Giancarlo De Carlo e Urbino: a spasso nella città ideale

Consigli per un weekend a Urbino tra Università, Collegi e soggiorno a Ca' Romanino

Urbino è la città ideale. Ideale per il pensiero rinascimentale, grazie al sogno del Duca Federico di Montefeltro e ai capolavori quattrocenteschi di Francesco di Giorgio Martini e del Laurana, e ideale per la concezione architettonica moderna grazie al sodalizio tra Carlo Bo e l’architetto Giancarlo de Carlo, che per oltre quarant’anni ha disegnato il progetto urbanistico e alcuni rilevanti interventi architettonici della città.

Urbino continua così a parlare al suo visitatore in due lingue, diverse ma armoniosamente simili, fatte di prospettive rinascimentali e sogni moderni, ricche di echi lontani ma capaci di riferirsi in maniera diretta alla nostra inquieta contemporaneità.

Il modo migliore per visitarla è quello di guardare con curiosità a tutte le sue sfaccettature, senza precludersi nessuna epoca storica, ma procedendo e cercando di comprendere il dialogo continuo che intercorre tra l’opera di Giancarlo De Carlo e quella di “suo fratello”, Francesco di Giorgio Martini.

Di seguito è proposto un itinerario in tre tappe attraverso le opere visitabili di De Carlo, che permette di percepire l’intensità della sua ricerca formale e sociale rispetto all’essenza storica del centro città (Università e Rampa del Mercatale), al paesaggio di Urbino e alle tipologie dell’abitare (i Collegi), per concludersi con un’esperienza immersiva, quella di trascorrere 24 ore in un’opera del Maestro (Ca’ Romanino).


Facoltà di Magistero | © Lucia di Salvo | LuDis

Giancarlo De Carlo e Urbino: l’architetto e la sua città

Tutto incomincia nel 1952 quando Carlo Bo, rettore dell’Università di Urbino, chiama l’amico De Carlo conosciuto a Milano durante la Resistenza, per ristrutturare la vecchia sede dell’Università, con l’idea di offrire un’adeguata qualità degli spazi e una modernizzazione dell’istruzione accademica.

Inseguito, con l’appoggio anche del sindaco Egidio Mascioli, De Carlo progetta per la città due piani regolatori, nel primo del 1964 lega il destino di Urbino alla realtà universitaria distribuendo le facoltà nei grandi palazzi storici in rovina e gli alloggi degli studenti nell’area di nuova espansione; in quello del 1994 la progettazione investe invece la periferia e suddivide il territorio in parchi dalla connotazione specifica.

Durante quarant’anni De Carlo progetta poi all’interno di questo quadro normativo molti interventi, di grandissimo valore, che si distinguono principalmente per l’inedito procedimento adottato, quello di affrontare ogni progetto come “un caso particolare”, permettendo a spazi significativi del tessuto urbano di essere recuperati per nuovi usi della città contemporanea senza cancellare i segni del proprio passato.


facoltà di magistero | © giacomo bassmaji

Il centro storico di Urbino | dalla Rampa al corpus delle Università

Nel centro storico di Urbino sono innumerevoli gli interventi di De Carlo, alcuni spiccano per la loro qualità architettonica e il sapiente riferimento al passato della città e all’eredità di Francesco di Giorgio.

Si pensi a la Rampa, ovvero la scala a lumaca all’interno dell’imponente torrione del teatro Sanzio, opera dell’architetto rinascimentale che De Carlo riscopre e restaura all’interno di quell'”operazione Mercatale”, purtroppo incompiuta, che prevedeva di rioffrire alla zona monumentale della città la vocazione originaria di luogo di incontro, attrazione, accoglienza.

L’idea è di cominciare da qui il proprio percorso di visita per poi concentrarsi sul corpus delle Università, per capire fino in fondo l’idea di scuola aperta alla vita sociale e fisicamente inserita nel tessuto cittadino che aveva in mente De Carlo.

Tra i quattro edifici – la facoltà di Legge, la Sede Centrale, l’ex Magistero e Palazzo Battiferri -, tutti visitabili, due sono i gioielli imperdibili che non possono mancare nell’itinerario di un architetto: la Facoltà di Magistero (1968 – 76), considerata uno dei capolavori urbinati di De Carlo, con la sua iconica copertura vetrata e la “cascata” di giardini pensili che la ricopre, e la Facoltà di Legge (1966 – 68), ex convento del XVIII secolo in cui l’aula magna può essere considerata una rivisitazione degli ambienti del monastero di Santa Chiara di Francesco di Giorgio.


