La conoscenza al centro, ma non in modo tradizionale. E lo si evince già dal nome apposto nella targa, Piero Angela, massima personalità della divulgazione a tutto tondo, oltre le convenzioni./p>

Inaugurata pochi giorni fa, la nuova scuola firmata Atelier(s) Alfonso Femia sorge in un'area periferica di Mantova, con lo scopo di unificare in un unico plesso tre istituti dell'area sud-occidentale della città, accogliendo una comunità allargata di utenti e diventando sia centro civico, sia landmark architettonico e urbano.

Grazie al PinQuA, Programma Innovativo della qualità dell'abitare, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a seguito della diffusione pandemica del coronavirus, a partire dall'anno scolastico 2026 -2027, le bambine e i bambini di Mantova avranno così la loro nuova scuola: 15 aule grandi e riconfigurabili, un sistema di attraversamento e di collegamento ampio e vivibile, una piazza / teatro - l'agorà - per la condivisione e l'aggregazione, una palestra aperta anche a eventi sportivi esterni e un grande giardino a servizio dell'edificio.

foto: © Stefano Anzini

Tra piacere del sapere e didattica: la skholé come concetto ispiratore

Strutturata come un edificio a corte con due piani fuori terra, il complesso parte dalla volontà di restituire duplice significato alla parola "skholé", inteso sia come tempo dedicato al piacere intellettuale che al luogo fisico adibito a spazio di insegnamento. La presenza dei numerosi spazi ibridi a piano terra, infatti, definisce la sua vocazione di area di connessione tra età scolare e comunità di quartiere.

Come sostenuto da Franco Lorenzoni - insegnante e fondatore di un centro di sperimentazione, autorevole figura di riferimento sui temi scuola ed educazione "la città dovrebbe essere capace di "tornare a scuola" e la scuola di "aprirsi alla città".

Mosso proprio da questa riflessione, il progetto raccorda e arricchisce di servizi l'area periferica, diventando un civic center strutturato secondo la logica di incontri e connessioni intergenerazionali.

"Sei anni sono passati dalla diffusione della Covid. - racconta Alfonso Femia ripercorrendo le fasi del progetto - A quel tempo, che oggi pare lontanissimo, alle bambine e ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, la scuola venne negata per un anno, sostituita da una comoda quanto de-responsabilizzante didattica a distanza. Quell'oscuro periodo, al quale ne seguì un altro ancora più lungo fatto di banchi a rotelle e distanze di sicurezza, ha avuto il merito di ridare vigore e importanza al valore dello spazio come forma di educazione in grado di formare cittadini con capacità critica. In termini generali, l'architetto ha il dovere di realizzare progetti che soddisfino le esigenze, ma anche i desideri delle comunità, interpretandoli attraverso una visione responsabile e generosa ".

Volumi semplici e alta efficienza energetica per guardare al futuro

A guardarlo dall'alto, il progetto mostra una geometria a L con l'angolo esterno di connessione tra asta e braccio che si svuota, scavato a forma di triangolo.

Semplice e razionale l'impostazione: un ingresso che affaccia su un atrio distributivo aggregante e, sullo stesso piano, un'agorà destinata all'incontro, al confronto e alla discussione, una grande palestra e la mensa. Nonostante le grandi superfici coperte dal complesso scolastico, il progetto riesce comunque a definire ambienti intimi e collettivi al piano terra, intessendo relazioni tra gli spazi sportivi e didattici, quelli aperti alla comunità e quelli protetti per la formazione.

Richiamando sempre l'idea di skholé - nata intorno a patii e giardini - la corte a cielo aperto dissolve i confini tra interno ed esterno e accoglie il grande sistema di collegamento verticale che connette il livello zero alla copertura abitabile.

La palestra si eleva su un unico doppio volume, poco più alto della scuola, con la corte interna e la rampa che vi si snoda a fare da perno tra i due sistemi, mentre la copertura dell'edificio è un "tetto abitato", utilizzato per l'insegnamento all'aperto e per il gioco.

Non meno importante nell'intero disegno è il ruolo rivestito dal grande parco antistante, perpendicolare alla strada, che si fa largo anche all'interno dell'edificio sotto forma di corti, terrazze e copertura.

Un involucro ad alte prestazioni energetiche

Sotto il profilo tecnico, l'involucro è stato pensato per contenere i consumi energetici. Le superfici trasparenti e opache lavorano sinergicamente attraverso materiali ad alta prestazione, eco-coerenti e facilmente manutenibili.

A questo corrisponde un'estetica divisa tra leggerezza e passività, messa in relazione dai numerosi innesti materici di ceramica, policarbonato, dei dei pannelli prefabbricati e delle tessiture metalliche, funzionali alle esigenze di oscuramento e mitigazione climatica sul versante Sud-Ovest.

Per finire, in copertura, in corrispondenza della palestra, sono stati installati l'impianto di climatizzazione e il sistema fotovoltaico.

Le fotografie di Stefano Anzini

I disegni

Crediti del progetto

NUOVA SCUOLA PRIMARIA "PIERO ANGELA"
luogo: Mantova, via Rinaldo Mantovano, quartiere di Borgochiesa nuova
committente: Comune di Mantova
progetto architettonico e paesaggistico: Atelier(s) Alfonso Femia *AF517
architetto mandatario: Alfonso Femia
local architect: Paolo Vincenzi
ingegneria strutturale: SERTEC engineering consulting
ingegneria impiantistica: | BET fluides |
services engineering: SERTEC engineering consulting
soggetto verificatore: Apave

Responsabile del procedimento
esecuzione lavori
Dirigente settore Urbanistica: arch. Carmine Mastromarino
RUP: geom. Mauro Coffani
direttore di progetto: Angela Cavallari
Atelier(s) Alfonso Femia design team: Simonetta Cenci (coordinamento), Alfonso Femia, Angela Cavallari, Carola Picasso, Fabio Marchiori, Chiara Ponti, Luciano Colazzo, Vittorio Valentini, Riccardo Simonetto, Neda Medic, Sara Massa, Simone Giglio, Giorgia Villani, Alice Cavicchi, Fernando Cannata

immagini: AF517 image & Diorama

progetto esecutivo: A&I Progettazione Integrata
impresa: PAVONI 
ufficio di Direzione Lavori - COPRAT: Arch. Marco Caprini · Arch. Patrizia Penitenti · Geom. Sara Bernaredlli · Ing. Federico Santarosa · Per. Ind. Daniele Ferrarini · Per. Ind. Gianni Andreani  
coordinatore Sicurezza fase Esecuzione: Geom. Antonio Fabbri
collaboratori: ELT associati - Progettazione e servizi di ingegneria (consulente acustica)
HARPACEAS (Referente consulente BIM comune / verificatori)

Fotografie: © Stefano Anzini

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