Università di Modena, inaugurato l'innesto dedicato all'AI firmato S. B. Arch. Bargone Architetti Associati

L'ampliamento in continuità con il linguaggio architettonico del campus e in armonia cromatica e materica con l'esistente

Dopo due anni e mezzo di lavori e un investimento di oltre tre milioni di euro, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha inaugurato, venerdì 13 marzo, il nuovo "UniMore AI Center", all'interno del dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari", un edificio interamente dedicato alla conoscenza, alla ricerca e alla progettazione dell'Intelligenza Artificiale, che integra formazione e trasferimento tecnologico alle aziende del territorio.

Il nuovo edificio - un innesto che va ad ampliare l'esistente in continuità con il linguaggio architettonico del campus e con la volontà di essere contemporaneo - è firmato dallo studio S.B. Arch. Bargone Architetti Associati, responsabile della progettazione architettonica, affiancato da Rosmani Project (strutture) e da TESI Engineering e Luigi Luccioli (impianti).

Fotografie © Andrea Bosio

Il nuovo AI Center si inserisce in un sistema consolidato di edifici dedicati alla didattica, alla ricerca e all'innovazione tecnologica, già funzionalmente connesso al Policlinico e alla rete dei tecnopoli. Va ad ampliare un organismo edilizio composto da più corpi di fabbrica interconnessi, dando vita ad una nuova configurazione dell'angolo e della testata sud  della preesistenza che si affaccia lungo il viale alberato principale con le sue quinte architettoniche omogenee per materiali e cromie, prevalentemente in laterizio e intonaci chiari.

 Il nuovo «instaura un dialogo equilibrato sia con il linguaggio architettonico consolidato del campus, sia con le espressioni più contemporanee presenti nel contesto», spiega Federico Bargone, fondatore di S.B. Arch. Bargone Architetti Associati, che prosegue: «Pur configurandosi come ampliamento del Padiglione MO28, l'intervento assume un ruolo autonomo e riconoscibile, evitando un approccio meramente imitativo. Il progetto si fonda sul concetto di continuità e integrazione, ma al contempo introduce un inserto architettonico contemporaneo, capace di esprimere i valori dell'innovazione e della ricerca scientifica».

La nuova architettura, allineata al fronte porticato del padiglione esistente, punta alla continuità urbana ricercando un'armonia cromatica e materica con l'esistente; mentre una studiata «stratificazione linguistica contribuisce a valorizzare il carattere architettonico del complesso», specifica l'architetto.

Fotografie © Andrea Bosio

«Il fronte principale - spiega ancora Bargone - è definito da una grande apertura finestrata a nastro, che assume un forte valore simbolico quale segno di apertura verso il futuro, la conoscenza e la condivisione del sapere. Oltre a garantire elevati livelli di illuminazione naturale e ventilazione degli ambienti interni, questo elemento rafforza la relazione visiva tra interno ed esterno, consentendo la percezione delle attività di ricerca e studio dall'esterno e, viceversa, offrendo viste verso il verde del campus a favore un benessere psico-fisico dell'utenza».

Lo sbalzo del volume del primo livello posiziona l'innesto in continuità con  il portico esistente, caratterizzando in modo riconoscibile l'ingresso al nuovo edificio. Dal punto di vista funzionale, l'edificio si sviluppa su due livelli, organizzati secondo criteri di chiarezza distributiva, flessibilità e interconnessione. La scelta di partizioni interne vetrate favorisce la condivisione delle attività, la permeabilità visiva e la diffusione della luce naturale.

L'involucro edilizio è realizzato in calcestruzzo cellulare aerato autoclavato ad elevate prestazioni termiche, completamente riciclabile a fine vita, mentre il rivestimento esterno della porzione emergente a sbalzo è costituito da facciata ventilata in mattoni di laterizio faccia a vista. La progettazione impiantistica è orientata all'efficienza energetica e all'utilizzo di fonti rinnovabili, con l'obiettivo di garantire elevati livelli prestazionali e benessere per gli utenti.

UniMore AI Center nasce grazie a un cospicuo finanziamento della Regione Emilia-Romagna con fondi Fesr, a seguito di una richiesta del 2019 sostenuta da Confindustria Emilia e dalla rete europea ELLIS e può accogliere fino a 60 dottorandi e ricercatori, con spazi sperimentali per interfaccia uomo-robot e una zona di coworking con aziende del territorio.

Fotografie © Andrea Bosio

Le foto prima dell'intervento

© S. B. Arch Architetti 

CREDITI DEL PROGETTO
Responsabile del procedimento: Ing. Stefano Savoia - coll. Rup ing. Paola Gambarelli (direzione tecnica Unimore)
Progettista architettonico: arch. Federico Bargone, SB.Arch Bargone Architetti Associati)
Progettisti strutture: ing. Stefano Rosmani, ing. Omar Damiani, Rosmani Project
Progettisti impianti: ing. Lorenzo Strauss, ing. Alessandro Santuari (T.E.S.I. engineering), ing. Luca Luccioli
Geologi: ing. J. Alessandra Fantini; geol. Michela Raccosta, Geosound Studio Associato

Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione: arch. Francesco Bartolucci, S.B. Arch. Bargone Architetti Associati
Cantiere
Direttore dei lavori: arch. Elisabetta Vidoni Guidoni (direzione tecnica, Unimore)
Assistente alla direzione dei lavori: geom. Davide Palumbo (direzione tecnica, Unimore)
Direttore operativo strutture: ing. Stefano Rosmani (Rosmani Project)
Direttore operativo impianti meccanici ed elettrici: ing. Corrado Faglioni e ing. Alessandro Mascherini, pi. Massimo Ori (Enerplan Spa)
Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: ing. Alex Iemmi
Collaudatore statico e tecnico-amministrativi: ing. Maurizio Bergonzini

Collaudo impianti: ing. Marco Goldoni
Impresa: Effegi Impianti Srl, Castelfranco Emilia (Mo)
Direttore tecnico: Gianni Bocchi
Responsabile di cantiere: Domenico Aprigliano
Capocantiere: Daniele Muggiri

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