In copertina: Spedali Civili di Brescia, Drone. Viz by ©Park
Si è concluso giovedì 2 luglio 2026 il concorso internazionale di progettazione per il nuovo Main e Children Hospital degli Spedali Civili di Brescia, bandito da ARIA S.p.A. - Azienda Regionale per l'Innovazione e gli Acquisti. Il progetto vincitore, presentato al Teatro Grande di Brescia, porta la firma di Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O'Callaghan e Studio Mattioli.
L'intervento, con l'inizio lavori previsto nel 2028 e un investimento di 274 milioni di euro - ai quali dovrebbero aggiungersi ulteriori risorse da parte di Regione Lombardia - ridisegna uno dei principali presidi sanitari lombardi superando l'idea dell'ospedale come grande corpo chiuso, regolato esclusivamente da esigenze tecniche, sanitarie e logistiche. La proposta introduce un modello aperto: una sorta di infrastruttura civica in cui l'efficienza della macchina ospedaliera convive con la qualità degli spazi, la presenza del verde e le esigenze di pazienti, personale sanitario, studenti, ricercatori, familiari e visitatori.
Alla base della proposta c'è l'approccio One Health, che considera salute umana, qualità ambientale e benessere sociale come parti interdipendenti di uno stesso sistema. Nel nuovo campus questo principio si traduce in una riorganizzazione che affianca ai percorsi clinici spazi aperti, giardini d'inverno, ambiti per la ricerca e funzioni legate alla vita universitaria e urbana. L'ospedale viene così pensato come una struttura pubblica in cui la cura non coincide soltanto con l'atto medico, ma comprende anche le condizioni fisiche, ambientali e relazionali in cui avviene.
A definire la nuova organizzazione sarà il CareRing, un anello continuo lungo oltre un chilometro che avvolge il complesso e ne ordina mobilità, logistica, paesaggio e accessi. L'anello si svilupperà su due livelli: nel sottosuolo raccoglierà i flussi tecnici e operativi, separandoli dai percorsi sanitari; in superficie diventerà un sistema di piazze alberate, giardini terapeutici e aree verdi accessibili, contribuendo a ridurre la distanza tra ospedale e città.
La riorganizzazione degli Spedali Civili prevede la concentrazione delle funzioni clinico-tecnologiche nei nuovi volumi, per circa 60.500 metri quadrati e oltre 745 posti letto, mentre i padiglioni storici saranno progressivamente rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e di ricerca.
Il disegno parte dall'impianto originario progettato dall'ingegnere Angelo Bordoni agli inizi del Novecento. Il nucleo esagonale e l'andamento radiale degli Spedali Civili vengono reinterpretati come struttura ordinatrice del nuovo assetto, pensata per migliorare l'organizzazione dei percorsi, la distribuzione delle funzioni, l'accessibilità e il rapporto con il tessuto urbano.
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Spedale Civile di Brescia, Masterplan. Viz by ©Park
Main Hospital: tre bracci, lobby vetrata e affacci sulle Prealpi
Il Main Hospital si articola in tre bracci interconnessi che reinterpretano la logica radiale dell'impianto esistente e aprono il complesso verso la città. L'edificio si allontana dall'immagine del blocco compatto e autosufficiente: le grandi superfici vetrate, gli accessi porosi e gli affacci verso le Prealpi definiscono un organismo più accessibile e meno separato dal contesto urbano.
Al piano terra, la lobby affaccia su una nuova piazza pubblica e costruisce un fronte urbano permeabile. Il presidio sanitario smette così di presentarsi come macchina isolata, regolata dalla sola efficienza tecnica, per assumere il carattere di infrastruttura pubblica in grado di rendere più abitabili i tempi della cura, dell'attesa e del lavoro.
I principi dell'Healing Architecture vengono declinati nel controllo della luce naturale, nel comfort acustico, nelle proporzioni degli ambienti e nella continuità visiva con l'esterno. Le camere sono pensate per accompagnare la degenza attraverso illuminazione calibrata, visuali aperte e un rapporto costante con il paesaggio bresciano. Alle estremità dei bracci, serre vetrate e giardini d'inverno portano la natura dentro l'edificio, introducendo spazi condivisi che attenuano la percezione di chiusura.
Le facciate, sviluppate con Eckersley O'Callaghan, integrano soluzioni per il controllo solare e l'ottimizzazione energetica. L'involucro calibra prestazioni ambientali, comfort interno e continuità visiva, contribuendo al comportamento climatico dell'edificio e alla qualità degli ambienti sanitari.

