Umarell a Palazzo Venezia? Si può fare!
Tra i mesi di maggio e giugno, sarà possibile seguire giorno dopo giorno i lavori di restauro attualmente in corso a Palazzo Venezia - simbolo di Roma - con 4 appuntamenti speciali che consentiranno ai visitatori di salire sui ponteggi diventando "operai di cantiere" per un'ora.
L'intervento di restauro è condotto nell'ambito dei lavori di realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana di Roma, e le sale monumentali interessate sono quelle del Mappamondo, delle Battaglie e la Sala Regia, al termine dei quali ospiteranno un nuovo allestimento dedicato al "Fatto in Italia", curato da Michele De Lucchi.
La verifica dello stato di avanzamento del cantiere sarà pubblicato attraverso un diario pubblicato a cadenza regolare sul sito istituzionale del VIVE, arricchito da video-interviste esclusive ai restauratori che illustreranno le operazioni in corso, dal consolidamento alla pulitura, fino alla reintegrazione delle superfici pittoriche.
Come già accaduto nel 2023 con il Battistero di San Giovanni a Firenze e nel 2025 a Venezia per il restauro della Chiesa dei Gesuiti, anche qui il progetto - intitolato "Cantiere aperto - trasformerà il periodo del restauro in un processo visibile e partecipato, dove i cittadini possono vivere l'esperienza di vedere da vicino come viene curato e conservato il patrimonio storico.
Il cantiere diventa quindi luogo di ricerca e di dialogo con la comunità, in linea con un'idea di cultura in cui la tutela diventa occasione di coinvolgimento e di condivisione delle conoscenze.
L'apertura del cantiere delle Sale monumentali di Palazzo Venezia rientra nel più ampio progetto "VIVE Cantiere aperto", concepito per coinvolgere i visitatori nei processi di conservazione degli edifici e delle collezioni del complesso museale.
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Un po' di storia
Le Sale monumentali, realizzate dopo il 1464 per volontà di Pietro Barbo, poi papa Paolo II, sono tre grandi ambienti al piano nobile che nel tempo hanno ospitato importanti funzioni istituzionali, dagli ambasciatori veneziani ai rappresentanti austro-ungarici.
Dopo il passaggio allo Stato italiano nel 1916, divennero sede museale e, dal 1922, spazio di rappresentanza del governo fascista. Nel secondo dopoguerra accolsero collezioni permanenti ed esposizioni temporanee.
Le sale conservano una ricca stratificazione che unisce elementi rinascimentali e interventi novecenteschi, e sono state teatro di eventi storici e culturali di grande rilievo, dal Cinquecento fino al Novecento.
In cosa consiste il restauro
Nel suo complesso, l'intervento punta a restituire piena leggibilità agli ambienti, senza però cancellare le tracce della loro storia e nel rigoroso rispetto dei principi metodologici del restauro italiano. Un intervento complesso e delicato, quindi, segnato dalle numerose stratificazioni dovute ai lavori succedutisi nel corso dei secoli.
Per i soffitti lignei, interessati da diffuse alterazioni e da dorature ormai oscurate dal tempo e dalle infiltrazioni d'acqua, è in corso un'attenta operazione di pulitura che sta facendo riemergere la luminosità originaria dell'oro sotto gli strati di vernici ossidate e di sporco, riportando profondità e brillantezza alle decorazioni.
Sulle pareti, invece, il lavoro è ancora più articolato: le pitture murali conservano le tracce dei tanti interventi stratificatisi nel tempo, rendendo necessaria un'analisi puntuale seguita da operazioni di pulitura, consolidamento degli intonaci e reintegrazione calibrata della pellicola pittorica.
Il calendario delle visite guidate (con prenotazione obbligatoria)
Sabato 2 maggio
Sabato 23 maggio
Sabato 6 giugno
Sabato 20 giugno
I partecipanti dovranno indossare i Dispositivi di Protezione Individuale (forniti dall'organizzazione) e dovranno firmare una dichiarazione di manleva.
Un po' di foto del cantiere









maggiori informazioni → vive.cultura.gov.it
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