Rocchetta Mattei: luce su architettura e geometrie

Il progetto per l’illuminazione del complesso monumentale della Rocchetta Mattei, luogo fiabesco dell’Appennino Tosco-Emiliano capace di evocare misteriose suggestioni, si è presentato come una sfida professionale estremamente affascinante. L’architetto Beatrice Ferriani ha voluto assecondare e valorizzare l’intervento di recupero architettonico e culturale in atto per riportare un edificio dalle caratteristiche uniche agli antichi fasti di residenza privata e clinica-laboratorio.

Qualche nota sulla struttura architettonica

Il contenitore architettonico unico ed esclusivo della Rocchetta Mattei è stato messo a punto secondo l’esuberanza di stili tipica del carattere eccentrico del suo proprietario, il conte Cesare Mattei (1809-1896). Una complessa sinfonia di spazi aperti e chiusi che vogliono essere la trasposizione materiale di un sogno, concepita come una vera e propria alternativa alla realtà comune, una via di fuga del tutto particolare e personale dalla città industriale di fine Ottocento, interpretati con uno stile che vuol essere neomedievale, ma che non rifiuta l’ispirazione moresca, le accese contaminazioni fiorentine, neoromantiche, arabe e slave. In questo contesto, la luce viene usata per sottolineare ed enfatizzare i dettagli più preziosi del luogo, come una sorta di squarcio magico sul mondo tenebroso e ostile fatto di conoscenza pura e luminosa. L’efficacia della tecnologia LED in un luogo di sperimentazione alchemica, dove la luce guarisce spirito e materia, riesce a restituire nuova vita a uno spazio in abbandono da decenni, celandosi in angoli nascosti e suscitando nuove emozioni. Lo spazio illuminato si rinnova così all’infinito con nuova energia e nuove visioni.

Il concept illuminotecnico

Il progetto per la Rocchetta Mattei nasce con l’intenzione di fare della luce un elemento guida e di orientamento all’interno di un complesso monumentale composto da una serie di volumi dialoganti tra loro in modo labirintico. La luce rivela e nasconde. La luce enfatizza e placa. Effetti di chiaroscuro e forti contrasti in grado di emozionare, in pieno accorto con la personalità e la sensibilità intellettuale del conte Mattei, le cui direttive architettoniche e decorative, già insite naturalmente nel luogo, si realizzano pienamente in effetti teatrali carichi di molteplici significati: tutto questo unito alla sapiente selezione e al dosaggio dei diversi aspetti tecnici, come l’uso di ottiche calibrate per sottolineare dettagli architettonici significativi e portarli alla speciale attenzione del visitatore, o quello della luce radente per valorizzare la ricchezza degli intarsi e dei materiali costruttivi. 

 

Il progetto si è candidato al Premio Codega 2016 ed è entrato nella sua shortlist 2016

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