È stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo che semplifica l'installazione dei dehors in aree di interesse culturale o paesaggistico.
Si prevede che l'installazione delle strutture amovibili, a servizio delle imprese alberghiere e dei pubblici esercizi, negli spazi aperti urbani di interesse artistico o storico non sia subordinata alle autorizzazioni paesaggistica e della soprintendenza per i beni culturali.
Tale semplificazione non si applica, però, alle aree strettamente prospicienti i siti archeologici o gli altri beni culturali immobili di interesse artistico, storico o archeologico eccezionale, come i monumenti nazionali, gli edifici di interesse religioso di eccezionale valore culturale, le fontane di straordinario rilievo urbano e i complessi scultorei. Restano fermi la disciplina e il titolo autorizzatorio per l'occupazione di suolo pubblico.
Quali sono i beni di eccezionale che determineranno l'obbligo di richiedere i pareri della soprintendenza, lo deciderà un apposito decreto. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore del Dlgs (che deve ottenere i pareri del Parlamento e poi ritornare in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva), la direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del ministero della Cultura individuerà, con appositi elenchi, i beni di valore eccezionale e le aree strettamente prospicienti.
Gli elenchi saranno consultabili anche attraverso un sistema informativo territoriale georeferenziato e aggiornati ogni tre anni. In queste aree le autorizzazioni sono rilasciate sulla base di parametri di riferimento, tra i quali la visibilità del bene, l'adeguata distanza, il decoro e l'omogeneità degli arredi e la fruibilità del bene culturale.
Per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche i tempi di risposta si accorciano, attestandosi a 45 giorni. Alla scadenza scatterà il silenzio assenso: se l'amministrazione non si sarà pronunciata, il via libera si intenderà concesso. Il parere negativo è ammesso solo se non è possibile dettare specifiche prescrizioni di armonizzazione.
Per semplificare e accelerare il percorso burocratico, gli enti locali e il ministero della Cultura potranno stipulare accordi o intese che definiscano criteri generali e prescrizioni su caratteristiche delle strutture, materiali, colori, collocazione e arredi. Quando tali condizioni saranno rispettate, l'installazione sarà autorizzata in automatico.
Il testo prevede inoltre una disciplina transitoria per la regolarizzazione dei dehors già installati, accompagnando il superamento del regime delle proroghe.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato il: