Renzo Piano. The Art of Making Buildings. A Londra la mostra che ne celebra i 50 anni di carriera

15 settembre 2018 - 20 gennaio 2019

"Costruire è una responsabilità sociale. L'architettura è un luogo in cui le persone s'incontrano e condividono"

Dal 15 settembre e fino al 20 gennaio prossimo quell'arte del costruire, da sempre citata da Piano, diventa la mostra Renzo Piano. The Art of Making Buildings, organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con Renzo Piano Building Workshop e la Fondazione Renzo Piano. Un lavoro di 3 anni portato avanti in tandem per celebrare la figura dell'architetto a partire dai suoi progetti.

© David Parry | Courtesy of Royal Academy of Arts

Una grande retrospettiva, ospitata nelle nuove Gallerie Gabrielle Jungels-Winkler inaugurate quest'anno in occasione del 250esimo anniversario del museo, per rendere omaggio alla sua carriera lunga 50 anni, sempre dettata da scelte progettuali volte alla sostenibilità e alle esigenze delle persone, improntata sulla linearità, la coerenza e soprattutto "sulla poesia del fare architettura". Un percorso fatto di sperimentazione e spinto dalla curiosità e dal desiderio di raggiungere nuovi obiettivi, spesso una sfida nei confronti degli schemi precostituiti tenendo sempre a mente il vero ruolo dell'architetto, ovvero "trasformare i cambiamenti in costruito", comprendere la società ed adeguarsi alle nuove esigenze.

Oltre 100 progetti, collegati tra loro da un sottile "fil rouge" che tesse la logica precisa del "creare ambienti nelle città di tutto il mondo con lo scopo di unire, di fare aggregazione".

"Sono convinto che la mia sia stata un'architettura che ha avuto il compito di costruire" ha dichiarato Piano durante la conferenza stampa di apertura della mostra, "non nel senso pratico del termine, quanto più filosofico. Costruire relazioni tra le persone, tra le generazioni".

Renzo Piano. The Art of Making Buildings, © 2018, Mario Bucolo, Archiphotoland

Renzo Piano. The Art of Making Buildings. | la mostra

È l'ordine cronologico a dare la regola alla mostra, sviluppata attraverso l'analisi di 16 dei suoi progetti più significativi: dalle prime sperimentazioni durante gli studi a Genova, sua città natale, passando per il Centre George Pompidou a Parigi, simbolo di quella rottura con l'architettura tradizionale, attraversando grandi opere come l'aeroporto di Kansai International a Osaka, edifici iconici come lo Shard londinese ed arrivando fino al Whitney Museum of American Art a New York recentemente ultimato, l'esposizione vuole mostrare a 360 gradi l'evoluzione personale, oltre che professionale, di Renzo Piano.

Una mostra d'architettura che è essa stessa un'architettura, pensata appositamente per essere vissuta, dettagliata al punto da permettere che "le persone possano trovare il tempo e il gusto di assaporare proprio l'arte del costruire edifici" . Sono così esposti disegni, modelli a diverse scale, bozzetti originali e studi sul progettare sostenibile, tutti disposti su tavoli attorniati da sedie, un allestimento che ha il sapore di sala studio, pensato per far comprendere in toto la metodologia di lavoro e l'approccio al progetto "pezzo per pezzo", con modelli a grandezza naturale per simulare l'estetica e verificarne le sensazioni al tatto (ne è un esempio la riproduzione in scala 1:1 delle membrature metalliche che raccordano le travi del Beaubourg).

Renzo Piano. The Art of Making Buildings, © 2018, Mario Bucolo, Archiphotoland

L'Isola Renzo Piano

Seguendo il percorso si raggiunge il cuore vero e proprio della mostra, l'installazione appositamente realizzata da RPBW dove la riproduzione in scala degli oltre 100 edifici, costruiti da Renzo Piano nell'arco di 50 anni di carriera, arriva a definire un'intera città: sono grattacieli, musei, scuole, università, stazioni, ospedali, aeroporti, singoli pezzi di un puzzle che riuniti realizzano il grande masterplan di una metropoli immaginaria.

A completare la vista sul grande modello, sulle pareti sono esposte 16 foto di Gianni Berengo Gardin e un film sull'architetto, curato da Thomas Riedelsheimer, realizzato appositamente per la mostra londinese.

Renzo Piano. The Art of Making Buildings, © 2018, Mario Bucolo, Archiphotoland

Un architetto che ha ridisegnato lo skyline di diverse città, (la stessa Londra ne è la prova con il suo Shard, in un primo momento osteggiato, poi compreso e amato per la sua capacità di vivere contemporaneamente in maniera verticale e orizzontale), un progettista che in ogni suo traguardo ha sempre posto al vertice il pubblico e non la sua figura, ribadendo con ogni suo gesto il vero valore del fare architetture, ovvero quello della condivisione. The Art of Making Buildings è una sintesi sottile e raffinata di tutto questo.

Per maggiori informazioni www.royalacademy.org

di Elisa Scapicchio

set 15
gen 20

Renzo Piano. The Art of Making Buildings. A Londra la mostra che ne celebra i 50 anni di carriera Royal Academy of Art, London

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