Approvato il 2° decreto correttivo al codice dei contratti

Il provvedimento entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista entro la fine del mese di luglio.

"Con questa approvazione – ha dichiarato al termine del CdM il Ministro delle Infrastrutture, On. Antonio Di Pietro – proseguiamo il processo di correzione e integrazione del Codice, introducendo importanti elementi di trasparenza ed efficienza nel settore degli appalti.
Dopo la prima lettura, votata nei mesi scorsi dal CdM, abbiamo ascoltato fino all’ultimo giorno utile tutti i soggetti interessati, dalle commissioni parlamentari, al Consiglio di Stato, alle parti sociali, accogliendo per quanto possibile le osservazioni ricevute e giungendo a una sintesi che riteniamo possa rappresentare un punto di arrivo largamente condiviso".


"Questo secondo decreto correttivo – ha aggiunto il Ministro – risponde a diverse esigenze; aprire maggiormente il mercato dei contratti pubblici ad una concorrenza effettiva tra gli operatori economici, potenziare gli strumenti di trasparenza delle procedure, accentuando le occasioni di verificabilità della legittimità della condotta sia degli operatori economici, sia delle stazioni appaltanti, snellire le procedure".

"In particolare – ha spiegato Di Pietro – abbiamo recepito il vento di modernizzazione e apertura dei mercati che viene dall’Europa, ma mitigandolo con le necessarie cautele e prudenze imposte dalla peculiare situazione italiana, caratterizzata da un mercato ad alto rischio di infiltrazioni criminali.
Per questo motivo, abbiamo recepito la procedura negoziata, ma eliminando le fattispecie più a rischio.
Il dialogo competitivo viene recepito, e sarà sbloccato contestualmente all’entrata in vigore del Regolamento, ma con l’obbligo di un passaggio al Consiglio superiore dei lavori pubblici.


"Rispetto alla trasparenza – ha concluso il Ministro- sono da mettere in evidenza le norme più stringenti sul sistema di qualificazione, che consentiranno una progressiva uscita dal mercato delle opere pubbliche di quelle imprese e SOA meno trasparenti.
Per quanto riguarda le grandi opere, è da mettere in rilievo la possibilità di monitorare i flussi finanziari, nonché l’obbligo di denuncia di eventuali tentativi di estorsione per le imprese che si aggiudicano gli appalti.
Fondamentali poi le previsioni per la tutela del lavoro, sia in termini di sicurezza nei cantieri, sia in termini di garanzia retributiva e contributiva a favore dei lavoratori".

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