Walk-in, angolare, in nicchia, solo per citare alcune categorie di prodotti con cui si progetta il box doccia. Ma c’è di più: le persone che andranno a utilizzarla, i loro gesti, le loro abitudini, come usano lo spazio.
Questo il punto di partenza secondo Relax; soluzioni spaziali, misure e materiali vengono dopo.
Progettare la doccia intorno alla persona è prima di tutto una scelta di metodo. Significa accettare che non esiste la soluzione giusta in assoluto, ma solo la soluzione giusta per quella persona in quello spazio.
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Al centro la committenza
Chi userà lo spazio? Famiglie con bambini? Una coppia di adulti? C’è qualcuno con difficoltà motorie, anche temporanee? E ancora, usano la doccia di fretta o come pausa di relax?
Non sono domande banali secondo Relax. Una famiglia con bambini piccoli ha esigenze radicalmente diverse da una coppia di adulti che usa la doccia come spazio di decompressione serale. Una persona anziana che vive sola ha bisogno di soluzioni che garantiscano una sicurezza differente da un adulto.
Il concetto di design centrato sull’utente, già consolidato in architettura e nel product design, stenta ancora ad affermarsi nel settore del bagno.
Lo spazio disponibile è solo il punto di partenza
Una nicchia da 80×80 cm, progettata bene, può essere funzionale e piacevole da usare. Una cabina doccia da 120×90 cm scelta male può essere scomoda e frustrante.
La misura conta, certo, ma non è il fattore determinante. Lo è molto di più la coerenza tra lo spazio, il tipo di apertura, la posizione della porta, l’accesso al piatto doccia.
L’apertura a battente richiede spazio libero davanti alla cabina doccia per il movimento dell’anta. Il box doccia scorrevole risolve questo aspetto ma ha logiche di pulizia diverse. L’anta pivotante dà un senso di ampiezza e leggerezza visiva, ma chiede misure minime adeguate. Ogni sistema di apertura ridisegna il modo in cui si entra e si esce dalla doccia, e quindi il modo in cui si usa il bagno nel suo complesso.

Wall B1, una cabina doccia ad anta battente in nicchia
Le potenzialità del vetro
Le finiture del vetro cambiano la percezione dello spazio e della luce.
La trasparenza non è l’unica soluzione. Un vetro serigrafato o satinato garantisce privacy senza chiudere l’ambiente. E un trattamento anticalcare non è un dettaglio estetico ma una scelta funzionale che cambia il tempo e la fatica dedicati alla pulizia negli anni a venire.

Lago, piatto doccia con effetto pietra, installabile a filo pavimento
Accessibilità: un tema sottovalutato
C’è un tema che nel settore del bagno viene spesso trattato come una nicchia specializzata: l’accessibilità. Ingresso agevole o aperture ampie sono soluzioni associate quasi automaticamente all’età avanzata o alla disabilità. Un errore di prospettiva che ha conseguenze pratiche importanti secondo Relax.
L’assenza di gradini tra il pavimento e il piatto doccia, il cosiddetto piatto a filo pavimento, è comoda per tutti, non solo per chi ha difficoltà motorie.
Un’apertura ampia facilita l’ingresso in qualsiasi condizione. Poi, ogni cantiere ha le sue specifiche.

Bobox A, la cabina doccia walk-in caratterizzata dagli angoli raggiati
L’importanza del piatto doccia
La scelta del piatto doccia è determinante perché diversi suoi componenti influenzano la qualità della doccia.
La texture della superficie condiziona l’estetica generale e il comfort tattile. L’altezza del bordo, o la sua assenza nel caso di un piatto doccia a filo pavimento, cambia l’accessibilità. Il materiale condiziona la manutenzione, la sensazione al tatto, la capacità di mantenersi bello nel tempo. Anche il posizionamento del piatto doccia è importante in fase di progettazione: uno scarico ben posizionato fa la differenza tra una doccia che smaltisce bene l’acqua e una che lascia sempre qualche millimetro di ristagno. Non ultimo: la coerenza con il resto della cabina doccia è fondamentale.

Light AB+AB è un box doccia senza profili, con doppia porta a battente e maniglie verticali. Le ante ruotano di 180° verso l’interno e l’esterno.
Personalizzazione come standard
C’è ancora, nel settore, una tendenza a separare il prodotto standard dalla personalizzazione, come se la seconda fosse una categoria a parte, riservata a chi ha budget elevati o esigenze particolari. In realtà, la capacità di adattare le misure, i materiali e le finiture a una situazione specifica è semplicemente la risposta corretta alla varietà reale degli spazi e delle persone.
Relax, realtà che lavora nel settore delle cabine doccia da oltre vent’anni, ha costruito la propria proposta proprio su questa logica: partire da una gamma strutturata permettendo di personalizzarla in misure, spessori del vetro, finiture dei profili, tipologia di apertura. Non per offrire varietà fine a sé stessa, ma perché la variabilità delle situazioni reali lo richiede.

Wall PL cabina doccia in nicchia con porta a battente e apertura interna ed esterna verso il muro
Il tempo di vita del prodotto
Le guarnizioni si consumano e devono essere sostituibili. I sistemi di scorrimento devono rimanere funzionanti anche dopo anni di utilizzo quotidiano, cambiando ad esempio i cuscinetti.
Relax seleziona materiali, finiture e sistemi di apertura anche pensando a come invecchieranno, a quanto saranno facili da pulire, e si impegna a fornire ricambi fino a 10 anni dalla data di acquisto del prodotto.
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