Due parallelepipedi regolari, con leggere variazioni in facciata, tra arretramenti e stondature, si incontrano per formare una L, come due corpi separati ma uniti da un passaggio coperto. E poi finestre quadrate, enfatizzate nella presenza dal colore del legno, che le incornicia e conferisce ai prospetti una dinamicità in contrasto con le linee pure dei volumi.

Bianco e legno, una copertura che sporge e un grande giardino che circonda l'edificio. Nessun elemento di troppo, tutto calibrato su un unico piano, in linea con le esigenze di un asilo e di una scuola dell'infanzia. 

Ci troviamo a Valbona, in provincia di Reggio Emilia. Il progetto - firmato da Colucci&Partners, già autore del Liceo Montale a Pontedera e della scuola superiore del Polo San Giusto a Prato - continua la ricerca sull'edilizia scolastica confrontandosi, stavolta, con una scuola per la prima infanzia.

Gli spazi e le relazioni tra gli ambienti cambiano, ma una cosa resta costante: la lettura e la cura per le esigenze di chi abiterà quei volumi, dando forma a un'architettura educativa pensata per durare nel tempo evitando gesti iconici o formalismi autoreferenziali. 

Il valore del progetto risiede nella sua capacità di lavorare sull'idea di relazione: i due organismi scolastici sono, infatti,  concepiti come nuclei distinti ma interconnessi, secondo una logica di cluster che struttura lo spazio in parti autonome legate da dispositivi di connessione: agorà, porticati, logge e spazi aperti costruiscono una sequenza continua che favorisce permeabilità, incontro e riconoscibilità. Non è la forma a imporsi, ma la qualità delle soglie, delle viste incrociate e delle possibilità d'uso.

In questo senso, l'edificio si mostra come un modello di scuola "ragionata", in cui la semplicità compositiva diventa strumento di chiarezza spaziale e inclusività. L'architettura rinuncia a ogni gesto dominante per inserirsi con misura nel contesto, instaurando un dialogo silenzioso con le emergenze storiche locali - dalla Chiesa di San Rocco al castello medievale - attraverso proporzioni, materiali e cromie che reinterpretano la tradizione costruttiva, continuando a raccontare il luogo anche in ottica futura.

Lontano da retoriche formali, il progetto dimostra come sia possibile costruire architettura di qualità attraverso scelte misurate, attenzione al contesto e centralità dell'esperienza d'uso. È nella precisione delle relazioni spaziali, nella continuità tra interno ed esterno e nella capacità di accogliere una comunità che si misura la sua reale efficacia. 

foto: © Carlotta Di Sandro

Spazi di relazione: interno/esterno, scuola/città

Sostituendo l'edificio scolastico esistente, il progetto accoglie un asilo nido (0-3 anni) e una scuola dell'infanzia (3-6 anni), configurandosi come un sistema unitario in cui autonomia funzionale e continuità pedagogica convivono in equilibrio.

Il cuore dell'edificio è costituito dalle agorà, spazi collettivi pensati come ambienti fluidi e interconnessi che diventano dispositivi pedagogici prima ancora che distributivi. È proprio qui che i più piccoli imparano a costruire relazioni, sperimentano forme di apprendimento informale e rafforzano il senso di appartenenza ad una comunità educativa.

Il porticato d'ingresso e il parco scolastico amplificano questa dimensione, configurandosi come spazi di mediazione tra interno ed esterno, tra scuola e città. Particolare attenzione è poi dedicata alla dimensione domestica e percettiva degli ambienti. Nel nido, il controsoffitto a capanna richiama l'archetipo della casa, generando un'atmosfera rassicurante e riconoscibile. Per la scuola dell'infanzia, è stato scelto invece il soffitto a botte con cromie vivaci accompagna i percorsi verso i laboratori, stimolando immaginazione e orientamento.

Le sezioni, sempre in relazione diretta con il parco, consolidano un rapporto continuo con l'esterno, inteso come estensione dello spazio educativo. Il parco stesso, infatti, supera l'idea di semplice pertinenza, ma parte integrante del progetto, ospitando una struttura polifunzionale configurata come teatro all'aperto e rafforzando, così, la vocazione civica del complesso. In questa prospettiva, il polo per l'infanzia assume il ruolo di dispositivo urbano, capace di attivare dinamiche sociali e culturali.

Le fotografie di Carlotta Di Sandro

Crediti del progetto

Nome progetto: Polo dell'infanzia Valbona 
Tipologia: Progettazione di un polo scolastico di infanzia, con asilo nido e scuola materna

Progettazione architettonica: Colucci&Partners Architettura
Progettazione strutturale: Ing. Loriano Cecconi
Progettazione impianti: Omega Engineering
Consulenti energetici: P.I. Angelo Ghedin, Ing. Mirko Giuntini
Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione: Scattola Simeoni Architetti Associati
Progettazione requisiti acustici passivi: Silence Project
Direzione Lavori e CSE: Scattola Simeoni Architetti Associati

Inizio progettazione: 2021
Data completamento: 2024 Luogo: Valbona, comune di Lozzo Atestino (PD)
Superficie lorda: 803 mq
Area di intervento: 4.330 mq
Impresa esecutrice: DE MARCHI srl

FORNITORI
FAMM srl (infissi esterni in legno)
CELENIT S.p.A. (controsoffitti interni)
ALFA SERVIZI (infissi interni in vetro)
SANDRINI METALLI (copertura metallica)

Fotografie: Carlotta Di Sandro ©

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