Napoli non è una città generosa di spazi pubblici. E se una parte del suo magnetismo risiede nella stratificazione architettonica e nella densità storica, un'altra - forse con radici ancora più profonde - sta nella capacità della città di reinventarsi a partire dalle pratiche del vivere quotidiano.
Negli ultimi anni questa attitudine all'adattamento sta prendendo forma attraverso una serie di azioni puntuali che, lette insieme, restituiscono l'immagine di una città più attenta alla cura di spazi attraversati da fratture urbane e da condizioni di marginalità protratte nel tempo. Un cambiamento già leggibile nei cantieri aperti e nei programmi in corso, che riporta lo spazio collettivo al centro come luogo di relazione e inclusione.
Con una selezione di cinque progetti oggi in fase di approvazione, realizzazione o prossimi alla conclusione, vi proponiamo una passeggiata diversa dal solito, forse meno nota ma non meno significativa per chi guarda la città con gli occhi dell'architetto. Un percorso che dalle periferie nord ed est arriva nel cuore di Napoli, restituendo una fotografia di ciò che sta accadendo - e di ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni - in diversi ambiti del territorio urbano.
Cominciamo dall'area orientale, dove il lavoro di SAB Architettura Ingegneria Integrata sul campo Bipiani di Ponticelli affronta una precarietà abitativa stratificata nel tempo, avviando la trasformazione dell'area in un ecoquartiere di edilizia residenziale pubblica.
Proseguendo verso Napoli Nord, il percorso incontra due interventi che agiscono su luoghi rimasti a lungo in una condizione di stallo. A Secondigliano, Era, è e sarà Quadrivio, firmato da Orizzontale, riattiva uno spazio bloccato per oltre trent'anni, trasformandolo in una piazza capace di tenere insieme memoria e uso quotidiano, a partire dalla tragedia del 1996. A Scampia, invece, Settanta7 con Piloda Building affronta una delle più complesse operazioni recenti di edilizia residenziale pubblica, accompagnando la demolizione delle Vele Gialla e Rossa e la rifunzionalizzazione della Vela Celeste.
Nel centro storico, infine, il Rione Sanità diventa laboratorio di due esperienze progettuali distinte, anche per natura e origine. Da un lato, il lavoro del gruppo G124 Renzo Piano, guidato dai docenti Nicola Flora e Daniela Buonanno dell'Università Federico II di Napoli, sull'area di accesso al Cimitero delle Fontanelle; dall'altro, il progetto di Artelia con Centola Associati, che opera su una scala più ampia, dal ridisegno dei percorsi pedonali al recupero del complesso dell'ex Ritiro del Crocifisso. In un contesto di altissima densità, entrambi si confrontano con la differenza tra spazio pubblico come superficie disponibile e spazio pubblico come esperienza possibile.

indice dei contenuti
- NAPOLI EST
- NAPOLI NORD
- CENTRO STORICO
Napoli Est
Ponticelli: dai Bipiani al nuovo ecoquartiere
Nato come insediamento di prefabbricati nel post-terremoto del 1980, il campo Bipiani a Ponticelli è rimasto per decenni ai margini delle trasformazioni urbane, concentrando una condizione di fragilità abitativa e spaziale mai realmente risolta.
Il progetto del nuovo ecoquartiere, promosso dal Comune di Napoli e firmato da SAB Architettura Ingegneria Integrata, interviene su questo nodo attraverso un'operazione di demolizione e ricostruzione che prevede la realizzazione di 104 alloggi di edilizia residenziale pubblica ad alte prestazioni energetiche (nZEB), integrati con servizi e spazi collettivi.
Il masterplan assume come riferimento la corte napoletana, riletta alla scala del quartiere, in cui i nuovi volumi definiscono una grande piazza pubblica centrale, attorno alla quale si organizzano spazi per la socialità, orti urbani e aree di sosta.
La composizione procede per sottrazione e articolazione: i due corpi principali vengono scavati e modulati per dare rilievo allo spazio pubblico, mentre i loggiati affacciati sulla corte assicurano a ogni alloggio un rapporto diretto con il verde. Le altezze sono calibrate per mantenere continuità con il tessuto circostante e rispondere in modo coerente all'orientamento solare nelle diverse stagioni.
