in copertina l'Auditorium Parco della Musica di Roma
foto © Elisa Scapicchio

Bruce Chatwin, che di viaggi ne ha fatti e raccontati moltissimi nella sua vita, diceva che "Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma".

Sembrano aver avuto questa stessa sensazione, Manuel, Alberta, Joseph e Nick i quattro giovani architetti appena rientrati dall'intensa esperienza itinerante che è stato il RPWT 2022. Un'esperienza che, a detta di tutti, ha superato ogni aspettativa. Che è arrivata come un nuovo inizio, o come una conferma liberatoria - ho definitivamente compreso perché l'architettura è la mia passione ha detto Alberta - dopo il lungo attendere della condizione pandemica.

Ginevra (Svizzera) CERN Science Gateway Building | Renzo Piano Building Workshop [under construction - 2023] | foto: ©RPWT2022

Stanchi, inebriati, entusiasti, forse ancora un poco frastornati. Ma incredibilmente grati per questa opportunità possibile per pochi, viaggiare ininterrottamente per quaranta giorni: un'infinità di aerei (di cui uno perso), autobus, treni, auto, foto, schizzi, appunti, caldo, risate e qualche imprevisto. Insomma, un'avventura in piena regola (che in Uganda, tra l'altro l'unica tappa non europea, ha incluso anche un fuori programma: andare a vedere i gorilla).

Il Renzo Piano World Tour in effetti è un viaggio speciale, un'esperienza formativa che non ha nulla a che fare con il turismo. Ha a che fare, piuttosto, con il mettere i ragazzi in condizione di concentrarsi sul tema dello sguardo. Sul significato di imparare a comprendere il mondo guardandolo da più angolazioni possibili. Sull'importanza di sforzarsi di vedere le cose con occhi nuovi, attenti, curiosi. Lo sosteneva già Henry Miller, saggista e reporter "La propria destinazione non è mai un luogo esatto, ma un nuovo modo di vedere le cose".

Per il segmento romano del RPWT appuntamento all'Auditorium, dove i ragazzi sono stati accolti da Massimo Alvisi, storico braccio destro di Piano, e oggi a capo della firma Alvisi Kirimoto, che all'epoca della progettazione e realizzazione della struttura culturale romana non arrivava ai 30 anni. Alvisi ha spiegato l'opera per filo e per segno, mostrando loro angoli solitamente non accessibili (come infilarsi sotto la scocca toroide di copertura e toccare con mano le sue nervature strutturali) aneddoti, storie, scelte, dettagli segreti. "Sicuramente poter visitare queste architetture in compagnia di chi il progetto lo ha visto letteralmente nascere - commenta Alberta - ci ha consentito di comprenderle a fondo. Un'occasione speciale per noi giovani laureati, arricchente."

Roma, Auditorium Parco della Musica | Renzo Piano Building Workshop, 2002 | foto: © RPWT2022


Roma, Auditorium Parco della Musica | Renzo Piano Building Workshop, 2002 | foto: © Elisa Scapicchio (professionearchitetto)

Le architetture prendono vita, quando c'è la vita dentro

Difficile dire una sola tappa preferita, tra le tante opere, completate o in progress, visitate durante il tour. Sicuramente quattro sono quelle che però hanno maggiormente colpito i ragazzi, sia dal punto di vista tecnologico che della risposta emotiva che ne è scaturita dopo averle visitate.

Tre appartengono a Renzo Piano e una a Peter Zumthor. Il motivo è chiaro: pur nella loro diversità, esprimono quella visione umanistica che mette sempre l'uomo al centro dell'architettura e mai viceversa. Che usa materiali, dettagli, luce, per costruire una narrazione spaziale coinvolgente. "Di queste opere, la cosa che mi ha colpito di più probabilmente è stata la loro apparente semplicità - afferma Joseph - il loro essere puro spazio a servizio di chi quello spazio lo userà". A colpire i ragazzi, inoltre, l'interazione di questi edifici con il contesto "perché comprenderlo fa la differenza. Fa capire anche molte scelte del progettista" ha detto Nick.

Dello Stavros Niarchos Foundation Cultural Center ad Atene, opera completata circa sei anni fa (un progetto multiplo, complesso, vivo che include la Biblioteca Nazionale, l'Opera Nazionale Greca e un grande parco nell'area del Falero) a colpire i ragazzi è stata la gestione del sito difficile e l'uso straordinario del verde e delle viste.

