Carlo Scarpa. Tre progetti veneziani in mostra

Lo spazio abitativo secondo il maestro veneziano va in scena nelle sale di L'ERA gallery, a Venezia

di Elisa Scapicchio

Tre progetti, tre case, un nome comune, garanzia di dettaglio, cura e raffinatezza: Carlo Scarpa.

Dal 13 marzo al 30 aprile L'Era Gallery di Venezia ospita una mostra dedicata a tre opere meno conosciute del grande maestro veneziano,  espressione di due decenni di ricerca, avviata a metà degli anni Ottanta, sulla vita e le attività di Carlo Scarpa tra gli anni '40 e il dopoguerra.

L'esposizione - dal titolo Carlo Scarpa - Tre progetti veneziani - porta così in scena planimetrie, foto e disegni per esaminare i progetti di casa Pelizzari (1942 - 45), casa Bellotto (1945 - 47) e casa Vianello (1951). 
Si tratta di tre spazi dell'abitare per la realizzazione dei quali, soprattutto per gli arredi, Scarpa si avvalse della stretta collaborazione con abili maestranze artigiane veneziane, come la rinomata falegnameria Capovilla.

Curata da Luigi Guzzardi, Sergio Ballini e Cecilia Zavagno, con i progetti di allestimento e grafica rispettivamente di Biagio Mattia Moro e Roberto De Santi, la mostra ripropone una prima esposizione presentata nel settembre 1996 al Caffè Florian in occasione della 6° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.

Quest'anno la galleria con sede a Dorsoduro sarà arricchita con appositi prestiti, come l'originale mobilio di casa Bellotto, per riportare l'attenzione sullo spazio abitativo scarpiano, sopratutto grazie a una parte di disegni ignoti o dispersi che possono completare la conoscenza dell'opera di Carlo Scarpa.

La mostra è parte di un programma di iniziative promosse da Davide Arra, Presidente dell'Associazione L'ERA gallery, finalizzate a promuovere e favorire la divulgazione dell'arte in tutte le sue forme.

Le 3 case nel percorso di mostra

Una trentina di disegni di progetto, provenienti dall'archivio Capovilla, illustrerà ai visitatori casa Pelizzari.
La storia risale al 1942, quando il proprietario Luigi Pelizzari affidò il restauro dell'immobile a un giovane Carlo Scarpa che ne definì gli interni secondo una logica meticolosa. Lo spazio venne suddiviso in quattro livelli, caratterizzati dalla cura millesimale per l'arredamento. La realizzazione dei pezzi caratteristici dell'universo domestico - fatto di sedie, poltroncine, tavolini, armadiature, attaccapanni e persino cornici - fu interamente affidata all'esperienza di sofisticati artigiani locali. 

Successivamente, nel 1946, Scarpa venne chiamato ad intervenire per il rinnovamento di Casa Bellotto, che vantava un grande negozio di stoffe al piano terreno, magazzini e uffici al primo piano, abitazione al secondo e al terzo. Le esigenze della committenza portarono a una trasformazione stratificata, ritratta minuziosamente attraverso fotografie d'epoca, studi di progetto e alcuni arredi originali realizzati sempre dalla falegnameria Capovilla, prestati per l'occasione dalla famiglia Bellotto.  

Il terzo progetto in mostra riguarda Casa Vianello, del 1951, che non venne mai realizzato. In mostra diversi documenti oggi custoditi dagli eredi della famiglia, utili per comprendere - purtroppo solo su carta - alcune delle caratteristiche cardine del pensiero progettuale di Carlo Scarpa, ovvero l'intimo rapporto tra interni ed esterni connotato da elementi caratterizzanti: la finestra asimmetrica, la loggia ad angolo, l'accurato studio della copertura.

CARLO SCARPA. TRE PROGETTI VENEZIANI
13 marzo - 30 aprile 2026

dove
L'ERA gallery
Dorsoduro 2324/A, Fondamenta dell'Arzere, Venezia

orari
da lunedì a sabato | ore 10 - 19

+info: leragallery.com

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