«Quando ci hanno chiesto di intervenire su una villetta molto ordinaria, posta lungo lo stradone di Altivole, per mettere in connessione il paese con il Memoriale Brion, abbiamo esitato. Perché l'opera così delicata di Carlo Scarpa era difficile da rappresentare in una villetta di periferia. Poi l'idea è venuta. Dovevamo creare uno spazio di decompressione che facesse abbandonare il traffico della provinciale per entrare nello spazio del sacro».

È così che Michele De Lucchi racconta la nuova avventura che lo vede coinvolto - insieme al suo studio AMDL Circle - nella realizzazione di un padiglione di accoglienza che anticipa la visita al capolavoro di Tomba Brion ad Altivole, in provincia di Treviso. Da un lato una sfida, dall'altro una grande responsabilità, ovvero quella di preparare il visitatore entrando in dialogo con quello che, forse, è considerato il vero capolavoro di Carlo Scarpa.

Il progetto nasce su commissione del FAI, ormai da anni impegnato nella gestione e tutela del Memoriale Brion, con lo scopo di offrire un servizio adeguato al crescente numero di visitatori. Il padiglione, intitolato proprio a Ennio Brion, sarà punto di partenza e di introduzione alla visita, nonché sede di servizi di accoglienza e di attività culturali che non troverebbero spazio, proprio per la sua natura, nel Memoriale stesso.

Come in letteratura un proemio introduce l'opera, ne prepara il tono e ne anticipa i temi fondamentali senza esaurirli, allo stesso modo il Padiglione Brion svolgerà una funzione di soglia narrativa e spaziale rispetto all'architettura scarpiana. Non pensato come elemento autonomo o competitivo, ma come una premessa, un dispositivo architettonico di avvicinamento che organizza il tempo e lo spazio della visita, predisponendo lo sguardo e l'attenzione verso l'opera di Scarpa.

Stabilendo una distanza critica e percettiva tra il paesaggio ordinario della campagna veneta e l'architettura straordinaria del complesso scarpiano, il progetto di AMDL Circle segnerà così il passaggio da uno spazio quotidiano a uno spazio di memoria e contemplazione.

Disegno | Michele De Lucchi progetto Padiglione Brion © MDL 

Una villetta che diventa punto di accoglienza: il progetto di AMDL Circle 

L'intervento di Michele De Lucchi reinterpreta un'architettura priva di qualità attraverso un processo di riqualificazione attento e consapevole, evitandone la demolizione e il consumo di nuovo suolo. La trasformazione di una piccola villetta anonima diventa, così, l'occasione per introdurre un'architettura contemporanea capace di migliorare la qualità dello spazio costruito e del paesaggio della campagna veneta, spesso caratterizzato da un'urbanizzazione diffusa e disomogenea.

«La villetta era perfetta - racconta ancora Michele De Lucchi - si trovava proprio all'inizio del viale dei cipressi, che definiva l'accesso al monumento. Dovevamo però renderla un'architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa, per instaurare una relazione non di competizione, ma di rispettoso dialogo con il monumento».

Render Padiglione Brion | courtesy of © AMDL Circle

Sviluppato in collaborazione con la paesaggista dott.ssa Camilla Zanarotti Landscape Architect e con lo studio Contec Ingegneria, il progetto di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, si basa su una visione dello spazio a 360 gradi: da un lato ridisegna l'esterno dell'edificio, dall'altro rifunzionalizza gli interni articolati su tre livelli, orientati alla creazione di spazi necessari alla gestione e valorizzazione del FAI.

All'interno trovano spazio una biglietteria con negozio per l'accoglienza del pubblico, un ristoro, aule didattiche attrezzate per laboratori e lezioni rivolte alle scuole e alle università, uno spazio narrativo allestito con un video racconto immersivo dedicato alla storia del Memoriale e dei suoi protagonisti.

All'esterno, un "teatro" all'aperto per eventi culturali e un ampio giardino affacciato sulla campagna e sul viale di cipressi che conduce dritto al cimitero e al Memoriale Brion.  

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