Milano, Teatro alla Scala: via al nuovo ampliamento firmato Mario Botta con Emilio Pizzi

Dopo il delicato scavo che sfiora quota -20 metri, sta per prendere forma la nuova addizione del Teatro alla Scala di Milano firmata Mario Botta con Emilio Pizzi (Epta Studio Pizzi). Come anticipato da Pierluigi Panza sulle pagine del Corriere, la prima pietra simbolica viene collocata oggi lunedì 26 aprile.

Una sala prove per il coro e l'orchestra, interamente ipogea, alta ben 14 metri e high tech, su cui si erge una torre, arretrata rispetto alla strada (via Verdi) e ispirata alla Velasca di BBPR. La nuova torre conterrà gli uffici e la sala prove per il ballo. Inoltre, sarà ricostituita la continuità della cortina su strada. Ecco la consistenza - a grandi linee - del progetto in esecuzione. Al primo piano dei nuovi volumi sarà realizzata l'area di montaggio e smontaggio delle scene, che porterà il palcoscenico alla lunghezza di ben 70 metri.

Il progetto va a ricomporre i volumi dell'edificio ex San Paolo (ora demolito) che prospettava su via Verdi e prevede, arretrata rispetto alla strada, la costruzione del nuovo corpo di fabbrica che si eleva in altezza fino al filo di gronda dell'attuale torre scenica che, insieme al corpo ellittico dei camerini e ad operazioni di ristrutturazione e restauro, fa parte del progetto di ampliamento terminato nel 2004 e anch'esso firmato dall'architetto ticinese con Emilio Pizzi.

Cantiere © Google 2021

I nuovi volumi in un confronto tra lo stato di progetto e lo stato di fatto con l'edificio ex San Paolo ancora in piedi

La relazione tecnica che accompagnava l'esecutivo

La nuova torre, che si amplia verso la cima, proprio come la Velasca, conterrà ai suoi ultimi piani le sale prova per la danza. Il rivestimento e le rigide geometrie pongono l'addizione in continuità e in dialogo con i volumi del 2004. «Questo nuovo corpo viene mantenuto staccato dall'attuale filo esterno della torre scenica da un cavedio che sul fronte strada è individuato dal fornice di accesso dei mezzi di carico e scarico delle scene. In tal modo vengono garantite le condizioni di illuminazione naturale degli ambienti presenti sia all'interno della torre scenica sia all'interno del nuovo corpo di fabbrica», scrivono gli architetti nella relazione che accompagna l'esecutivo.

«Sotto il profilo dell'immagine - continuano - le opere previste sono rivolte a salvaguardare l'unitarietà della struttura del teatro nel suo insieme pur salvaguardando il carattere di autonomia dell'addizione».

Al di sopra dei tetti il volume ellittico della prima addizione del 2004

Nei sei piani interrati troveranno posto la sala prove di circa 14 per 21 metri in pianta, con uno sviluppo in altezza di 14,10 metri, ed anche i cameroni orchestrali, i depositi e gli archivi. La fondazione, a platea, si imposta a quota -19 metri.

Complessa la costruzione ipogea, anche per la presenza di acque di falda. «Per bilanciare le spinte orizzontali del terreno e dell'acqua di falda (quota di progetto posta a -10,0 m) - si legge ancora nella relazione - in corrispondenza delle pareti della sala prove dell'orchestra sono previste lesene in c.a. di larghezza e lunghezza variabile connesse tra loro da ballatoi orizzontali in c.a. in corrispondenza di ciascun interpiano».

Per il progetto acustico della sala prove ipogea è stato interpellato il giapponese Yasuhisa Toyota di Nagata Acoustics, che ha lavorato per rendere sublime l'esperienza acustica anche nell'Elbphilharmonie di Amburgo progettata dallo studio Herzog & de Meuron. 

di Mariagrazia Barletta

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