80 anni di architettura italiana in mostra al MAXXI

A cura di Pippo Ciorra ed Elena Tinacci

L'identità italiana va in scena al MAXXI di Roma tradotta in ottant'anni di progetti, idee e visioni che hanno costruito il presente, con sguardo al futuro. La mostra, inaugurata ieri, e visitabile fino al 15 novembre, nasce con la volontà di esporre l'architettura del Bel Paese, dalla nascita della Repubblica ad oggi.

Curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, l'esposizione evidenzia temi, posizioni e trasformazioni che hanno attraversato il progetto in questi 80 anni, riportando al centro questioni ancora aperte come il ruolo pubblico dell'architettura, il rapporto con il paesaggio e con il patrimonio, la dimensione civile dell'abitare, fino alle più recenti esperienze che hanno portato il progetto italiano in uno scenario sempre più internazionale.

Accanto alle figure che hanno segnato il dibattito architettonico tra Novecento e Duemila, il percorso espositivo porterà al centro una selezione di lavori recenti di architetti e studi italiani attivi sia in Italia sia all'estero, mettendo a fuoco alcune traiettorie contemporanee e la loro capacità di misurarsi con contesti, scale e temi molto diversi.

foto: © Allegra Martin, Atelier fleuriste di ELASTICO Farm, 2026, Collezione Fotografia

Il percorso espositivo

La mostra si apre con una serie di interviste ai protagonisti dell'architettura italiana contemporanea - tra cui Renzo Piano e Massimiliano Fuksas - affiancate da un'installazione di Matilde Cassani che reinterpreta il Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti dello Studio BBPR a Milano.

L'introduzione al percorso espositivo è affidata a una selezione di materiali d'archivio che ripercorrono i temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti nell'Italia del dopoguerra, una stagione in cui l'architettura, sostenuta dall'iniziativa pubblica, torna a svolgere un ruolo centrale nella costruzione dell'identità del Paese.

Il cuore della mostra è dedicato a otto studi della "generazione Erasmus", protagonisti della scena architettonica internazionale contemporanea, raccontati attraverso un progetto fotografico di Allegra Martin e una serie di tavoli che restituiscono approcci, strumenti e metodi progettuali di ciascun autore.

Questi sono: DEMOGO studio di architettura [Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi], Treviso; MoDus Architects [Sandi Attia, Matteo Scagnol], Bressanone (BZ); Giulia De Appolonia, Brescia; Francesca Torzo, Genova; Studio Labics [Claudia Clemente, Francesco Isidori], Roma; Barozzi Veiga [Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga] Barcellona, Spagna; ELASTICO Farm [Stefano Pujatti], Torino; Kuehn Malvezzi [Simona Malvezzi, Wilfried Kuehn, Johannes Kuehn] Berlino.

Nella parte conclusiva trova invece spazio una sezione dedicata alle nuove generazioni dell'architettura, attraverso i progetti finalisti di NXT, il programma del MAXXI rivolto ai giovani progettisti.

In esposizione anche Rubato del collettivo HPO, progetto vincitore dell'edizione 2026 e nuova installazione estiva per la piazza del museo, accompagnata dal soundscape di Agnese Menguzzato e gli altri tre progetti finalisti di Associates Architecture, Atelier Vago, Facchinelli Daboit Saviane, m²ft architects.

in foto: DEMOGO, Town Hall of Gembloux, Belgio 2015 | © Pietro Savorelli

Le fotografie dell'allestimento della mostra

foto: © Giorgio Benni

VITALITÀ DELL'ARCHITETTURA ITALIANA 1946-2026
29 maggio - 15 novembre 2026

dove
MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo,
via Guido Reni 4/A, Roma

orari
martedì - domenica | ore 11 - 19 (ultimo ingresso: ore 18)

biglietti
intero: 14 euro | ridotto: 11 euro

+info: maxxi.art

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il: