Concorso a cattedra 2018: le prove e il percorso di formazione triennale

Il concorso per la selezione dei futuri docenti: le prove, lo svolgimento del percorso triennale di formazione retribuito e le deroghe per l'immissione in ruolo dei precari.

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Revisionate le classi di concorso, stabilite le regole per l'acquisizione dei 24 crediti formativi necessari per accedere alle prove di selezione, il Miur costruisce, passo dopo passo, il percorso che dovrà concludersi con l'indizione del concorso nazionale da bandire nel 2018 per scegliere i futuri docenti della scuola secondaria. 

Le modalità di selezione e il percorso di formazione propedeutico all'immissione in ruolo sono stati profondamente modificati da uno dei decreti attuativi della Buona scuola, ossia il Dlgs 59 del 2017, al quale devono seguire alcuni regolamenti di attuazione. Sono stati firmati dalla ministra Veleria Fedeli, i decreti che revisionano le classi di concorso e stabiliscono le regole per ottenere i crediti formativi universitari o accademici (Cfu/Cfa) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche che gli aspiranti prof - non abilitati all'insegnamento e che non abbiano maturato almeno tre anni di servizio - devono ottenere per poter partecipare al concorso del prossimo anno (si legga l'articolo "Concorso a cattedra 2018: ecco le regole per acquisire i 24 crediti che danno accesso alle prove selettive").

In realtà, più che di concorso bisogna parlare di concorsi, perché i percorsi di selezione sono diversi e prevedono un minor numero di prove e un iter di formazione più breve per gli aspiranti prof già abilitati e per quelli che, pur non essendo abilitati, abbiano maturato almeno tre anni di servizio. 

È stato infatti stabilito un periodo transitorio che punta a favorire l'immissione in ruolo degli attuali precari. In particolare, per coprire il 50 per cento dei posti che si libereranno ogni anno, si attingerà dalle graduatorie ad esaurimento (fino all'esaurimento delle stesse); mentre un'altra importante fetta di posti sarà riservata agli abilitati e ai supplenti con più di tre anni di servizio, scelti mediante un concorso più semplice rispetto a quello che, a regime, diventerà l'unica modalità di selezione dei futuri docenti. Modalità che prevede tre prove e un percorso di formazione triennale per i vincitori del concorso, finalizzato all'immissione in ruolo.

In definitiva, fino al 2028 e secondo percentuali via via decrescenti col passare degli anni, i posti sono riservati in maggioranza agli attuali precari (abilitati e supplenti con almeno tre anni di servizio) e, in particolar modo con il concorso 2018, solo una piccolissima percentuale dei posti disponibili potrà essere coperta dai "nuovi" aspiranti docenti, ossia da coloro che, allo stato attuale, non risultano abilitati e non hanno maturato i tre anni di supplenze. 

Per approfondire: 
Scuola, classi di concorso per architetti: pubblicato il decreto 2017 che le revisiona
Concorso a cattedra 2018: ecco le regole per acquisire i 24 crediti che danno accesso alle prove selettive

Dal 2018 il nuovo concorso biennale nazionale

Il concorso nazionale, così come riformato dal Dlgs 59 del 2017, da bandire su scala regionale (o interregionale in caso di numero esiguo di posti disponibili in una singola regione), avrà cadenza biennale, con il primo bando da far uscire nel 2018. Non è più necessario seguire un percorso di abilitazione per accedere alle prove di selezione: è stato abolito il Tfa (Tirocinio formativo attivo). Per partecipare al "nuovo" concorso, i non abilitati e coloro che non hanno raggiunto i 3 anni di servizio devono possedere i titoli di accesso stabiliti per ciascuna classe di concorso e i 24 crediti formativi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche. Solo chi risulterà vincitore inizierà un percorso di formazione triennale retribuito (il cosiddetto percorso «Fit»), propedeutico alla successiva immissione in ruolo.

Il concorso prevede tre prove di esame: due scritte e una orale. Con la prima vengono valutate le competenze e le conoscenze del candidato su una specifica disciplina, scelta tra quelle legate alla particolare classe di concorso. La seconda prova serve per testare le conoscenze riguardo alle discipline antropo-psico-pedagogiche e alle metodologie e tecnologie didattiche. La terza prova, quella orale, verterà sulle discipline che fanno parte della classe di concorso per la quale ci si candida e servirà anche a valutare la conoscenza di una lingua straniera europea e il possesso di abilità informatiche di base. A seconda delle classi di concorso, l'orale potrà prevedere anche una prova pratica.

Il percorso «Fit»

I vincitori del concorso inizieranno un percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio (percorso «Fit»), sottoscrivendo un contratto triennale retribuito con il quale è previsto un inserimento graduale nella funzione di docente. Le condizioni economiche dei primi due anni sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale; mentre durante il terzo anno, che prevede la copertura di cattedre vacanti, le condizioni economiche e normative sono quelle del contratto di supplenza annuale.

Il primo anno del percorso di formazione è finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione (se non ci si diploma si interrompe il percorso «Fit»). Si tratta di seguire un corso di specializzazione i cui costi sono a carico dello Stato (per l'aspirante docente la frequenza è obbligatoria). Il secondo e terzo anno sono dedicati al completamento della formazione professionale. Sono previsti attività di studio, di insegnamento, tirocini e lo sviluppo di un progetto di ricerca. Si accede al terzo anno a condizione che venga superata con esito positivo la valutazione intermedia alla fine del secondo anno.

In caso di valutazione finale positiva, al termine del terzo anno, il titolare del contratto Fit riceverà un incarico triennale da svolgere nel territorio in cui è stato impegnato durante il terzo anno di formazione.

I concorsi per abilitati e supplenti con almeno tre anni di servizio

Per chi al 31 maggio 2017 (data di entrata in vigore del DLgs 59 del 2017) risultava in possesso di un titolo di abilitazione all'insegnamento, il concorso consiste in una sola prova orale «di natura didattico-metodologica» (secondo quanto si legge nel Dlgs, il concorso dovrebbe essere bandito entro febbraio 2018). In base al punteggio ottenuto alla prova orale e ai titoli posseduti viene stilata una graduatoria di merito regionale, il cui scorrimento è annuale. In base ai posti disponibili gli aspiranti prof vengono direttamente immessi al terzo anno del percorso «Fit».

Chi non sia in possesso di abilitazione all'insegnamento, ma abbia in otto anni maturato almeno tre anni di servizio, dovrà sostenere due prove: una scritta «di natura disciplinare» ed una orale «di natura didattico-metodologica», per poi accedere alla formazione «Fit» seguendo il percorso previsto per il primo ed il terzo anno.

Mariagrazia Barletta

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59.
Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione

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