La soglia che diventa esperienza, le relazioni che diventano occasione di crescita. È così che Remo Capitanio, fondatore dello studio bergamasco Capitanio Architetti, racconta i principi all'origine della scuola dell'infanzia - per bambini da 0 a 2 anni - appena conclusa a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo.
Un edificio essenziale, senza vezzi formali che si inserisce nel paesaggio della bassa pianura bergamasca evidenziando la sua presenza come un segno orizzontale e misurato, dalla geometria regolare ma con una variazione sul tema: un'operazione di sottrazione volumetrica sul fronte sud che genera un'apertura ampia e continua dello spazio verso il cortile.
L'esterno dialoga costantemente con l'interno grazie alla presenza del cortile che assume il ruolo di prolungamento degli spazi educativi, dove la dimensione naturale entra in dialogo costante con l'esperienza quotidiana. Tutto è pensato come spazio per l'apprendimento, anche la luce, l'alternanza delle stagioni, la variazione cromatica e le componenti sonore dell'ambiente esterno. Un sistema di stimoli interconnessi capaci di arricchire la percezione e stimolare lo sviluppo sensoriale e motorio dei bambini.
indice dei contenuti

foto: © Stefano Tacchinardi
Linearità e permeabilità per educare e tessere relazioni
La continuità tra edificio e paesaggio è rafforzata dal porticato perimetrale che si sviluppa lungo tutti i fronti, definendo una soglia abitabile e protetta, che filtra la luce naturale, garantisce condizioni di comfort in tutte le stagioni e assicura ai bambini uno spazio del gioco, della socialità e dell'esplorazione, sentendosi comunque in uno spazio protetto.
Lo spazio comune centrale rappresenta il cuore dell'edificio, luogo di relazione e condivisione che vede le aule distribuite a raggiera, come fossero "cellule aperte e permeabili".
La continuità visiva tra gli ambienti, resa possibile da ampie superfici vetrate, rafforza l'organizzazione spaziale e favorisce un dialogo costante tra le diverse attività, contribuendo a costruire un senso condiviso di appartenenza alla comunità educativa.
In questo quadro, la trasparenza supera la sua dimensione materiale e diventa essa stessa strumento pedagogico, capace di sostenere inclusione e relazione: i bambini, infatti, percepiscono la presenza degli altri, osservano ciò che accade e sviluppano una curiosità spontanea verso l'ambiente; allo stesso tempo, gli educatori possono contare su un controllo diffuso che non limita la qualità dello spazio, valorizzandola attraverso una continuità visiva e percettiva.

foto: © Stefano Tacchinardi
La cura del dettaglio come sinonimo di qualità dello spazio
Sia negli interni che negli esterni, il dettaglio costruttivo diventa elemento fondante, capace di tradurre in materia e tecnica le intenzioni pedagogiche.
L'involucro si presenta come una superficie rigorosa e controllata, rivestita in lamiera di alluminio bianca, con una tessitura verticale che intercetta la luce naturale, restituendo una continua variazione di riflessi e ombre nel corso della giornata, enfatizzando il dialogo con il contesto.
Il porticato che avvolge l'edificio è invece ritmato da lamelle frangisole verticali, pensate come filtro sia visivo sia climatico e rendendo il prospetto dinamico e mutevole a seconda delle ore della giornata.
All'interno l'architettura assume un carattere più raccolto e sensoriale. Il legno di betulla, utilizzato per serramenti e arredi, introduce una dimensione calda e tattile che richiama quella domestica.
Le ampie aperture tra le aule e lo spazio centrale sono, invece, definite da imbotti profondi, soglie abitabili che accolgono usi informali e momenti di pausa. In questi spessori prendono forma piccoli ambienti intermedi, capaci di stimolare relazioni spontanee e occasioni di incontro.
Le fotografie di Stefano Tacchinardi

















Crediti del progetto
Anni: 2023-2025
Tempo di realizzazione: 12 mesi
Area: 5.000 mq
Dimensioni: 845 mq
Luogo: Romano di Lombardia, Bergamo, Italy
Tipologia: architettura / scuola dell'infanzia
Cliente: Comune di Romano di Lombardia
Progetto: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti
Direzione lavori: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti
Progettazione Impianti elettrici e meccanici: ING srl
Strutture: Sebastiano Moioli
Coordinatore della sicurezza: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti
Collaboratori: Claudio Crevena Andrea Drago Greta Cortinovis
Fotografie: Stefano Tacchinardi
Impresa: Impresa Ecoedile
Impianti: DueEsse Impianti
Serramenti: MDM srl
Facciate ventilate: Carpenterie Pezzetti
Arredi interni: Extramobili di Giazzi Omero S.a.s. Spazio Arredo srl
Opere del verde: Florovivaistica Picinali
Copertura verde: Rasenfix
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato il:



