A Lissone i cittadini scelgono il vincitore del concorso per il restyling del centro storico

Si aggiudica la competizione il team guidato dallo studio Moscatelli di Cantù (Como)

Prima la selezione di una rosa di tre progetti, scelti dalla giuria tecnica in cui sedeva, come esperto di architettura, Luca Molinari, e poi il voto dei cittadini over 16, cui è spettata la decisione finale. Sono andati alle urne i cittadini di Lissone (in tutto 1089 votanti) per scegliere il vincitore del concorso d'idee per la riqualificazione di piazza Libertà e del centro storico, un'area compresa tra importanti emergenze architettoniche, tra cui l'ex Casa del fascio di Giuseppe Terragni, realizzata pochi anni dopo l'omonimo edificio comense.

L'analisi della giuria e il voto dei residenti (tassativamente segreto) hanno portato alla vittoria il team guidato dallo Studio Moscatelli di Cantù (Matteo Moscatelli, Stefano Moscatelli), che ha partecipato in cordata con lo Studio Arosio (Giorgio Arosio e Barbara Cavalieri) e con Alessio Brambilla (architetto) di Lissone. 

Agorà in libertà

«Agorà in libertà» è dunque il nome della proposta vincitrice del concorso che era stato bandito dal Comune di Lissone lo scorso dicembre. L'obiettivo del progetto, come richiesto dal bando, è triplice. Ai partecipanti era infatti richiesto un progetto per la riqualificazione di piazza Libertà e degli spazi limitrofi; la progettazione di elementi di arredo urbano e la definizione di un concept per la riprogettazione di percorsi e punti nodali tra gli spazi pubblici del centro storico. Il tutto prevedendo interventi a basso impatto ambientale in conformità ai Criteri ambientali minimi (Cam).

Agorà urbana, vista del «Salotto urbano»

Agorà urbana, vista verso Palazzo Terragni 

Agorà urbana, vista da via Paradiso verso Palazzo Terragni

«Il progetto si è ispirato a tre obiettivi fondamentali: la valorizzazione della memoria (innanzitutto di Palazzo Terragni, ma anche della storica fontana, oggi non più presente in piazza Libertà), l'attrattività (creando un giardino per bambini e un'area per eventi, dal mercato al cinema all'aperto, dai concerti alle attività sportive) e il comfort (introducendo alberi e superfici verdi, un pergolato, vasche e getti d'acqua)», spiegano i progettisti.

Il sistema-piazza è stato suddiviso in quattro ambiti distinti: il "salotto urbano", con un nuovo pergolato e la reintroduzione della fontana; la grande area polifunzionale per gli eventi, utilizzabile per mercato, cinema all'aperto, mostre, playground e pista di pattinaggio; un giardino ludico e didattico, con attrezzature per bambini differenziate per età; una piazza dei giochi e della lettura.

Gli incarichi (eventuali)

Vista del modello

Il concorso aveva l'obiettivo di individuare un soggetto vincitore cui affidare successivamente, «previo reperimento delle risorse economiche necessarie», le successive fasi di progettazione. Sul fronte del prosieguo della progettazione, «il 31 luglio c'è stato un primo incontro con il Comune», riferisce Matteo Moscatelli. L'opera è inserita nel Programma triennale delle Opere pubbliche.

Giardino ludico-didattico

Agorà urbana, planimetria generale

Agorà urbana, inserimento nel contesto urbano

 

In giuriaLuca Molinari, Luca Tamini, Paola Taglietti, Marco Ballarè, Cristina Minà; coordinamento: Dirk Cherchi.

Al secondo posto si è classificato il progetto «Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata» dello studio S. B. Arch. - Studio Bargone architetti associati con sedi a Roma e a Foligno (Federico Bargone, Francesco Bartolucci, Enrico Auletta e Gianluca Pelizzi). Si tratta dello studio che con Salvador Perez Arroyo e Peter Chester Cook ha progettato il centro eventi «Il Maggiore» di Verbania e che è risultato vincitore di molti concorsi di progettazione.

Il terzo posto è andato alla proposta «Tamam» dello studio associato Sbg architetti, di Milano (Sergio Gianoli, Ivano Fiamma e Margarita Petrova). Lo studio nel 2018 ha ottenuto una menzione d'onore al premio Medaglia d'Oro della Triennale di Milano per il Restauro della Chiesa di Vetro di Baranzate (con Giulio Barazzetta).

di Mariagrazia Barletta

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