In arrivo le norme che obbligano ad assicurare la salubrità dell'aria all'interno dei luoghi di lavoro, di scuole e ospedali. Le nuove regole sono contenute nello schema di Dlgs che recepisce la direttiva Ue 2024/2081 sulla qualità dell'aria, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri e approdato in Parlamento per ricevere i relativi pareri.
Il testo sarà definitivo dopo un ulteriore via libera del governo, cui seguirà l'approdo in "Gazzetta ufficiale" e la relativa entrata in vigore. Per le regole sulla qualità dell'aria indoor, si prevede che vadano in vigore dal 1° gennaio 2028.
A ciascuna delle tre attività (scuole, uffici ed ospedali) il Dlgs dedica un allegato ad hoc in cui sono descritti tutti i passaggi da compiere per contenere gli inquinanti e ottenere una buona qualità dell'aria negli ambienti interni.
Il primo passo è la conoscenza degli ambienti in riferimento alle caratteristiche fisiche dell'edificio, ad esempio, occorre procurarsi le schede tecniche dei materiali impiegati per pareti, pavimenti e soffitti e per ciascuna componente costituente l'edificio e anche di mobili, tendaggi e tappezzerie. In particolare, per i mobili bisogna risalire anche ai dati sulle emissioni degli inquinanti. Occorre studiare come è effettuato il ricambio dell'aria e per le unità di trattamento dell'aria e per eventuali sistemi di ventilazione meccanica controllata è necessario acquisire la relazione tecnica dell'impianto con gli schemi di distribuzione per i diversi ambienti serviti. E poi la lista dei prodotti per le pulizie utilizzati nei diversi ambienti, insieme alle relative procedure, modalità e periodicità.
Alle attività di ricognizione preliminare segue la valutazione del rischio e l'individuazione di misure preventive e correttive. In particolare, per l'ottenimento dei dati di qualità dell'aria necessari, devono essere effettuate delle campagne di rilevazione negli ambienti rappresentativi, selezionati in base alla ricognizione preliminare, facendo riferimento alle norme Uni indicate negli allegati del Dlgs. Se i valori limite degli inquinanti (indicati sempre nel Dlgs) vengono superati è necessario mettere in atto misure correttive.
Per mantenere la qualità dell'aria vanno poi effettuati dei monitoraggi negli ambienti più frequentati e ritenuti più sensibili per qualità dell'aria. Per l'ottenimento dei dati sono prescritte due campagne di rilevazione di durata almeno bisettimanale, una va effettuata nella stagione fredda e l'altra in quella calda. Anche in questo caso, se si sforano i valori limite vanno prese le dovute azioni correttive.
Tra gli obblighi vi è anche l'attivazione di corsi di formazione sulla qualità dell'aria per il personale.
Lo schema di Dlgs che recepisce la direttiva Ue sulla qualità dell'aria
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