La rivista scientifica Dromos ha lanciato una call for paper intitolata "Post-model", con l'obiettivo di aprire una riflessione sul ruolo del disegno e del modello fisico nel progetto di architettura contemporanea.
Al centro dell'iniziativa vi è la considerazione che l'architettura oggi sembra aver smarrito tensione critica e autonomia progettuale, assorbita da processi sempre più standardizzati e influenzati da strumenti digitali e dall'intelligenza artificiale. Per questo motivo, Dromos sollecita studiosi e ricercatori a interrogarsi sulla possibilità di immaginare una pratica progettuale che recuperi la dimensione manuale e il disegno autoriale.
Richiamando la tradizione italiana, dal Rinascimento al Novecento, il rapporto tra disegno e plastico viene presentato come fondamentale non solo per prevedere la costruzione, ma anche come luogo di ricerca teorica e artigianale. Ne è un esempio il pensiero di Henri Focillon, per il quale la mano è uno strumento creativo che pensa attraverso l'azione, e richiama esperienze come quelle di Aldo Rossi, Franco Purini e Massimo Scolari, in cui disegno e modello diventano strumenti teorici, linguistici o poetici.
La call invita dunque a reinterpretare il "post-model" non come simulazione perfetta della realtà costruita, ma come ritorno al modello inteso come spazio autonomo di pensiero e sperimentazione, capace di produrre teoria e riattivare il dialogo tra mano, progetto e architettura.

Come partecipare
La call è aperta a studiosi di architettura nazionali e internazionali ed è articolata in due fasi.
Per la prima fase, gli interessati dovranno inviare - entro il 31 marzo 2026 - un abstract di 500 caratteri (spazi inclusi) e un massimo di tre immagini ad alta risoluzione tramite il modulo della piattaforma.
Gli autori ammessi alla seconda fase dovranno inviare via email il full paper di 3.000 caratteri (spazi inclusi).
Bando e informazioni
[ dromosmagazine.com ]
Le date di scadenza visualizzate sono frutto di attività redazionale. Le uniche date ufficiali sono quelle contenute nel testo del bando e/o sul sito web di chi organizza o promuove il concorso. Controllarne sempre la validità presso l'Ente banditore.
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