Dal neonato Palazzo di Giustizia che svetta nel quartiere, in pieno fermento costruttivo, Clichy-Batignolles, a Parigi, alla sede del New York Times nella Grande Mela, premiata lo scorso maggio dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat (Ctbuh). Dal recente Centro Botín a Santander, polo d'avanguardia dedicato all'arte, affacciato sull'oceano e inaugurato un anno fa nella città cantabrica, al Jean-Marie Tjibaou Cultural Center (1998) a Numea, in Nuova Caledonia.

Sono solo alcune delle tappe del viaggio intorno al mondo che i vincitori del premio Renzo Piano World Tour Award 2018 compiranno quest'anno, toccando tre continenti: Oceania, Europa e America.

professionearchitetto, media partner dell'iniziativa, seguirà, attraverso le sue pagine social e il sito, gli spostamenti dei tre ragazzi, che, taccuino alla mano, metteranno nero su bianco, a parole e schizzi, emozioni e riflessioni legate all'esperienza di viaggio.

Ioanna, Ricardo e Thomas faranno tappa in 15 città

Ioanna Mitropoulou della School of Architecture, National Technical University of Athens, Ricardo Fernandez Gonzalez della Universidad Politécnica de Madrid e Thomas Pepino della Università degli Studi di Padova sono i tre vincitori del premio, che viaggeranno per 40 giorni alla scoperta delle architetture di Renzo Piano e RPBW.

da sinistra a destra: Ricardo Fernandez Gonzalez, Ioanna Mitropoulou, Thomas Pepino

Il viaggio parte da Atene il 16 giugno, più precisamente dal centro culturale Stavros Niarchos, progettato da Renzo Piano e inaugurato a giugno 2016, per concludersi, il 25 luglio a Genova, alla Fondazione Renzo Piano. Nel mezzo, le città di Santander, Parigi, Berlino, Oslo, Sydney, Numea, Houston, Dallas, Forth Worth, Chicago, Boston, New York e Londra.

Un itinerario tra le architetture da poco realizzate e le opere meno recenti dello studio, tra cantieri in corso, con tappe negli studi di Parigi, New York e Genova del Renzo Piano Building Workshop.

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Renzo Piano World Tour Award 2018 - il premio

Il premio "L'arte di costruire intorno al mondo, 40 giorni attraverso le architetture dello studio Rpbw" è stato creato dalla Fondazione Renzo Piano, con la Stavros Niarchos Foundation, tra le organizzazioni filantropiche più grandi al mondo, e con la Fundación Botín, storica fondazione spagnola che ha come fine la creazione di sviluppo a partire dal talento creativo, avvalendosi della collaborazione di ProViaggiArchitettura

Il premio è stato istituito nel 2017 e ora si è ampliato, con il coinvolgimento delle due fondazioni (Botín e Stavros Niarchos), e i vincitori sono passati da uno a tre. Lo scorso anno era stata Silvia Pellizzari ad aggiudicarsi il viaggio, premiata per la sua tesi sulla rigenerazione urbana, tema caro all'architetto e senatore a vita italiano.

Quest'anno il premio si è consolidato, diventando annuale. Ciascuna delle Università di Padova, Madrid e Atene ha selezionato un "suo" laureato, valutando in particolare: il portfolio, il curriculum, le esperienze di viaggio all'estero e la conoscenza dell'inglese, tenendo fede al tema "Arte della costruzione: l'importanza dei dettagli strutturali".

Silvia Pellizzari: «Il world tour? È stato il mese e mezzo più intenso della mia vita»

IL VIAGGIO TRA ARCHITETTURE E CANTIERI

Lo scorso anno Silvia Pellizzari ha viaggiato tra Europa, Giappone e Stati Uniti per visitare le architetture di Renzo Piano. A portarla lontano è stata la sua tesi sul tema della rigenerazione urbana. «Non per sminuire il mio lavoro, ma mai avrei pensato - afferma - che con una tesi su Massanzago, in provincia di Padova, potessi vincere un giro intorno al mondo». Oggi Silvia - racconta - è assistente al corso di Composizione architettonica all'Università di Padova (per il corso di studio Ingegneria Edile-Architettura) ed è vincitrice di un assegno di ricerca.

«Viaggiare per chi fa la nostra professione - dice -, o per chi studia architettura o ingegneria, credo sia sempre una lezione, perché un conto è studiare le cose dai libri ed un altro è poterle vedere, toccare, assaporare: solo così si possono cogliere delle sfumature che altrimenti si perderebbero». «Sia a Parigi che a New York ho potuto visitare cantieri di opere di Renzo Piano e quella è stata un'opportunità incredibile. Ho potuto parlare con i progettisti che seguono queste opere da quando erano nell'incubatrice, ed è stato emozionante, perché ho potuto cogliere i dettagli e ascoltare aneddoti e storie». «Di certo ho vissuto il mese e mezzo più intenso della mia vita».

Silvia ha visitato le sedi del Rpbw e in quella di Parigi ha incontrato Renzo Piano. «Una conversazione di mezz'ora, ma di quelle che poi ricordi per tutta la vita», sottolinea ancora con evidente emozione. 

L'ESPERIENZA «INTENSA» DI RONCHAMP

La visita vissuta più intensamente? «Il convento di Ronchamp. Ho dormito lì una notte e poter vedere la cappella di Le Corbusier fuori dagli orari turistici, in situazioni in cui non c'era gente, quindi al mio arrivo, quando pioveva, e la mattina presto con il sole, e poi poter dormire dentro il convento, conoscendo le clarisse che vi vivono, è stata un'esperienza intensa. Ho cenato con loro, mi hanno invitato alla cerimonia che fanno tutti i giorni nell'oratorio di Renzo Piano all'interno del complesso».

Presto l'esperienza vissuta da Silvia Pellizzari sarà oggetto di una pubblicazione, un diario di viaggio edito da Lettera22.

di Mariagrazia Barletta

#RPWT.2018 - Renzo Piano World Tour Award 2018

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