Recupero e restauro dei centri storici: oltre 220 milioni di euro per Napoli

È quanto prevede un protocollo di intesa firmato dal presidente della Giunta, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino e Ugo Dovere, per l’Arcidiocesi di Napoli. Sul protocollo vi è la piena adesione dell’Unesco.

Questo protocollo è dunque il frutto di un’intensa concertazione tra i soggetti firmatari e nasce sulla base di una premessa da tutti condivisa: il Centro Storico di Napoli costituisce una realtà unica al mondo sul piano storico, architettonico, culturale e come tale indicato nel 1995 dall’Unesco "Patrimonio Mondiale dell’Umanità" da trasmettere integro alle generazioni future.
Un patrimonio, al cui interno molte sono le proprietà comunali ed ecclesiastiche.

Proprio a partire da questo patrimonio ecclesiastico e comunale avviamo questo importante progetto di salvaguardia, valorizzazione e recuperare del centro storico.

All’interno del programma una specifica attenzione sarà destinata alle residenze degli studenti, gli acquisti o le nuove costruzioni.
Si vuole rafforzare il ruolo di civitas studiorum del centro storico perché il centro storico abitato, affollato, frequentato da studenti ricercatori, professori rappresenta un antidoto e un anticorpo fondamentale anche sul piano sociale e legale.

Grazie a questa iniziativa il Centro Storico potrà diventare sempre più un luogo di aggregazione di popolazione studentesca anche proveniente da fuori Napoli, come già avviene in molti centri italiani divenuti vere e proprie Città universitarie.

Ciò in linea con la scelta strategica fatta a livello regionale di dar vita a Poli dei saperi, delle conoscenze e della ricerca.

Gli oltre 200 milioni provenienti da fondi europei rientrano nelle risorse assegnate alla Campania per la nuova programmazione, 2007-2013, già approvata dalla Comunità europea.

Comune e Curia di Napoli si sono impegnati a cofinanziare gli interventi per un ammontare pari almeno al 10% dell’ammontare generale; risorse aggiuntive saranno poi destinate a formazione, aiuti a nuove imprese, residenze universitarie, sicurezza e inclusione sociale.
Il 10% spettante alla Curia sarà cofinanziato con fondi dell’8 per mille.
La gestione operativa del programma e’ affidata al Comune, con una "delega di piena autonomia".

Analogo protocollo di intesa sarà firmato complessivamente per 19 città con più di 50 mila abitanti e coinvolgerà un nuovo strumento finanziario ideato dalla comunità europea che vede impegnati sia la Banca Europea per gli investimenti che la Cassa depositi e prestiti denominato ‘Jessica’.

Entro un anno a questo Protocollo d’Intesa seguirà un vero e proprio Accordo di Programma.
Esso sarà lo strumento di programmazione operativa, con l’obiettivo di realizzare una forte integrazione tra politiche urbane, sicurezza, legalità e recupero strutturale e immobiliare.
Tra un anno si potranno avviare i primi lavori.

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