Non più un bosco verticale esportato, ma un modello contemporaneo di housing accessibile pensato ad hoc per l'isola di Ibiza (ma replicabile in altre città europee), destinato all'affitto calmierato e far convivere architettura, tecnologia e natura.

A bandire il concorso, nel 2025 - la cui vittoria è stata assegnata dalla giuria1 allo studio milanese Stefano Boeri Architetti tra le 11 proposte ammesse (13 presentate e 2 scartate) - era stato l'ente pubblico spagnolo Casa 47 - Entidad Estatal de Vivienda, incaricato della gestione e della promozione dell'edilizia residenziale a canone accessibile, tematica da affrontare con non poca urgenza.

Come tutte le località balneari del Mediterraneo anche il territorio dell'isola nell'arcipelago delle Baleari è colpito dal turismo di massa, preso d'assalto per il mare cristallino e per la movida estiva, fattori che rendono insostenibile la vita per un gran numero di abitanti.

I dati parlano chiaro: a una popolazione residente di circa 160.000 abitanti si contrappongono quasi quattro milioni di arrivi turistici l'anno, una sproporzione che si riversa soprattutto sul mercato immobiliare, sottraendo buona parte dello stock abitativo alla residenzialità stabile a favore degli affitti brevi, molto più remunerativi. 

Il progetto di Stefano Boeri, sviluppato all'interno di questo scenario (nel più ampio programma di investimenti con cui Casa 47 sta sbloccando opere di edilizia pubblica anche in altre città spagnole come Siviglia e Valencia), rappresenta un tentativo - attraverso l'edilizia pubblica - di ricostruire e assicurare un numero congruo di alloggi ai residenti, offrendo un modello replicabile anche in altri scenari urbani. 

"Il progetto per Ibiza - ha dichiarato Stefano Boeri - è strategico per il futuro delle città europee, perché propone un'edilizia sociale che utilizza la prefabbricazione in legno secondo un sistema modulare e riadattabile a contesti diversi. Un'architettura residenziale verde, in legno, modulare e accessibile a tutti è la vera grande risposta per le politiche pubbliche di rigenerazione urbana".

1La giuria era composta da Lina Toro Ocampo (presidente) · Patricia Silva Ojea · José Manuel Toral Fernández · Silvia Pons Juanpere

Courtesy of © Stefano Boeri Architetti

Un modello di housing flessibile e accessibile

A valere la vittoria, nella proposta di Stefano Boeri, è proprio l'idea di realizzare i circa 190 alloggi in CLT (Cross-Laminated Timber), pannelli di legno strutturale a strati incrociati, prodotti in stabilimento e assemblati in cantiere attraverso un processo a secco che riduce tempi di posa, sprechi di materiale e impatto del cantiere sul contesto. Una scelta che a Ibiza assume un peso specifico ulteriore, in un contesto insulare dove logistica e sostenibilità del cantiere pesano più che altrove sul bilancio ambientale ed economico dell'opera.

La prefabbricazione diventa, quindi, la cifra distintiva del progetto, tradotta in un principio compositivo che attraversa l'intero impianto.

La modularità governa anche la distribuzione interna degli alloggi, con un'elevata varietà tipologica che consente di riconfigurare gli appartamenti nel tempo, adattandoli a esigenze abitative mutevoli e garantendo requisiti di accessibilità universale per una popolazione eterogenea, da giovani e famiglie ad anziani e persone con mobilità ridotta.

Ne deriva un modello di housing accessibile in cui sistema costruttivo, prestazioni ambientali e organizzazione sociale degli spazi convergono in un'unica strategia progettuale, coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del settore edilizio. 

Courtesy of © Stefano Boeri Architetti

Il confine mobile tra privato e collettivo: un'architettura pensata per l'incontro

Lo stesso principio di flessibilità e mutevolezza si estende agli spazi di lavoro condivisi e alle aree comuni, dove il confine tra dimensione privata e collettiva può essere ridisegnato senza intaccare l'identità architettonica dell'insieme. 

Sul piano planimetrico questa logica si traduce in una scelta netta: quattro corpi di fabbrica al posto di un unico blocco compatto lasciano libero al centro uno spazio verde che diventa il fulcro della vita comunitaria dei residenti restando, al tempo stesso, permeabile al contesto circostante.

È in questo sistema continuo di spazi aperti che la vegetazione autoctona prende forma, attraversando corti, percorsi interni e una piazza pubblica centrale, e componendo un'architettura pensata per l'incontro, in dialogo costante tra comunità, natura e città. Il verde, infatti, supera l'idea di semplice completamento paesaggistico, risale fino alle coperture dei blocchi residenziali e si comporta come un'infrastruttura ecologica, capace di produrre ombreggiamento, generare nuovi habitat, migliorare la qualità dell'aria e mitigare l'effetto isola di calore urbana.

A completare l'intervento sono i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile che, insieme all'orientamento degli edifici calibrato sul clima locale, ventilazione naturale e gestione integrata delle acque, contribuiscono a supportare una strategia ambientale pensata per funzionare come sistema complesso ed efficiente.

Courtesy of © Stefano Boeri Architetti

I disegni

Graduatoria finale e punteggi

  • 1º SA CASA · 100 punti
  • 2º CAN FELICITAT · 95,79 punti
  • 3º ALBURA · 89,47 punti 
  • 4º SES PAISES · 86,32 punti
  • 5º UNA CASA PROPIA · 83,16 punti 
  • 6º KUJENGA · 81,05 punti
  • 7º OBERTA · 77,89 punti
  • 8º PI · 66,32 punti
  • 9º ATRIOS · 60 punti
  • 10º MÁS · 55,79 punti
  • 11º ESCALÓ · 53,68 punti

Maggiori informazioni sul concorso → contrataciondelestado.es

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