Al centro dell'intervento si colloca il parco interno, capace di migliorare il comfort ambientale, favorire l'uso all'aperto e riattivare una relazione con il paesaggio rurale che storicamente caratterizzava quest'area orientale della città. A questo si affianca una doppia mixité, funzionale e abitativa, che integra residenza e servizi e propone tipologie differenziate, pensate per nuclei familiari con esigenze diverse.
CREDITI DEL PROGETTO
Cliente: Comune di Napoli
Superficie lorda: 12.400 m²
Progetto architettonico e coordinamento generale: Arch. Giulio Rosi
Design team: SAB Architettura Ingegneria Integrata (capogruppo)
Strutture: Ing. Vincenzo Pujia, Ing. Chiara Adriani
Main Contractor: COBAR S.p.A.
Consulenti / Render: Matteo Margutti

Plastico del progetto. Courtesy ©SAB Architettura Ingegneria Integrata
Napoli Nord
Dopo la ferita, il Quadrivio di Secondigliano si fa piazza
Il Quadrivio di Secondigliano è rimasto a lungo uno spazio in sospeso. Dal 23 gennaio 1996, quando il crollo di una galleria in costruzione provocò un'esplosione e la morte di undici persone, questo angolo di Napoli nord - cerniera tra corso Secondigliano e il sistema delle Case Celesti - ha continuato a incarnare una frattura fisica e simbolica, scivolando verso una condizione di discarica informale.
A trent'anni di distanza, il Comune di Napoli promuove un processo che prova a invertire questa traiettoria. Era, è e sarà Quadrivio è un progetto di rigenerazione urbana inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027, con un investimento complessivo di 745.000 euro (di cui 484.250 euro destinati ai lavori). Il coordinamento è affidato allo studio romano Orizzontale, incaricato della gestione del percorso partecipativo e della progettazione architettonica, secondo un approccio già sperimentato in altri contesti urbani, come nel recente intervento ad Aprilia.
Fin dall'inizio, il Quadrivio non è stato considerato come un vuoto da colmare, ma come un luogo già attraversato da memorie, pratiche e relazioni, da riattivare prima sul piano sociale e solo successivamente su quello fisico.
Il coinvolgimento degli abitanti diventa così la struttura stessa dell'intervento. Le tre fasi - ERA, È, SARÀ - ne scandiscono il tempo: costruzione di una memoria condivisa, lettura del presente, immaginazione collettiva di ciò che può accadere. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026 si sono susseguite attività pubbliche, passeggiate di quartiere, momenti di ascolto e laboratori che hanno anticipato l'uso futuro dello spazio, prima ancora della sua trasformazione materiale.
Sul piano spaziale, il progetto si organizza attorno a quattro azioni: dare forma a una piazza, tramandare il ricordo, definire i margini, attivare relazioni. L'area viene ripensata come spazio alberato e attrezzato, con superfici drenanti, capace di accogliere la quotidianità e momenti di socialità. Sono previsti un giardino con ventiquattro alberi - undici disposti a formare il cerchio della memoria - un campo da basket e un'area dedicata al gioco e allo sport libero.
I confini non diventano barriere, ma bordi riconoscibili e permeabili, pensati per mettere in continuità il Quadrivio con le Case Celesti e con i percorsi del quartiere. Anche il ricordo passa attraverso l'uso, la toponomastica, i gesti ordinari, riconoscendo la perdita senza cristallizzare il luogo nel trauma.
CREDITI DEL PROGETTO
Titolo del progetto: Era, è e sarà Quadrivio
Luogo: Quadrivio di Secondigliano, Napoli
Committente: Comune di Napoli
Programma: Programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027
Progetto architettonico e coordinamento del processo: Orizzontale
Importo complessivo: 745.000,00 euro (di cui 484.250,00 euro per lavori)

Render del progetto ©Orizzontale
ReStart Scampia, il post-Vele firmato Settanta7 e Piloda Building
Il progetto affidato a Settanta7 con Piloda Building interviene su uno dei luoghi più riconoscibili - e più esposti - dell'area nord napoletana, affrontando una questione lasciata aperta dalle Vele: cosa fare, oggi, di un impianto urbano che ha caricato per decenni l'immaginario della città.
L'operazione si inserisce nel più ampio programma ReStart Scampia, che comprende l'abbattimento delle Vele Gialla (già in parte demolita) e Rossa, la rifunzionalizzazione della Vela Celeste e la realizzazione di 433 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, accompagnati da servizi di quartiere, spazi collettivi e aree verdi.
