Caffè a Torino: dove rifugiarsi nelle fredde giornate di inverno

10 locali, storici e non, dove provare la vera pausa caffè torinese

Cosa c’è di meglio per merenda, specie quando le temperature scendono sotto zero, di una bella tazza fumante di caffè o cioccolata calda?

A Torino, patria dell’espresso, del bicerin e di tutte quelle bevande dal sapore di altri tempi, abbiamo deciso di selezionale 10 locali – storici e non – per rintracciare la storia della “pausa caffè torinese” e delle sue nuove ed originali evoluzioni architettoniche.

Si parte quindi dai lustri e i decori dei caffè storici di fine ‘700, per passare ai minuziosi arredi art nouveau di inizio ‘900, fino ai giorni nostri, con le aperture nel tessuto consolidato di brand internazionali e le intuizioni architettoniche per rilanciare locali tradizionali.

 

I caffè storici di Torino

Caffè Al Bicerin

Dal 1763 nel piccolissimo locale posto di fronte all’entrata del Santuario della Consolata si serve l’autentico “Bicerin”, la celebre bevanda calda torinese che racchiude in un “piccolo bicchiere” caffè, cioccolato e crema di latte.

Si dice che qui fecero tappa Cavour, Dumas, Pellico e Puccini ed entrando il decoro è quello di allora: boiseries di legno, specchi, lampade, un grande bancone di legno e marmo, le scaffalature per i vasi dei confetti e i piccoli tavolini tondi di marmo bianco.

Per i più golosi, alla carta oltre al Bicerin, anche Zabaione, cioccolate calde, caffè e gelati.


Geobia [CC BY-SA] via Wikimedia Commons

Caffè Fiorio

Dal 1780 il Florio conserva i segreti dei gelati più famosi di Torino, tanto amati da Nietzsche e da tutti i commensali che da Carlo Alberto di Savoia ai giorni nostri non riescono a rinunciare ad una tappa sotto i portici di via Po.

Il locale è un susseguirsi di stanze che si svelano poco a poco una volta superato l’imponente bancone in marmo giallo dell’ingresso, tutte affrescate o decorate da illustri artisti e artigiani di fine Ottocento, come Gonin, Morgari, Gerbi, Busca, Barra e lo scultore Bogliani.

Non fermatevi quindi alla vetrina dei gelati, ma prendetevi il tempo di studiare il ricco menu tra i lustri di questo storico locale.


© Caffè Fiorio

Caffè San Carlo

Soffitti dorati, affreschi, stucchi, specchi e colonne: il caffè San Carlo è il più “regale” dei caffè torinesi.

Il locale fu aperto nel 1822 ma è solo nel 1837 che l’arch. Leoni intraprende i lavori di ristrutturazione dei locali interni, affidando al pittore Rodolfo Morgari e al Borra la decorazione del salone centrale con pitture e dorature e, più tardi, il decoro del “gabinetto cinese” è sta dipinta nel 1851 da Pietro Spintz e Giacomo Beltrami.

Tra questi lustri non vi resta che dimenticarvi la fretta e sprofondare nelle comode poltrone, uscirete di qui sazi e felici.

Caffè confetteria Baratti & Milano

Il caffè Baratti & Milano inaugura nel 1875 sotto la Galleria Subalpina, ma è a partire dal 1909 che l’arch. Giulio Casanova cominciò a disegnarne l’elegante mobilio e le decorazioni tardo Art Nouveau, commissionando le sculture all’artista Edoardo Rubino.
L’ultimo restauro conservativo del 2003 non ha disturbato l’atmosfera Liberty che continua a respirarsi in questo locale, il cui interno è tutelato dal Ministero dei Beni Culturali.

Alla carta tutto il meglio della pasticceria piemontese.

Caffè Torino

Il Caffè Torino apre i battenti nel 1903, nella storica piazza San Carlo, rappresenta il trionfo dell’Art Nouveau in un arredo sontuoso di specchi, stucchi e ferro battuto, ben rappresentato dalla bellissima scala che fa da fondale al locale.

Completano il quadro caramelle, gianduiotti, salatini e dolci da capogiro presentati elegantemente sui vassoi d’argento delle due vetrine.

Caffè Mulassano

Inaugurato nel 1907, il piccolo Caffè Mulassano fu progettato dall’ing. Antonio Vandone di Cortemilia in un ricchissimo stile Liberty ancora visibile nel bancone di onice con ornamento di bronzo, nel soffitto a cassettoni, negli specchi e nelle decorazioni di legno intagliato alle pareti.

Aggiungeteci poi che qui sono stati inventati i tramezzini e che il nome stesso fu coniato tra queste mura da Gabriele D’Annunzio, e dovrete per forza farci un salto.


Caffè Mulassano | photo by danipuntoeffe

I nuovi brand internazionali approdati a Torino

Galleria Iginio Massari

Il “maestro dei maestri pasticceri d’Italia” è approdato a Torino lo scorso ottobre con l’apertura della “Galleria Iginio Massari” il primo tassello di una serie di pasticcerie che verranno proposte sul territorio.

Il progetto è dello studio G*AA Giaquinto Architetti Associati che rende omaggio alla città e alla creatività del pasticcere bresciano con uno stile sobrio e raffinato che richiama, attraverso l’uso di luci soffusi, specchi e ottoni i caffè storici torinesi.

Lato gastronomia l’offerta è così ricca, tra i diversi tipi di croissant, le oltre 100 varianti di mignon, i marron glacé e tutta la pasticceria salata, che scegliere con cosa accompagnare il caffè non sarà mai stato così difficile.


© Galleria Iginio Massari

Starbucks

Ha aperto solo qualche mese fa ed è già sulla bocca di tutti, è Starbuck che dopo aver fatto parlare di sè a Milano ha ora conquistato anche la roccaforte del caffè piemontese.

Lo store, distribuito su tre piani con una superficie di 540 m2, ha trovato posto a pochi passi da Porta Nuova, in uno degli isolati “classico novecentisti” di via Roma disegnati da Marcello Piacentini.

Tra le proposte di caffè, miscele esclusive e innovativi metodi di estrazione, impossibile limitarsi al tradizionale espresso.

Tra tradizione e innovazione

Costadoro Social Coffee Factory

All’interno del “diamante” vetrato progettato dallo Studio Domenino & Prete al piano terra di Palazzo Bricherasio nel 2010, ha aperto i battenti nel 2018 il Costadoro Social Coffee Factory, il nuovo flagship ufficiale della storica torrefazione torinese composta da tre aree tematiche: bar, experience e academy.

Qui il caffè è una cosa seria, prima di fare qualsiasi scelta meglio lasciarsi guidare dall’espertissimo staff.


© Piero Benusiglio

Gaudenti 1971

Lo studio torinese lamatilde firma il restyling della storica pasticceria Gaudenti, inizialmente nella sede di corso Vittorio Emanuele II e poi in piazza Carlo Felice e via Po.

Il progetto prevede un format in equilibrio tra la dimensione della pasticceria italiana e quella più internazionale della bakery, l’impiego dei velluti e dei legni blu caratterizzano tutte le sedi mentre che si differenziano grazie ad uno specifico motivo grafico progettato ad hoc.

Nel menu “piccole gioie quotidiane” che allietano la giornata dalla colazione all’aperitivo.


Gaudenti 1971, corso Vittorio Emanuele II, © PEPEfotografia

di Elisa Cavaglion

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