L'architetto in Europa sempre meno soddisfatto, l'indagine dell'ACE

Nell'Europa a 33 gli architetti soffrono ancora molto la crisi. Il calo del mercato non è però uguale ovunque, se, considerando l'intero continente, si può affermare che il declino stia rallentando, non vale lo stesso nel Sud, dove il settore delle costruzioni, già provato da un drastico calo, continua ancora il suo percorso in discesa.  

Sono i dati che emergono dall'indagine biennale condotta dall'Architects' Council of Europe (ACE). Una indagine che si è estesa rispetto alle precedenti del 2008 e del 2010, coprendo il 95% del potenziale professionale europeo e comprendendo, per la prima volta, anche la Spagna.

Il peggioramento del mercato dei servizi in architettura, e la crisi in generale, hanno messo a dura prova il carico di lavoro, i salari ed i profitti dei professionisti del continente. Risulta raddoppiata la percentuale di chi non lavora e molti lavorano a tempo parziale. C'è meno lavoro, ma gli architetti sono in aumento, più 10% rispetto al 2008, con un numero che è giunto a quota 536.000 e continua a crescere. Crescono anche il numero degli studi, che passano dai 130.000 dell 2008 a 162.000 nel 2012.

Chi soffre di più: il Sud e i piccoli studi

Se per l'intera Europa ci sono segnali di stabilizzazione, in alcuni paesi centro-settentrionali il settore delle costruzioni inizia a crescere. Male invece per il Sud, dove le costruzioni registrano ancora un calo. A soffrire meno sono i grandi studi che, pur avendo diminuito drasticamente il personale, sono gli unici a veder aumentare utili e ricavi. Una riduzione di personale, che per i grandi studi ha avuto anche un forte incidenza sulla disoccupazione, incrementandone il tasso dal 3% del 2008 al 6% attuale.

Ma i grandi studi sono gli unici più fortunati. Gli studi con un unico titolare sono quelli che hanno risentito di più della crisi, mentre quelli privati di dimensioni medie hanno visto diminuire il loro reddito medio di 7 punti percentuali tra il 2008 ed il 2010 e di altri 6 punti tra il 2010 ed il 2012. In generale i guadagni medi sono livellati verso il basso, erano di 34.000 euro nel 2008, scesi a 29.500 nel 2010 ed ora si attestano sui 29.000 euro, dunque un calo più lieve negli ultimi 2 anni.

Gli architetti, disparità di guadagni tra uomini e donne

Quanto alla composizione degli architetti, la situazione in Europa non si discosta molto da quanto rilevato in Italia (vedi l'indagine CRESME - CNA). Il numero di architetti giovani è in aumento e il 40% degli architetti ha meno di 40 anni. La percentuale di donne architetto è del 36% e il numero di donne è maggiore nel gruppo di architetti giovani. Ma il divario tra uomini e donne è ancora forte in Europa, dove gli uomini guadagnano, in media, il 43% in più rispetto alle donne.

Soddisfazione nella carriera

Gli architetti sono sempre meno soddisfatti, ma c'era da aspettarselo. A preoccupare la categoria, e in tutta Europa, gli stessi elementi di cui ci si continua a lamentare in Italia. Il lavoro è poco e si è in tanti sul mercato, ma il problema più grave è nel rischio insolvenza, un rilevante numero di studi esprime la sua preoccupazione per il rischio di non essere remunerato. Gli architetti in tutto il continente sono insoddisfatti per "qualità della vita professionale" e per il "livello di retribuzione", cui si aggiunge un sentirsi poco considerati ed apprezzati dall'opinione pubblica. Paese che vai, architetto insoddisfatto che trovi.

di Mariagrazia Barletta architetto

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