Con un primo investimento di 50 milioni di euro distribuito su due anni, il programma prende forma a partire dal Lotto M, oggi in costruzione, che concentra una parte significativa della strategia complessiva: 145 nuovi alloggi organizzati in più edifici, affiancati da asili nido, spazi comunitari e un civic center. L'insediamento, progettato secondo criteri di alta efficienza energetica, si articola attorno a un sistema continuo di luoghi aperti - parchi, aree di agricoltura urbana e percorsi pedonali - pensato per restituire una dimensione di prossimità e uso quotidiano.
Anche la perimetrazione del cantiere, avviato alla fine del 2024, entra nel processo progettuale. È stato mantenuto uno stretto varco, una frattura visibile che separa simbolicamente ciò che è stato da ciò che sarà. I graffiti che attraversano la Vela Celeste restano come tracce: numeri, nomi, segni di identificazione, testimonianze del passaggio di chi ci ha abitato.
Tra questi messaggi, una scritta emerge con particolare forza: "non siamo noi il problema", un invito a guardare Scampia oltre gli stereotipi e a riconoscere la complessità e la resistenza quotidiana di chi questo luogo lo ha vissuto per decenni.
CREDITI DEL PROGETTO
Luogo: Scampia, Napoli
Committente: Comune di Napoli
Programma: ReStart Scampia
Progetto architettonico: Settanta7 con Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni
Soggetto attuatore / Impresa: Piloda Building
Stato: In corso di realizzazione

Render del masterplan per ReStart Scampia. Courtesy ©Settanta7
Centro storico
Il progetto del gruppo G124 per il Cimitero delle Fontanelle
Era il 2022 quando il DiARC - Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II di Napoli ha proposto al senatore e architetto Renzo Piano di intervenire sull'area di via Fontanelle, in una fase in cui la riapertura del Cimitero appariva ancora incerta.
Nei quattro anni successivi, i progettisti Davide Savoia, Giuseppe De Pascale, Marino Amodio e Orazio Nicodemo - vincitori della borsa di studio del programma G124 promosso da Piano - coordinati dai docenti Nicola Flora e Daniela Buonanno, hanno dato continuità al lavoro avviato dalla Fondazione di Comunità San Gennaro, in stretto rapporto con I Giovani delle Fontanelle e Le Forti Guerriere, realtà locali da tempo impegnate perché il sito tornasse accessibile e vissuto.
Un percorso tutt'altro che lineare, costruito attraverso confronti costanti con Renzo Piano, con il Dipartimento di Architettura, il Comune di Napoli e la Soprintendenza, ma tenuto insieme da una volontà precisa: restituire uno spazio pubblico al Rione Sanità, agli abitanti prima ancora che ai visitatori.
L'intervento interessa un'area di poco più di 400 mq e prende avvio dalla rilettura di due parole chiave: periferia e piazza. La Sanità non è certamente una zona periferica in senso geografico, ma lo è diventata nel tempo sul piano sociale e simbolico, a seguito di un processo di marginalizzazione accentuato dall'orografia del luogo e dalla costruzione ottocentesca del Ponte della Sanità, che ha interrotto i flussi urbani su cui il quartiere era cresciuto. La piazza, al contrario, è intesa come una sequenza di micro-spazi pubblici: un'idea diffusa di spazio collettivo, capace di adattarsi alle pratiche quotidiane della comunità.
Questo approccio prende forma in tre ambiti contigui - il sagrato della chiesa, l'ingresso al Cimitero delle Fontanelle e una piccola rampa privata concessa all'uso pubblico e trasformata in gradinata - disposti attorno alla Chiesa di Santa Maria del Carmine. Ne risulta uno spazio urbano accessibile e permeabile, in grado di accogliere residenti e visitatori e di ristabilire una relazione fisica e visiva con la grande massa tufacea che introduce al percorso ipogeo del Cimitero.
Attraverso due interventi principali di modellazione del suolo, il progetto ricuce il rapporto tra tessuto urbano e patrimonio ipogeo, restituendo all'ingresso del Cimitero delle Fontanelle il ruolo di spazio di transizione tra città e storia, tra uso quotidiano e dimensione rituale che il sito inevitabilmente porta con sé.
