Per il nuovo numero della rivista open access SRSA - Studi e ricerche di storia dell'architettura, l'Associazione Italiana di Storia dell'Architettura - Aistarch concentra l'attenzione sul vocabolo "Macerie".
A suggerire il tema è la "tregua" tra Hamas e il governo israeliano, che lascia a Gaza cumuli di macerie impossibili da ignorare. In questo numero si chiede di assumerle come nodo storiografico, mettendo al centro della riflessione non tanto il fenomeno della distruzione urbana in sé e per sé, quanto il suo primo e più immediato prodotto: le macerie, appunto, della città e dei suoi edifici.
Cosa significa, cosa comporta, radere al suolo una città, un quartiere, un condominio? Quale statuto attribuire ai siti distrutti, che ruolo possono assumere i loro detriti nel corso della storia?
Nel corso della storia, la maceria ha rappresentato una presenza storica costante che ha attraversato le città, assumendo significati diversi nel tempo.
Nel Medioevo, ad esempio, i resti dell'antico erano insieme ingombro, risorsa e simbolo, spesso riutilizzati per nuove costruzioni. Con l'età moderna e contemporanea, soprattutto dopo i conflitti del Novecento, diventano parte dell'immaginario collettivo e del rapporto tra distruzione e ricostruzione.
Le macerie assumono anche un valore identitario e memoriale: conservarle o rimuoverle significa scegliere come una comunità costruisce il proprio passato e il proprio futuro. Possono inoltre diventare strumenti di conoscenza, rivelando dinamiche dei disastri e contribuendo alla prevenzione.
Si distinguono, infine, dalle rovine perché mentre queste ultime sono macerie reinterpretate e valorizzate culturalmente, le macerie restano il segno immediato della distruzione. In questo senso rappresentano non solo la fine dell'architettura, ma una sua componente inevitabile, che ne anticipa il destino e ne accompagna continuamente il ciclo di vita.
La call invita quindi a riflettere sul destino delle macerie, considerando anche i fattori politici, culturali ed economici: riassorbirle, dimenticarle o lasciarle come segni permanenti nello spazio urbano?
Modalità di partecipazione
Gli abstracts delle proposte (max 1000 parole/7000 caratteri) dovranno essere inviati entro il 3 maggio all'indirizzo [email protected], accompagnati da:
- una bibliografia sintetica
- 5 parole chiave
- un breve CV
Cosa succede dopo
Agli autori delle proposte selezionate sarà richiesto di scrivere un testo compreso tra i 20.000 e i 50.000 caratteri (3000-7500 parole), spazi e note inclusi, corredato da 10-12 immagini.
I testi saranno valutati da referee anonimi secondo il sistema del double-blind peer-review. La decisione definitiva sulla pubblicazione dei testi sarà presa dalla direzione, che potrà ricorrere anche alla consulenza di ulteriori specialisti.
maggiori informazioni → aisuinternational.org
Le date di scadenza visualizzate sono frutto di attività redazionale. Le uniche date ufficiali sono quelle contenute nel testo del bando e/o sul sito web di chi organizza o promuove il concorso. Controllarne sempre la validità presso l'Ente banditore.
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