Piano Operativo di Sicurezza. Le imprese familiari devono redigere il POS

La risposta del Lavoro ad un interpello

La risposta del Lavoro ad un interpello. L'impresa familiare, se si trova ad operare in un cantiere, deve redigere il Piano Operativo di Sicurezza (POS), che deve riportare tutti i punti compresi nell'allegato XV «ad eccezione dei punti i cui obblighi non trovano applicazione nella fattispecie delle imprese familiari».

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L'impresa familiare, così come definita dal codice civile (art. 230 bis), se si trova ad operare in un cantiere, deve redigere il Piano Operativo di Sicurezza (POS).

Il piano deve riportare tutti i punti compresi nell'allegato XV che ne definisce i contenuti minimi, «ad eccezione dei punti i cui obblighi non trovano applicazione nella fattispecie delle imprese familiari». È quanto risponde la Commissione degli Interpelli del Ministero del Lavoro ad una domanda avanzata dalla Federazione Nazionale UGL Sanità.

In definitiva, i contenuti del POS vanno adattati alle specificità dell'impresa. «A titolo esemplificativo e non esaustivo - viene specificato nella risposta all'interpello - nei POS delle imprese familiari non potrà essere indicata la figura del responsabile del servizio prevenzione e protezione, i nominativi degli addetti al primo soccorso, etc..».

La Federazione Nazionale UGL Sanità aveva avanzato istanza di interpello per conoscere la corretta interpretazione dell'art. 96 del DLgs 81/08. In particolare chiedeva di sapere se le imprese familiari, che operano in un cantiere temporaneo o mobile, devono redigere il POS riportando tutti i contenuti minimi previsti dall'allegato XV del TU Sicurezza.

Il DOCUMENTO
» Risposta ad interpello del 24 giugno 2015

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