CREDITI DEL PROGETTO
Programma: G124 - Rammendo delle periferie
Luogo: Area di accesso al Cimitero delle Fontanelle, Rione Sanità, Napoli
Promozione e attivazione locale: Fondazione di Comunità San Gennaro
Progetto architettonico: Davide Savoia, Giuseppe De Pascale, Marino Amodio, Orazio Nicodemo (Gruppo G124 Napoli)
Coordinamento scientifico: Nicola Flora e Daniela Buonanno (DiARC - Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Napoli Federico II)
Collaborazioni locali: I Giovani delle Fontanelle, Le Forti Guerriere, Cooperativa sociale La Paranza
Enti coinvolti: Comune di Napoli, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
Finanziamento delle opere:: Giovani Imprenditori Napoletani, Cooperativa sociale La Paranza
Foto dell'accesso al Cimitero delle Fontanelle, prima e dopo l'intervento.
Vergini-Sanità, ripensare lo spazio pubblico in un tessuto ad alta densità
L'area Vergini-Sanità è uno dei tessuti più densi e complessi di Napoli: oltre centomila abitanti, un patrimonio storico fortemente stratificato, una vita urbana intensa e fragile allo stesso tempo. Qui lo spazio pubblico è da sempre terreno di passaggio e di sosta, di convivenza e di appropriazione quotidiana.
Il Progetto Territoriale Integrato per la riqualificazione dell'area nasce per misurarsi con questa complessità. Promosso dal Comune di Napoli e finanziato attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo Napoli Centro Storico (FSC 2014-2020), l'intervento mobilita un investimento complessivo di 12,2 milioni di euro, con l'obiettivo di rafforzare - a partire dallo spazio collettivo - i processi di rigenerazione urbana, sociale e culturale già in atto nel quartiere.
Il progetto, firmato da ARTELIA SpA, Centola & Associati, SDV srl, dagli architetti Santo Marra e Giuseppe Diana e dalla geologa Daniela Viappiani, è l'esito di un percorso lungo e articolato. Una prima fase partecipativa, costruita attraverso il coinvolgimento diretto della comunità locale, ha messo a fuoco priorità, criticità e aspettative, poi tradotte in un quadro di indirizzo condiviso. Su questa base si è sviluppato un intervento articolato in due stralci principali: il ridisegno dei percorsi e degli spazi pubblici, già approvato, e il recupero del complesso dell'ex Ritiro del Crocifisso, attualmente in fase di validazione.
Il primo stralcio interviene su cinque comparti urbani, per circa tre chilometri lineari, lungo gli assi che collegano il Cimitero delle Fontanelle, via della Sanità, via Vergini, via Stella e l'area di San Gennaro dei Poveri. Il progetto procede per addizione e sottrazione: amplia i marciapiedi, introduce percorsi protetti e nuove alberature, elimina le barriere architettoniche e ridisegna superfici e arredi attraverso l'uso della pietra lavica di riuso e del basalto vesuviano.
Nel complesso, lo spazio pubblico aumenterà del 22,5%, grazie alla realizzazione e al recupero di piazze, larghi e slarghi che interrompono la continuità puramente infrastrutturale delle strade, restituendo luoghi di sosta, incontro e permanenza.
La seconda fase riguarda il recupero del complesso del Crocifisso, edificio storico oggi in disuso che conserva una chiesa neoclassica e giardini interni. Il disegno urbano si innesta così in una visione più ampia, culturale e sociale: la struttura è destinata a trasformarsi in un nuovo polo pubblico per il quartiere, dedicato ai giovani, alle attività di quartiere e alla produzione culturale.
CREDITI DEL PROGETTO
Committenza: Comune di Napoli
Programma: Progetto Territoriale Integrato per la riqualificazione dell'area Vergini-Sanità, Contratto Istituzionale di Sviluppo Napoli Centro Storico - FSC 2014-2020
Finanziamento: 12.200.000 euro
Progetto: ARTELIA SpA, Centola & Associati, SDV srl, arch. Santo Marra, arch. Giuseppe Diana, geol. Daniela Viappiani
Responsabile del procedimento / coordinamento pubblico: Servizio Rigenerazione Urbana e Valorizzazione Sito UNESCO - Comune di Napoli
Stralcio 1- Percorsi e spazi pubblici: progetto esecutivo approvato; importo 5.000.000 euro
Stralcio 2 - Edifici: in fase di validazione del progetto definitivo/esecutivo; importo circa 7.000.000 euro
Conclusione lavori prevista: dicembre 2027

Da sinistra verso destra: Largo Totò, vista da via Fontanelle; vista interna del progetto di recupero del complesso dell'ex Ritiro del Crocifisso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato il:

