Segrate (Mi), la nuova scuola come input per ricucire la città puntando sulla biodiversità

Potenziare la biodiversità del territorio e generare nuovi spazi per le attività socio-culturali. Sono questi alcuni degli obiettivi mantenuti ben fermi nel progetto con cui lo studio Ricatti insieme a On Cities, Milan Ingegneria e Osa architettura e paesaggio si aggiudica il concorso internazionale «Restarting community spaces» bandito dalla città di Segrate (Milano).

A Segrate, la progettazione della nuova scuola primaria diventa un'occasione per completare l'assetto urbanistico di una porzione di territorio, valorizzando gli spazi aperti.  Riequilibrare il costruito con la aree esterne pubbliche e rafforzare la già ricca rete dei parchi, le trame vegetali  e il sistema idrografico, sono le azioni che ruotano intorno alla progettazione della scuola, che dovrà, prioritariamente, essere pensata come un civic center.

Render © Onirism

La scuola «flessibile», pensata come una «cittadella della conoscenza»

 Una «città della conoscenza», così i progettisti definiscono la scuola da loro immaginata come un insieme di padiglioni immersi nel paesaggio. La scuola, nuovo punto di riferimento per la comunità, è pensata come una piccola città, dove più volumi sono intervallati da giardini, orti, prati e giardini pensili. In particolare, gli spazi dedicati alla didattica si dispongono attorno ad un grande giardino centrale, dal quale si raggiungono i diversi padiglioni destinati alle attività comuni, quali: la sala polifunzionale, la biblioteca, la palestra e la mensa.

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Attorno alla corte centrale si organizzano il grande spazio dell'agorà, gli uffici della direzione scolastica, le aule aperte ai cittadini, i laboratori e le classi per gli studenti più giovani. Il piano primo, invece, è dedicato alla didattica per gli allievi. Ogni aula avrà un balcone esterno e un accesso diretto alla grande terrazza vegetalizzata che si sviluppa attorno alla corte. Il secondo piano è un grande tetto verde, uno spazio a cielo aperto per le lezioni.

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«Da un punto di vista architettonico il progetto investiga il tema della pianta libera e della flessibilità degli spazi. L'impianto tipologico, il sistema costruttivo e le soluzioni impiantistiche, rispondono alla volontà di creare un luogo "malleabile", reversibile, capace di trasformarsi facilmente nel tempo. La proposta esplora il limite tra determinazione e indeterminazione degli spazi, suggerendo un'architettura leggera, agile, pronta ad assorbire i più imprevedibili utilizzi futuri», si legge ancora nella relazione di progetto.

Chiara l'ispirazione alla scuola innovativa di Sora (Fr), progettata dal G124 di Renzo Piano con Maurizio Milan (studio Milan Ingegenria) per la parte strutturale.

Un viale giardino, nuovi parchi e praterie fiorite attorno alla nuova scuola

Intorno alla scuola viene immaginato un nuovo ecosistema naturale, composto da tre tipologie di paesaggio che, tra l'altro, condurranno alla piantumazione di 400 nuovi alberi.

Il primo è costituito dal «viale-giardino» che lambisce il nuovo complesso scolastico e riorganizza il sistema dei percorsi ciclo-pedonali. Qui, una griglia regolare di alberi permette di organizzare lo spazio del mercato, i parcheggi della scuola e la mobilità dolce. È la spina dorsale del progetto, che prende forma in un nuovo grande asse pedonale che ha anche la funzione di garantire la continuità urbana in direzione nord-sud.

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Il secondo sistema è denominato «parco delle scuole»: riutilizzando le terre da scavo dei futuri cantieri, viene proposta la modellazione di una collinetta naturale già presente. Si tratta di un'area verde condivisa tra i plessi scolastici che la circondano, che comprende anche un'area giochi e un sistema di praterie fiorite dove i bambini possono scoprire la biodiversità. L'idea comprende anche la realizzazione di gradinate che si affacciano su una cavea con attrezzature amovibili che consentono l'organizzazione di eventi sportivi rivolti anche a un vasto pubblico

Infine il terzo paesaggio: il «parco della roggia», dove le superfici vegetali sono incrementate e gli accessi ai corsi d'acqua sono moltiplicati. Si tratta di un parco lineare che permetterebbe di trasformare i luoghi lungo la roggia in un rifugio estivo fresco, piacevole e resiliente.

«La disposizione degli edifici e la creazione della minima quantità possibile di nuove superfici minerali consentono di mantenere oltre il 50% del sito come terreno naturale», viene precisato nella relazione di progetto. Prati, terreni permeabili e alberi combattono localmente gli effetti dell'isola di calore.

di Mariagrazia Barletta


LA CLASSIFICA DEL CONCORSO

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