Facoltà di Magistero | © Giacomo Bassmaji

I Collegi | un paesaggio costruito ricco e variegato

La passeggiata nella zona dei Collegi permette di immergersi nella ricchezza compositiva che contraddistingue questo luogo, un paesaggio costruito che sembra ricreare, attraverso un linguaggio contemporaneo, la complessità del centro storico di Urbino in un dialettico rapporto con la natura circostante.

Gli spazi comuni, interni ed esterni, sono tutti visitabili, ed è attivo inoltre un servizio di Foresteria per chi fosse interessato a trascorrere una o più notti nelle stanze del Collegio del Colle.

I Collegi sono stati costruiti nell’arco di vent’anni: il Colle, ultimato nel 1965 è stato il primo a cui hanno fatto seguito, senza interruzione fino al 1983, gli altri, il Tridente, le Serpentine, l’Aquilone e la Vela.

Le unità residenziali che compongono l’insieme del complesso sono diverse per forma, perché sperimentano differenti sistemi di aggregazione, una “dichiarazione di ostilità esplicita alle attuali tendenze all’unificazione e all’omologazione” si legge nel volume “Conversazioni con Giancarlo De Carlo”, di Franco Buncuga, l’architettura qui è articolata e diversa “perché diverso è il paesaggio, diversi sono – e devono essere – i gruppi sociali che popolano il collegio universitario, perché svariata è la città di Urbino”.

Foresteria Collegio del Colle – informazioni e prenotazioni: www.collegiocolle.it.


Collegi | © Giacomo Bassmaji

Ca’Romanino | dormire in un’opera di Giancarlo de Carlo

A 7 km da Urbino, sul colle da cui prende il nome, Ca’ Romanino è stata progettata negli anni ’60 da Giancarlo De Carlo per gli amici Sonia Morra e Livio Sichirollo su una preesistente casa colonica. L’edificio fa parte delle opere scelte all’interno dell’Arcipelago Italia alla 16. Biennale di Venezia per l’Itinerario dell’Appennino Centrale.

Ca’ Romanino è un’opera piccola per dimensioni ma che racconta molto dell’approccio di De Carlo con il contesto, la natura e l’uomo, un luogo raccolto, intimo e famigliare ma allo stesso proiettato verso l’esterno in un dialogo costante con le vigne e il paesaggio mozzafiato che lo circonda.

Oggi la casa è sede dell’omonima fondazione che ha come scopo la conservazione e la valorizzazione dell’architettura moderna di Urbino e dell’opera di De Carlo.
In questo ambito Ca’ Romanino è diventata un luogo di accoglienza, di sosta e di incontri, in cui appassionati e curiosi si scambiano idee e suggestioni intorno al grande camino rosso.

Questo luogo magico, in cui si respira aria di casa, di cultura e di natura è ora accessibile a tutti, grazie al progetto 24 ore è infatti possibile soggiornare tra le sue mura in cambio di un modico contributo per le spese e una reale curiosità verso il progetto di recupero culturale e ambientale del luogo, sentendosi così liberi per un giorno (o più) di leggere un libro arrampicati dentro le finestre, vendemmiare in mezzo ad antichi vitigni, ascoltare vinili davanti al camino rosso ed entrare in contatto col genius loci seduti sul grande prato.

+ info: www.fondazionecaromanino.it

Pieghevole informativo


© Fondazione Ca’Romanino

La storia di De Carlo con Urbino è quella di una collaborazione lunga, feconda e felice che ha permesso all’architetto di dare, ad una delle più note città storiche italiane, un’impronta personale e allo stesso tempo avanguardista.

Renzo Piano, nel catalogo della mostra al MAXXI di Roma nel 2005, scrive che l’esperienza di “De Carlo insegna che non esistono formule, non ci sono stili che ingabbiano la libertà, né mode o tendenze che tengano. Ma tutta l’energia va messa in una sola cosa: l’architettura“.


© Fondazione Ca’Romanino

Mappa completa delle architetture di De Carlo a Urbino:
www.fondazionecaromanino.it/la-urbino-di-de-carlo

di Elisa Cavaglion

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