Peccioli (Pisa), inaugurato il «Palazzo senza tempo» firmato Mario Cucinella Architects

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A Peccioli è stato inaugurato, giovedì 1° luglio, un nuovo intervento di riqualificazione urbana, ideato e sviluppato dallo studio MC A - Mario Cucinella Architects. Lungo il limite del poderoso bastione medievale, l'intervento si è concretizzato nel recupero di un prestigioso palazzo del Quattrocento e nella trasformazione del sottostante edificio diroccato. Tra i due volumi riqualificati, una maestosa terrazza a sbalzo di 600 mq domina il paesaggio ritmato dai poggi pecciolesi. 

Nel centro storico del borgo medievale - noto nel mondo per aver adottato un'agenda di sviluppo che lo ha reso un laboratorio di resilienza artistica, sociale, tecnologica e progettuale a cielo aperto - i rinnovati spazi sono destinati a luoghi di incontro, a servizi, ad eventi e alla cultura in generale. L'intervento, parte di un programma di valorizzazione e restituzione alla comunità del patrimonio storico di Peccioli intrapreso negli anni dall'amministrazione comunale, ha coinvolto un'area di 2.500 mq.

Peccioli, foto di Andrea Testi, courtesy of Comune di Peccioli

«L'intervento, condotto con coraggio e gentilezza - commenta Mario Cucinella - fa diventare i palazzi parte della vita contemporanea del territorio: la rigenerazione di un sito deve intendersi come un processo capace di interpretare il passato in dialogo con la contemporaneità. Questa architettura, ponte tra passato e futuro, vuole essere solo una cornice di questo bellissimo paesaggio, un paesaggio che sembra un quadro del 1500».

L'opera di riqualificazione è concepita come un ponte tra la memoria storica che ha caratterizzato questi palazzi e il suo futuro, un centro civico e culturale per il paese, per l'intera Valdera e le decine di migliaia di turisti in visita ogni anno in questo straordinario museo a cielo aperto.

Peccioli, foto di Andrea Testi, courtesy of Comune di Peccioli

La ristrutturazione del Palazzo del Quattrocento - ribattezzato "Palazzo senza Tempo" perché pensato come un ponte tra passato, presente e futuro, come ha sottolineato Cucinella - ha puntato sulla riconfigurazione di spazi e funzioni dei piani ed  è culminata negli interventi in copertura e in facciata, con la creazione di nuove visuali verso l'esterno grazie all'inserimento di lucernai e bow-window. La nuova copertura vetrata, posta sul passaggio della corte storica, ha anch'essa l'obiettivo di incrementare la permeabilità visiva degli spazi.

Il palazzo storico - già di proprietà della famiglia de' Medici,  acquistato anni addietro dal Comune dall'ultimo proprietario, la Fondazione Gaslini  - «sarà sede di mostre, allestimenti ma anche di laboratori residenziali con università nazionali e internazionali per studi legati al percorso di Peccioli come esempio di comunità resiliente, ora in mostra alla Biennale. Nascerà anche un centro studi sulla resilienza dei piccoli borghi italiani», afferma il sindaco Renzo Macelloni.

Peccioli, la terrazza e l'interno del Palazzo, foto di Andrea Testi, courtesy of Comune di Peccioli

Il "Palazzo senza Tempo" è in grado di ospitare mostre temporanee e permanenti. La prima opera, firmata dall'artista danese Jeppe Hein, è arrivata direttamente dalla König Galerie di Berlino: sospesa nel vuoto, rifrange i raggi provenienti dal lucernario soprastante creando un gioco di riflessi esterni e sulla sua stessa superficie.

Il piano strada, per mezzo di un vano scala, è stato collegato al nuovo volume architettonico nato dall'edificio diroccato sottostante. Questa costruzione, incastonata ai livelli -1 e -2, è ora un elemento architettonico dominato da un gioco di trasparenze, che si affaccia sull'eccezionale contesto panoramico della Valdera.

Peccioli, la terrazza e l'interno del Palazzo, foto di Andrea Testi, courtesy of Comune di Peccioli

In dialogo con gli accessi pubblici preesistenti e una scalinata laterale che dal piano strada porta al livello -2, la terrazza, come un grande pontile, è affacciata sulla vallata e diviene una nuova piazza pubblica, impreziosita dal murales curato dal pittore e scultore francese Daniel Buren, che testimonia il connubio tra arte e architettura contemporanea, marchio di fabbrica del borgo pecciolese noto internazionalmente per le sue bellezze artistiche e architettoniche.

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