazi a prevalenza pedonale, fermate per navette e servizi di mobilità sostenibile, con i parcheggi ripensati come spazi integrati nel paesaggio, favorendo l'uso combinato dei diversi mezzi di trasporto.

L'attenzione all'ambiente come strategia progettuale vincente

La strategia progettuale di Magnete Studio rafforza il rapporto tra spazio pubblico e paesaggio naturale anche attraverso una cura particolare per il sistema del verde. Le nuove piantumazioni privilegiano specie arboree e arbustive autoctone, valorizzando la vegetazione locale e garantendo la piena tutela degli esemplari esistenti.

L'incremento e la continuità delle aree verdi contribuiscono non solo a migliorare la qualità dello spazio urbano, ma anche a rafforzare la biodiversità, creando condizioni favorevoli alla presenza della fauna locale e a un microclima più equilibrato.

L'attenzione all'ambiente si traduce anche in una gestione sostenibile delle risorse idriche: il progetto integra un sistema di raccolta e riuso delle acque meteoriche che mette in relazione i padiglioni, i rain gardens e le aree di recupero delle pavimentazioni esistenti. 

L'acqua piovana viene convogliata in cisterne dedicate e riutilizzata per l'irrigazione e per le nuove fontane, trasformando un elemento spesso invisibile in una risorsa attiva per la vita quotidiana degli spazi pubblici.

Per garantire una fruizione sicura e accogliente anche nelle ore serali, infine, è stato sviluppato uno studio illuminotecnico attento alla qualità percettiva degli spazi e alla tutela del cielo notturno. L'illuminazione, affidata a corpi illuminanti a LED a basso consumo, è pensata per accompagnare i percorsi e valorizzare le emergenze architettoniche e paesaggistiche, riducendo al minimo l'inquinamento luminoso.

Graduatoria definitiva

  • 1° classificato: Architetto Claudia Miconi · Ingegnere Emanuele Triches · Ingegnere Mattia Amendolagine · Geologo Rossetti Claudio · Archeologo Floris Francesca · Agronomo Pieri Piero · Architetto Lauriola Matteo
  • 2° classificato: Architetto Maria Vittoria Tesei · Ingegnere Flavio Martella · Studio di Ingegneria Abis Associati · Studio Tecnico Associato Castello Engineering · Geologo Antonello Frau · Archeologo Emanuela Atzeni · Agronomo Federico Corona · Architetto Ilaria Vargiu
  • 3° classificato: S.b.arch. studio bargone architetti associati · Ingegnere Francesco Giuseppe Vinci · Ingegnere Luigi Luccioli · Agronomo Luciano Mauro · Archeologo Sergio Enrico Maria Marino · ApoGeo s.r.l., mandante

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