Un corpo lungo, disteso, orizzontale, un’architettura che sceglie di comunicare attraverso i propri silenzi facendo della sottrazione la sua cifra espressiva e linguistica. Casa LC di studioforma – vincitrice ex aequo all’ultima edizione del Premio POROTON® insieme alla nuova mensa scuola primaria di Levata di COPRAT e bc studio e a QT6/3, un caso di rigenerazione urbana di AD studio – si pone, infatti, come un’architettura che si è sforzata di andare oltre il mero programma funzionale richiesto dalla committenza, andando invece alla ricerca di un gesto architettonico sobrio e misurato che, rinunciando all’idea di relazionarsi al contesto con assoluto mimetismo o in assoluta contrapposizione, sceglie una terza via: essere una casa che si isola senza fuggire, che costruisce uno spazio altro senza estraniarsi dalla realtà. Anzi: insistendo su di un lotto lungo e stretto, parallelo ad una strada cieca poco fuori Bergamo, contribuisce a riscrivere un tipico quartiere residenziale a bassa densità.
“Un’architettura silenziosa ma potentemente espressiva, capace di rifondare il concetto di abitare suburbano attraverso una poetica della sottrazione” Ha commentato la Giuria del PREMIO POROTON® 2025 composta da Arch. Ida Origgi di ifdesign, Ing. M.Arch.AA Luca Peralta e Sig. Stefano Midolini, Presidente del Consorzio POROTON® Italia. “Inserita in un contesto anonimo e privo di tensioni formali, si impone infatti come un “masso erratico”, una presenza monolitica che rifugge il mimetismo e l’ostentazione. [..] Casa LC diventa così un microcosmo domestico che esplora nuove modalità dell’abitare, radicate nell’intimità e nella cura, restituendo dignità e profondità al paesaggio della periferia”.
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Un’architettura chiusa e aperta insieme
Costruire un “fuori” tra le mura domestiche
La richiesta del committente era quella di realizzare un’abitazione indipendente con ampie viste sugli spazi esterni. E così, la forma del lotto e le caratteristiche del contesto hanno generato la tipologia specifica del progetto: una casa introversa, dal rigore quasi orientale, articolata attorno a due corti disposte in simmetria diagonale che mettono in tensione la pianta e creano un interno poroso, filtrato dalla luce. Corti che – reinterpretando in chiave minimale e contemporanea antichi modelli mediterranei- diventano i principali dispositivi di articolazione spaziale, gli epicentri visivi e climatici attorno a cui si sviluppa la vita dei suoi abitanti.
Casa LC infatti non guarda all’esterno, ma cerca di costruire un “fuori” tra le sue mura domestiche. “Il progetto” commenta ancora la giuria “rilegge in chiave contemporanea l’utilizzo della corte, creando spazi introversi, porosi e luminosi, in cui la materia dialoga con la luce per generare atmosfere sospese e meditate. Ogni elemento è calibrato, ridotto all’essenziale, in una ricerca di equilibrio tra gravità e leggerezza, astrazione e concretezza.”
Dal punto di vista funzionale, tutti gli spazi principali dell’abitazione sono organizzati al piano terra; al primo piano un volume più piccolo ospita invece l’area dedicata al lavoro e allo studio. Arretrato rispetto al filo della facciata su strada, per non interferire con la purezza stereotomica del volume basamentale e mantenere un profilo basso e compatto, rappresenta una presenza discreta, che dà tridimensionalità alla composizione senza mai romperne l’equilibrio.
Poche le aperture sulle facciate esterne: il tradizionale concetto di finestra cede il posto a tagli, quadri, slittamenti tra pieni e vuoti che mettono costantemente in discussione scala e tipologia.
Mentre sono ampie le superfici intonacate cieche che brillano alla luce, che rivelano improvvise trasparenze verso le corti dove la vegetazione diventa protagonista silenziosa. All’involucro compatto si affianca l’uso della pietra di Vicenza per tutte le superfici orizzontali esterne: un calcare chiaro, strutturato ed elegante, che contribuisce a conferire un’immagine astratta alla costruzione e ad ingannare sulla sua reale scala, ponendola in un rapporto critico con la bizzarra domesticità circostante e rafforzando l’idea di una “roccia erratica” atterrata in una tipica urbanizzazione suburbana.


Lavorare per sottrazione
L’intero progetto agisce per sottrazione. Casa LC, infatti, ricerca la propria identità attraverso un processo sistematico e rigoroso di riduzione, dalle finestre “declassate” a tagli, ai colori, alla riduzione dei materiali impiegati: tutto concorre a generare un’architettura sospesa, in bilico tra pragmatismo e astrazione. Inclusi gli elementi tecnici – come grondaie, infissi, elementi di giunzione – trattati con discrezione o addirittura del tutto negati, nel tentativo di rendere l’architettura un puro fatto di massa, luce e tempo. Come un dialogo costante tra presenza e assenza, tra gravità e leggerezza.
Una tensione confermata anche negli interni, dominati da tonalità neutre, pavimentazioni continue e una quasi assenza di dettagli decorativi. Uno spazio sospeso, silenzioso, in cui ogni elemento è misurato e necessario. Che vive di proporzioni, di affacci improvvisi, di transizioni interno-esterno che sfuggono alla logica delle stanze chiuse: la casa, infatti, si configura come un paesaggio, un piccolo microcosmo dall’atmosfera meditativa costruito per abitare e contemplare. Radicata nella materia e nella luce, Casa LC vuole essere un esperimento di domesticità essenziale, una riflessione sul senso del limite, dell’interno, del paesaggio come proiezione mentale, che si interroga su forme e possibilità di abitare le periferie contemporanee.


Aspetti tecnico-costruttivi
A livello costruttivo, la scelta da parte del progettista è stata quella di realizzare una struttura in cemento armato tamponata con pareti in laterizio alveolare POROTON® P800 Klima per stabilire una continuità con una prassi consolidata della tradizione novecentesca italiana, che qui viene interpretata in chiave monolitica.
Il progetto, infatti, assume consapevolmente una continuità con questa tradizione: le pareti, al grezzo tutte rivestite in mattoni, disponendo anche sul lato esterno di setti e pilastri in c.a. mezzi blocchi POROTON® opportunamente dimensionati per conferire uniformità alla superficie, sono state intonacate con pura calce idraulica, restituendo superfici compatte ed esaltando lo spessore d’insieme percepito.
L’intonaco – spesso oltre 3 cm – è lavorato per rendere le superfici vibranti e mutevoli sotto la luce. L’isolamento è collocato interamente, evitando cappotti esterni e permettendo alla massa muraria di affermare la sua presenza plastica nello spazio senza compromessi. Una scelta che rafforza l’unitarietà materica dell’insieme, favorendo un’immagine architettonica priva di contraddizioni.


Scheda progetto
Tipo di edificio: Residenza unifamiliare
Tipo di intervento: Nuova costruzione
Ubicazione: Bergamo (BG)
Progettista: studioforma – Arch. Vincenzo Tuccillo
Collaboratori: Arch. Davide Vitali, Arch. Sara Cacciati
Direzione lavori: Geom. Luca Ravelli
Strutture: Ing. Fabio Crotti
Fotografie: Francesca Ióvene
Impresa esecutrice: Fornoni F.lli S.r.l.
Tipologia muratura: Tamponatura in blocchi POROTON® P800 Klima
Blocchi impiegati: POROTON® P800 Klima Inc. 30, sp. 30 cm

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