Atene (Grecia) Stavros Niarchos Foundation | Renzo Piano Building Workshop, 2016 | foto: ©RPWT2022

Rochamp (e i dormitori limitrofi progettati da Piano) ha dato loro invece una sensazione più emotiva, spirituale. Ha dimostrato cosa significhi esperire l'architettura e non solo vederla attraverso immagini iconiche: percorrerla, restare al suo interno per qualche ora, vedere la luce cambiare, sentire gli odori, osservare il modo in cui le persone vivono quello spazio. In questo luogo, e ascoltando chi giornalmente lo utilizza, hanno capito quanto l'architettura sia capace di rispondere davvero a dei bisogni, quanto possa essere insieme funzionale e accogliente.

Ronchamp (Francia), Notre Dame du Haut | Le Corbusier, 1955 | foto: ©RPWT2022

Ronchamp Gatehouse and Monastery | Renzo Piano Building Workshop, 2011 | foto: ©RPWT2022

Il Centro Botín, a Santander, di Renzo Piano Building Workshop e Luis Vidal + architects, li ha colpiti invece per la sua incredibile posizione tra la baia e i Pereda Gardens, per l'uso dei materiali e dei rivestimenti ("il modo in cui riflettono la luce e il mare") e per il modo in cui le persone di tutte le età interagiscono, dialogano, giocano quasi con la sua architettura.

Santander (Spagna), Centro Botín | Renzo Piano Building Workshop, 2017 | foto: ©RPWT2022

Ed infine, il Kolumba Museum di Peter Zumthor, a Colonia, ricavato a partire dai resti di una vecchia chiesa tardo gotica, quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Qui Zumthor, sempre attento all'uso dei materiali e ai loro dettagli costruttivi, ha utilizzato mattoni grigi per unire i frammenti distrutti del sito, pezzi della chiesa gotica, rovine in pietra di epoca romana e medievale e la cappella dell'architetto tedesco Gottfried Böhm. Di quest'opera, Manuel, Alberta, Joseph e Nick hanno apprezzato la commistione di antico e contemporaneo, l'operazione di delicata e potente ricucitura degli strati, e l'uso sapiente, filigranato di luce e ombre.

Colonia (Germania), Kolumba Museum | Peter Zumthor | foto: ©RPWT2022

Cosa resta?

Di tutto l'imponente immaginario visivo immagazzinato durante questi quaranta giorni, una sorta di grande vocabolario dell'architettura contemporanea, resterà, prima di tutto, un approccio alle cose, un modo nuovo di osservare lo spazio, la natura, le persone, le città, gli edifici stessi. Un qualcosa, che non sempre consciamente, tornerà a bussare alla loro memoria traducendosi in lavoro, metodo di pensiero prima e progettazione poi.

Quello che è rimasto, con forza - al netto della sensazione dolce amara che si prova, quando qualcosa di bello volge al termine - è la voglia di sperimentare, di continuare a conoscere, di essere liberi e avere la possibilità di costruire pezzetti di mondo.

E quando, in conclusione, gli abbiamo chiesto quale sarebbe stata, se dovessero descrivere questa esperienza ciascuno con una parola, i ragazzi hanno risposto: "semplicità" (Joseph) "attraversare confini, fisici e mentali" (Alberta) "stratificazione" (Nick).

L'Aquila (Italia), Auditorium del Parco | Renzo Piano Building Workshop, 2012 | foto: © Elisa Scapicchio (professionearchitetto)

Alberta, Nicholas, Joseph e Manuel torneranno nelle loro rispettive case, a Firenze, Oslo, Parigi e Madrid, con una rinnovata consapevolezza e forse un nuovo sguardo, rendendosi conto di come la buona architettura abbia il potere di trasformare la vita di chi ne viene in contatto. Di come sia un fatto politico, che ha a che fare con la polis intera. Di come sia veicolo di emozioni grandissime. Del resto un proverbio cinese recita "la persona che parte per un viaggio, non è mai la stessa persona che torna".

Eccolo il significato del Renzo Piano World Tour.

L'Aquila (Italia), Auditorium del Parco | Renzo Piano Building Workshop, 2012 | foto: © Elisa Scapicchio (professionearchitetto)

RENZO PIANO WORLD TOUR 2022
promosso da Fondazione Renzo Piano, Fundación Botín, Selvaag Gruppen, Vitra Design Foundation, in collaborazione con ProViaggiArchitettura e professionearchitetto.it

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#RPWT.2022 - Renzo Piano World Tour Award 2022