Sicurezza delle scuole pubbliche italiane: le stime della protezione civile

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Se si volesse intervenire in tutti i 57 mila istituti del nostro Paese, considerando in modo particolare le zone sismiche si dovrebbe ritenere necessario un importo pari a circa 13 miliardi di euro per la messa a norma e la messa in sicurezza di tutti gli istituti.

Le scuole pubbliche italiane, intese come sedi scolastiche, sono oggi circa 42 mila (erano 41.705 nel 2004 e nella prima parte del 2005).

Il totale degli alunni è di poco inferiore agli 8 milioni.

I dati non comprendono le università, né le scuole delle regioni Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Le scuole private sono circa 14 mila 800, e quindi il totale porta ad un numero di circa 57 mila scuole esistenti nel nostro Paese.

La messa in sicurezza, secondo le normative vigenti, compresi i criteri di una corretta messa in sicurezza delle scuole nelle zone a rischio sismico, richiede uno sforzo economico non indifferente.
Vi sono diverse stime a questo proposito, stime ufficiose e ufficiali.

Questo sono i dati che il Sottosegretario Bertolaso ha dato, intervenendo alla Camera dei Deputati per le comunicazioni urgenti del Governo sul cedimento del controsoffitto avvenuto il 22 novembre nel liceo scientifico “Darwin” di Rivoli, in Provincia di Torino.

Il sottosegretario Bertolaso, ha aggiunto: “Da questo punto di vista ci dobbiamo rifare alle stime del piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici redatto dal Ministero delle infrastrutture, che ha tenuto presenti diversi criteri sulla vulnerabilità degli stessi istituti, avendo sempre come punto di riferimento le zone a rischio sismico e partendo anche dai costi dedotti dall’esperienza della ricostruzione che ha avuto luogo in Umbria e nelle Marche dopo il terremoto di undici anni or sono. Vi sono quindi costi diversi, vi sono cifre anche parecchio importanti e significative.
Se si volesse intervenire in tutti i 57 mila istituti del nostro Paese, considerando in modo particolare le zone sismiche di grado primo, secondo e terzo (ovvero quelle comunque a sismicità alta, media e bassa), dovremmo ritenere necessario un importo pari a circa 13 miliardi di euro per la messa a norma e la messa in sicurezza di tutti gli istituti.”



Pubblichiamo di seguito la relazione integrale del Sottosegretario.

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