Concorso a cattedra 2018: il primo a vedere la luce (forse in anticipo) è il bando per gli abilitati

In un incontro sindacati - Miur sono stati presentati i decreti attuativi della "Buona scuola". Da quanto emerso dall'incontro il concorso per abilitati potrebbe essere bandito anche prima della scadenza fissata per legge (febbraio 2018). A riferirlo è Uil scuola.

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Si è parlato di decreti attuativi della "Buona scuola" (legge 107 del 2015) nell'incontro che si è tenuto lo scorso 23 ottobre tra le organizzazioni sindacali e il vice capo di Gabinetto del Miur, Rocco Pinneri. È stato presentato il decreto relativo al concorso - riservato agli abilitati - per la selezione dei futuri docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. A comunicarlo è Uil Scuola.

Il concorso per gli abilitati all'insegnamento - da quanto emerso dall'incontro (a riferirlo è sempre la Uil) - potrebbe essere bandito anche prima della scadenza definita per legge (febbraio 2018) e seguirà l'impianto dell'ultima procedura di reclutamento del 2016. Tra i decreti in lavorazione ci sarebbe anche quello che andrà a definire i criteri di verifica del percorso Formazione iniziale e tirocinio (si veda la nota pubblicata da Flc Cgil).

«È chiaro - commento la Uil - che questo sistema esclude tutti i docenti di ruolo a cui è negata la possibilità di abilitarsi per altri insegnamenti e richiedere i passaggi di ruolo. Invece di una carriera si prospetta un immobilismo professionale inaccettabile» è il commento del sindacato.

Per approfondire:
• Concorso a cattedra 2018: le prove e il percorso di formazione triennale
• Concorso a cattedra 2018: le regole per acquisire i 24 crediti che danno accesso alle prove 
• Scuola, classi di concorso per architetti: pubblicato il decreto 2017 che le revisiona
• Concorso a cattedra 2018: le Università in cui conseguire i 24 Cfu necessari per l'accesso alle selezioni

I concorsi per abilitati e supplenti con almeno tre anni di servizio

Per chi al 31 maggio 2017 (data di entrata in vigore del DLgs 59 del 2017) risultava in possesso di un titolo di abilitazione all'insegnamento, il concorso consiste in una sola prova orale «di natura didattico-metodologica» (secondo quanto si legge nel Dlgs, il concorso dovrebbe essere bandito entro febbraio 2018).

In base al punteggio ottenuto alla prova orale e ai titoli posseduti viene stilata una graduatoria di merito regionale, il cui scorrimento è annuale. In base ai posti disponibili gli aspiranti prof vengono direttamente immessi al terzo anno del percorso «Fit». Chi non sia in possesso di abilitazione all'insegnamento, ma abbia in otto anni maturato almeno tre anni di servizio, dovrà sostenere due prove: una scritta «di natura disciplinare» ed una orale «di natura didattico-metodologica», per poi accedere alla formazione «Fit» seguendo il percorso previsto per il primo ed il terzo anno.

La selezione dei "non abilitati"

Il concorso nazionale, così come riformato dal Dlgs 59 del 2017, da bandire su scala regionale (o interregionale in caso di numero esiguo di posti disponibili in una singola regione), avrà cadenza biennale, con il primo bando da far uscire nel 2018. Non è più necessario seguire un percorso di abilitazione per accedere alle prove di selezione: è stato abolito il Tfa (Tirocinio formativo attivo).

Per partecipare al "nuovo" concorso, i non abilitati e coloro che non hanno raggiunto i 3 anni di servizio devono possedere i titoli di accesso stabiliti per ciascuna classe di concorso e i 24 crediti formativi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche. Solo chi risulterà vincitore inizierà un percorso di formazione triennale retribuito (il cosiddetto percorso «Fit»), propedeutico alla successiva immissione in ruolo.

Il concorso prevede tre prove di esame: due scritte e una orale. Con la prima vengono valutate le competenze e le conoscenze del candidato su una specifica disciplina, scelta tra quelle legate alla particolare classe di concorso. La seconda prova serve per testare le conoscenze riguardo alle discipline antropo-psico-pedagogiche e alle metodologie e tecnologie didattiche. La terza prova, quella orale, verterà sulle discipline che fanno parte della classe di concorso per la quale ci si candida e servirà anche a valutare la conoscenza di una lingua straniera europea e il possesso di abilità informatiche di base. A seconda delle classi di concorso, l'orale potrà prevedere anche una prova pratica.

Mariagrazia Barletta

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