Quello che oggi sorge nel quartiere fieristico di Bologna è la ricostruzione del Pavillon de l'Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret per l'Esposizione internazionale delle arti decorative di Parigi del 1925.
A un secolo dalla sua prima apparizione, il Padiglione - copia fedele e autentica - si fa cornice (e portavoce) di alcuni interrogativi che riguardano architettura e questioni relative al progetto contemporaneo, concretizzata nel programma Esprit Nouveau Bologna 2025-2027, promosso dal Comune di Bologna intorno a due anniversari: il centenario del progetto originale parigino e, nel 2027, i cinquant'anni della sua ricostruzione bolognese, realizzata nel 1977 da Giuliano Gresleri e José Oubrerie nel quartiere fieristico della città.
Il programma triennale ne fa, così, il centro di eventi, mostre, visite, incontri e residenze artistiche, aprendolo allo stesso tempo alle proposte provenienti dal sistema culturale e creativo della città.
È all'interno di questo percorso che - dal 21 settembre al 15 ottobre 2026 - si inserisce Hidden Forces, il progetto ideato e curato da Atelier Atollo e Politi Perugini, che trasforma il Padiglione in uno spazio di ricerca sulle dimensioni meno visibili dell'architettura.
Il punto di partenza di Hidden Forces è una domanda apparentemente semplice: che cosa dà realmente forma all'architettura?
Da questo interrogativo nasce una mostra e un programma di talk che vede tra gli ospiti anche Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Stefano Pujatti e Marco Biraghi.
Il progetto ha il sostegno del comune di Bologna, e il patrocinio dell'ADI Emilia Romagna, assieme a quello dell'Ordine degli Architetti e della sua Fondazione.
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Perché il padiglione da Parigi è finito a Bologna?
Un po' di storia
Il Padiglione Esprit Nouveau venne presentato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret all'Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Parigi nel 1925 come prototipo di abitazione moderna, pensato come il frammento in scala reale di una nuova idea di città.
Concepito come struttura temporanea, venne così demolito nel 1926 e dimenticato fino al 1977, anno in cui, in occasione del SAIE, il Salone Internazionale dell'Edilizia, la Francia venne coinvolta come paese ospite.
La rivista Parametro promosse così la ricostruzione del padiglione davanti al quartiere fieristico, all'interno di un più ampio interesse per le origini dell'architettura moderna, incaricando dei lavori Giuliano e Glauco Gresleri insieme a José Oubrerie, già collaboratore di Le Corbusier, con l'autorizzazione della Fondation Le Corbusier e con l'obiettivo di restituire l'edificio nel modo più fedele possibile.
Da allora, il Padiglione è rimasto nel luogo della sua ricostruzione. Oggi è l'unico esemplare esistente al mondo di quel prototipo abitativo, testimonianza del lavoro di Le Corbusier, ma anche spazio in cui l'architettura contemporanea continua a essere discussa ed esposta.
La mostra
Il percorso espositivo mette in dialogo la serie Relics di Federico Perugini con quattro colonne d'autore, chiamate a rendere tangibili i temi al centro della mostra. Le opere di Perugini riproducono in scala reale, su un unico foglio, i pilastri di edifici emblematici, componendo una storia trasversale del telaio in cemento armato.
Disposte a due a due, le opere mettono a confronto autori, epoche e geografie differenti, facendo emergere affinità e contrasti ricondotti a quattro temi: TOOLS · RELATIONSHIPS · REGULATIONS · INTENTIONS.
A ciascuno corrisponde una colonna d'autore, intesa - oltre che come elemento strutturale - anche come dispositivo capace di produrre e interpretare l'architettura:
- una colonna rappresentata di Archizoom Associati
- una colonna-commissione di Duccio Maria Gambi
- una colonna di cantiere di de Vylder Vinck Taillieu
- una colonna di Le Corbusier intesa come punto di vista sulla realtà.
Opere e colonne costruiscono così una mappa delle forze economiche, politiche, ambientali, normative, sociali e culturali che agiscono dietro la forma costruita e condizionano la pratica architettonica contemporanea.
La riflessione prosegue oltre la mostra con un programma di talk e conversazioni in occasione di CERSAIE e SAIE 2026, coinvolgendo architetti, progettisti, ricercatori e curatori in un confronto sulle condizioni che oggi ridefiniscono il ruolo, gli strumenti e i processi di produzione dell'architettura.
Il calendario dei talk
Tutti gli incontri si svolgeranno al Padiglione Esprit Nouveau di Bologna alle ore 18.00.
I talk del 23 settembre e 9 ottobre sono in inglese, mentre quelli del 25 settembre e 8 ottobre in italiano.
23.09.2026 · Nuno Melo Sousa + Christoph Hilger
TOOLS / Architecture and Representation: Images as a Tool, Images as an Act
Tema: il ruolo della rappresentazione come vero e proprio strumento di progetto. Dal disegno come processo di esplorazione di Melo Sousa all'archivio di immagini e riferimenti di Hilger, il talk indaga come le immagini non si limitino a rappresentare l'architettura, ma contribuiscano a pensarla e produrla.
25.09.2026 · Maria Giuseppina Grasso Cannizzo + Stefano Pujatti
INTENTIONS / Architecture and Authorship: The Desire for Space
Tema: una riflessione sull'autorialità oltre lo stile personale, intesa come capacità di perseguire nel tempo una precisa idea di spazio. Due approcci differenti - il rigore e la sottrazione di Grasso Cannizzo, la sperimentazione di Pujatti - per interrogare il rapporto tra intenzione, metodo e progetto.
08.10.2026 · Mario Monotti + Andrea Faraguna + Marco Biraghi
RELATIONSHIPS / Architecture and Negotiations
Tema: l'architettura come risultato di relazioni e negoziazioni tra progettisti, committenti, consulenti, istituzioni e competenze diverse. Alla prospettiva storico-critica di Biraghi si affianca l'esperienza collaborativa di Faraguna e Monotti, per leggere la collaborazione stessa come materia del progetto.
09.10.2026 · Gilles Delalex / MUOTO + Oana Bogdan
REGULATIONS / Architecture and Efficiency
Tema: norme, vincoli ed efficienza come elementi capaci non solo di limitare, ma anche di generare architettura. Delalex affronta il tema attraverso tecnologia, costruzione e uso delle risorse; Bogdan attraverso politiche urbane, governance e amministrazione pubblica, interrogando le regole come possibili strumenti di innovazione e trasformazione
HIDDEN FORCES
mostra + 4 talk a cura di Atelier Atollo e Politi Perugini
21 settembre - 15 ottobre 2026
dove
Padiglione Esprit Nouveau,
piazza della Costituzione 11, Bologna
+info: hiddenforcesinarchitecture
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