Un museo nel sottotetto del Duomo

L'illuminazione a LED del museo dei sottotetti della cattedrale di Casale Monferrato (AL)

L’ambiziosa idea di rendere visitabili i sottotetti della Cattedrale di Sant’Evasio, Duomo di Casale Monferrato rientra nel progetto museale denominato “Sacrestie Aperte” che fa parte del programma “Città e Cattedrali”.
Lo scopo dei progettisti incaricati, gli architetti Rolfo e Martelli, era quello di restituire ai cittadini i particolari architettonici delle diverse fasi costruttive della Cattedrale celati per secoli nei sottotetti.

Trattandosi di spazi piuttosto bui da sempre la luce artificiale aveva un ruolo fondamentale: consentire una corretta fruizione del percorso, evidenziare gli elementi di pregio e creare suggestione ed emozione.
Il turista viene accolto nei sottotetti da un ambiente volutamente buio, la sola passerella metallica illuminata per diventare un canale dorato è il solo elemento percettibile oltre al volume dello spazio in generale. L’accompagnatore dispone il pubblico di fronte alle varie scene e le illumina, come se si aprissero tante piccole finestrelle a lasciar passare la luce del sole durante una bella giornata di primavera. 

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Il lighting designer Marco Palandella, che con questo progetto è stato tra i finalisti del Premio Codega 2014ha lavorato allo scopo di restituire ai fruitori i particolari architettonici medievali dell’antica basilica attraverso i suoi sottotetti; il tutto con l’intento di non musealizzare le opere, ma di far conoscere la storia dell’ edificio attraverso un itinerario particolare e istruttivo. La visita parte dalla scala costruita nel deambulatorio dall’architetto Edoardo Arborio Mella (1808 – 1884), che consente di ammirare la struttura muraria dell’abside medievale con una bella monofora liberata dal pesante intonaco ottocentesco.

Tra complessità…

Trattandosi di uno spazio sottoposto a tutela di vincolo da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici è stato fondamentale limitare al minimo necessario gli apparecchi di illuminazione. La vera complessità era insita nel fatto che le superfici da illuminare non erano certe in fase di progetto: infatti solo dopo le opere di restauro svolte in contemporanea alle opera impiantistiche è stato possibile evidenziare esattamente le superfici e le aree da illuminare.

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Illuminare bene e solo dove serve, quindi, garantendo una elevata versatilità dell’impianto di illuminazione. I sottotetti accolgono il visitatore completamente al buio, solo la passerella pedonale è illuminata con una luce bianco dorata. L’operatore che guida la visita di volta in volta accende le varie scenografie ponendo l’accento sui particolari costruttivi della chiesa originale grazie ad una mirata illuminazione.
La versatilità del LED ha consentito non solo di limitare drasticamente i consumi di energia ma anche di permettere soluzioni e scenari non possibili con le sorgenti tradizionali.

…e soluzioni all’avanguardia

L’illuminazione a LED a basso consumo di energia impreziosisce gli elementi architettonici, che si possono ammirare su una comoda passerella metallica di oltre ottanta metri.
La posa della maggior parte degli apparecchi è stata effettuata su supporti moderni (passerella in gran parte) senza neppure interessare con un solo punto di fissaggio le murature sottoposte a vincolo.
In virtù del fatto che non fosse certo ciò che occorreva illuminare si è provveduta una illuminazione di tipo museale, ovvero con proiettori dotati di diverse ottiche da adattare allo scopo in fase di allestimento finale.

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