Spedali Civili di Brescia, Main Hospital Lobby 02. Viz by ©Park

Spedali Civili di Brescia, Main Hospital, Frontal View. Viz by ©Park
Children Hospital: tre volumi cilindrici e giardini terapeutici
Accanto al Main Hospital, il Children Hospital si configura come un organismo autonomo composto da tre volumi cilindrici di altezze differenti. La geometria curva introduce una scala più misurata rispetto alla grande infrastruttura sanitaria: i corpi arrotondati riducono l'impatto dei volumi, facilitano l'orientamento e costruiscono un assetto più vicino alla percezione dei bambini, distante dall'immagine del corridoio lineare e della degenza come sequenza di stanze chiuse.
Il progetto lavora sulla specificità dell'ambito pediatrico evitando di ridurre il bambino alla sola dimensione del paziente. Corti interne, terrazze, giardini terapeutici e spazi all'aperto entrano nell'organizzazione dell'edificio offrendo occasioni di gioco, incontro e permanenza per bambini, famiglie e personale sanitario. La natura raggiunge reparti, terrazze e aree comuni, contribuendo a rendere meno alienante il tempo trascorso all'interno della struttura.
La lobby di ingresso si sviluppa come un atrio a tutta altezza, organizzato da percorsi curvi, affacci interni e aree gioco. L'interno si articola su più quote, con piattaforme, rampe, elementi ludici, verde e zone dedicate ai bambini, costruendo un luogo in cui orientamento, attesa e relazione familiare trovano una forma più accogliente e colorata.
Nel Children Hospital, il tema dell'Healing Architecture non riguarda soltanto prestazioni ambientali, comfort e qualità della luce, ma anche la possibilità di progettare luoghi in cui l'esperienza della malattia non annulli gioco, movimento, relazioni e identità personale.

Spedale Civile di Brescia, Children Hospital, terrace. Viz by ©Park

Spedali Civili di Brescia, Children Hospital, Lobby. Viz by ©CRA Carlo Ratti Associati
CareRing: un anello verde per mobilità, logistica e spazi pubblici
Elemento ordinatore del progetto è il CareRing, un anello continuo lungo oltre un chilometro che organizza mobilità, logistica, paesaggio e spazi pubblici. È la componente che permette al campus di lavorare su più livelli: infrastruttura tecnica dove servono efficienza e sicurezza, sistema verde accessibile dove l'ospedale incontra pazienti, personale, visitatori e città.
Nel sottosuolo, l'anello raccoglie i flussi tecnici, logistici e operativi, separandoli dai percorsi sanitari e da quelli aperti al pubblico. Questa scelta riduce le interferenze, aumenta sicurezza ed efficienza e rende più leggibile l'organizzazione interna del complesso, distinguendo le traiettorie di servizio dai movimenti di pazienti, accompagnatori e personale.
In superficie, invece, l'anello diventa un sistema verde composto da piazze alberate, giardini terapeutici, percorsi pedonali e spazi aperti accessibili. La progettazione del paesaggio, affidata a Openfabric, lavora su microclima, biodiversità e qualità degli spazi esterni, trasformando il verde in una parte strutturante del nuovo campus.
Alberature, aree piantumate, superfici permeabili e giardini contribuiscono a costruire un ambiente meno respingente in cui il paesaggio assume una funzione ambientale, percettiva e relazionale: aiuta a orientarsi, accompagna gli spostamenti, offre luoghi di attesa all'aperto e introduce condizioni più favorevoli per chi vive l'ospedale come paziente, familiare, operatore, studente o ricercatore.

Spedali Civili di Brescia, Green Ring. Viz by ©Park
Tecnologia, struttura e sistemi digitali
Il progetto prevede una struttura prefabbricata ibrida in legno e acciaio, assemblata a secco, scelta per contenere i tempi di cantiere e ridurre l'impatto ambientale. Il sistema costruttivo modulare garantisce anche un margine di flessibilità indispensabile per un edificio sanitario chiamato ad aggiornarsi nel tempo, seguendo l'evoluzione delle tecnologie mediche, dei modelli assistenziali e delle esigenze della comunità.
Le facciate, sviluppate con Eckersley O'Callaghan, integrano soluzioni avanzate per il controllo solare e l'ottimizzazione energetica. Trasparenza, comfort interno e prestazioni ambientali vengono calibrati per garantire luce naturale, continuità visiva e buone condizioni climatiche negli ambienti di cura, evitando che l'apertura verso l'esterno comprometta l'efficienza dell'edificio.
La dimensione digitale, elaborata con Dotdotdot, supporta il funzionamento del campus attraverso sistemi di wayfinding, gestione dei flussi e monitoraggio ambientale. In un complesso ospedaliero di grande scala, questi strumenti serviranno a migliorare accessibilità e sicurezza, orientare pazienti e visitatori e facilitare l'organizzazione delle attività per personale sanitario, studenti e ricercatori.

Spedali Civili di Brescia, Children Hospital, Vertical View. Viz by ©Park
Crediti del progetto
Luogo: piazzale Spedali Civili 46, Brescia
Cliente: ASST Spedali Civili di Brescia; ARIA - Azienda Regionale per l'Innovazione e gli Acquisti
Concorso: 2025
Progetto: 2026-ongoing
Area: circa 60.000 mq
PROGETTAZIONE:
Park Associati: Mandataria del Raggruppamento e co-responsabile architettonico
Carlo Ratti Associati: co-responsabile architettonico
Politecnica: responsabile ingegneria e layout sanitario
Openfabric: progettazione paesaggistica
Dotdotdot: UX, digital e wayfinding
Eckersley O'Callaghan: sviluppo delle soluzioni di facciata
Studio Mattioli: prestazioni geologiche e ambientali
Crediti immagini: Park Associati e CRA-Carlo Ratti Associati
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